CLIVE CUSSLER e GRANT BLACKWOOD.
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IL REGNO DELL'ORO.
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Parte 1.
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Titolo originale: The Kingdom. 2011.
Traduzione di: SEBA PEZZANI.
2014. Longanesi, Gruppo editoriale Mauri Spagnol, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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La passione per i misteri dell'antichit e la capacit di riportare alla luce preziosi reperti hanno diffuso nel mondo la fama dei coniugi Sam e Remi Fargo, cacciatori di tesori del terzo millennio. Nessuno per aveva mai chiesto loro di ritrovare una persona scomparsa. La strana richiesta, arrivata ai Fargo da Charles King, ricchissimo petroliere texano, cadrebbe nel vuoto se l'uomo da cercare non fosse un vecchio amico della coppia, un investigatore mandato sulle tracce del padre di King e come lui sparito nel nulla. Due uomini scomparsi, un miliardario che sembra sapere molto pi di quanto dice: per il fiuto dei Fargo gli elementi inquietanti sono davvero troppi, a partire dalla data della scomparsa del padre di King, risalente a quarant'anni prima. Perch mandare qualcuno a cercarlo dopo tanto tempo? Che cos'aveva trovato quell'uomo in Nepal, l'ultimo posto in cui  stato avvistato? E perch King incarica i suoi due figli di accompagnare, o meglio di controllare, i Fargo nella ricerca?  l'inizio di una travolgente avventura che porter Sam e Remi dal Nepal alla Bulgaria, all'India, alla Cina, tra pericoli mortali e codici misteriosi, fino alla scoperta di una verit che potrebbe riscrivere la storia dell'uomo... 
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PROLOGO. Una terra dimenticata.
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Sarebbe stato lui l'ultimo delle centoquaranta Sentinelle originali? 
Questo cupo pensiero turbin nella mente di Dhakal. 
Otto settimane prima gli invasori avevano fatto irruzione nel 
suo paese dall'est, con una velocit e una crudelt incredibili. 
Cavalleria e fanti si erano riversati gi dalle colline e avevano 
invaso le valli, radendo al suolo i villaggi e trucidando chiunque si 
fossero trovati davanti. 
Con le armate erano giunti drappelli di soldati scelti con una 
precisa missione: individuare il venerato Theurang e portarlo al 
loro re. In previsione di ci, le Sentinelle, il cui compito era 
proteggere la sacra reliquia, l'avevano portata via dal luogo in cui 
veniva venerata e l'avevano fatta sparire. 
Dhakal rallent l'andatura del cavallo fino a un piccolo trotto, 
si stacc dal sentiero attraverso un varco fra gli alberi e si ferm 
in una piccola radura ombreggiata. Smont dalla sella, 
consentendo al cavallo di raggiungere un corso d'acqua vicino per 
abbeverarsi. Si port dietro l'animale per controllare la serie di 
corregge di cuoio che gli assicuravano lo scrigno cubico alla 
groppa. Come sempre, il suo carico era legato saldamente. 
Lo scrigno era splendido, costruito talmente bene da poter 
sopportare una violenta caduta su una roccia o numerosi colpi 
senza nemmeno creparsi. Aveva tantissime serrature, nascoste e 
concepite con ingegno per far s che non fosse possibile aprirle. 
Delle dieci Sentinelle del drappello di Dhakal, nessuna aveva 
le capacit n le conoscenze per aprire quello scrigno speciale e 
nessuna di loro sapeva se il suo contenuto fosse quello autentico. 
Quell'onore o, forse, quella maledizione spettava solo a lui. Non 
sapeva perch fosse il prescelto. Ma solo lui sapeva che
quel sacro scrigno trasportava il venerato Theurang. Presto, con 
un po' di fortuna, avrebbe trovato un posto sicuro in cui nasconderlo.
Era in fuga da quasi nove settimane, dopo essere scappato 
dalla capitale con il suo drappello poche ore prima dell'arrivo 
degli invasori. Per due giorni avevano galoppato verso sud, 
mentre il fumo delle loro case e dei loro campi in fiamme riempiva
il cielo alle loro spalle. Il terzo giorno, si erano divisi e ogni 
Sentinella aveva puntato nella direzione prestabilita, per lo pi 
allontanandosi dal fronte di avanzata degli invasori, ma in qualche 
caso andandovi di nuovo incontro. Quegli uomini valorosi erano 
gi morti oppure stavano soffrendo per mano del nemico che, 
catturato il loro falso carico, pretendeva di sapere dove fosse lo 
scrigno di Dhakal. Come da ordini, nessuno di loro sapeva 
rispondere. 
Quanto a Dhakal, i suoi ordini lo avevano portato a est, verso il 
sole nascente, direzione che manteneva da sessantun giorni. La 
terra in cui si trovava ora era molto diversa dal terreno arido e 
montagnoso in cui era cresciuto. Anche qui c'erano montagne, 
per coperte da fitte foreste e separate da valli costellate di laghi. 
Questo rendeva pi agevole nascondersi, ma aveva pure rallentato 
la sua avanzata. Il terreno era una spada a doppio taglio: persone 
abili a tendere imboscate gli sarebbero potute essere addosso 
prima che avesse una sola possibilit di scappare. 
Finora aveva rischiato la pelle molte volte, ma grazie all'addestramento
se l'era sempre cavata. In cinque occasioni aveva 
spiato, da un nascondiglio, i suoi inseguitori passargli a cavallo a 
pochi centimetri e per due volte era stato coinvolto in scontri 
all'ultimo sangue con drappelli della cavalleria nemica. Per 
quanto solo ed esausto, era riuscito a ucciderli, ne aveva sepolto i 
corpi e l'equipaggiamento e ne aveva disperso i cavalli. 
Da tre giorni non vedeva n udiva il minimo segno dei suoi 
inseguitori. Non si era nemmeno imbattuto in tanta gente del 
posto. Le poche persone che aveva incontrato gli avevano prestato 
scarsa attenzione. La sua faccia e la sua statura erano simili alle loro. L'istinto gli aveva suggerito di procedere, perch non 
aveva messo abbastanza distanza fra s e... 
Dal lato opposto del corso d'acqua, a una cinquantina di metri 
di distanza, giunse il crepitio di un ramo spezzato. Chiunque altro 
non gli avrebbe dato peso, ma Dhakal conosceva il rumore 
dell'avanzata di un cavallo nella fitta boscaglia. Il cavallo aveva 
smesso di bere, sollevando la testa e muovendo gli orecchi a scatti. 
Dal sentiero giunse un altro rumore, lo strascichio dello zoccolo
di un cavallo sulla ghiaia. Dhakal estrasse l'arco dal fodero 
che aveva in spalla e una freccia dalla faretra, poi si acquatt 
nell'erba alta. Con la visuale semi oscurata dalle zampe del cavallo,
Dhakal diede una sbirciata sotto la pancia della bestia per 
cogliere eventuali movimenti. Non ce n'erano. Gir la testa a 
destra. Riusc a scorgere l'angusto sentiero tra gli alberi. Rest in 
osservazione, in attesa. 
Poi, ci fu un altro strascichio di zoccoli. 
Dhakal incocc una freccia e tir l'arco, aumentando la tensione.
Qualche istante dopo, sul sentiero apparve al piccolo galoppo 
un cavallo e si ferm. Dhakal riusc a scorgere solo le gambe del 
cavaliere e le sue mani rivestite da guanti neri sul pomo della 
sella, con le redini lasche tra le dita. La mano si mosse, diede un 
lieve scossone alle redini. Sotto di lui, il cavallo nitr e scalpit. 
Una mossa intenzionale, cap subito Dhakal. Una distrazione. 
Gli aggressori sarebbero giunti dal lato della foresta. 
Dhakal tir l'arco al massimo, prese la mira e scocc la freccia.
La punta perfor la gamba dell'uomo tra la parte superiore 
della coscia e l'anca. L'uomo grid, si strinse la gamba e cadde da 
cavallo. Dhakal cap di aver colpito nel segno. La freccia aveva 
bucato l'arteria femorale; quell'uomo era fuori combattimento e 
sarebbe morto nel giro di pochi minuti. 
Sempre acquattato, Dhakal gir sul tallone pi arretrato, recuperando
al tempo stesso tre frecce dalla faretra; ne piant due 
nel terreno davanti a s e incocc la terza. Ed eccoli l, a una decina di metri da lui, i tre aggressori, a spade sguainate, che strisciavano
nella boscaglia verso di lui. Dhakal prese di mira l'ultima
sagoma e lasci partire il colpo. L'uomo cadde. In rapida 
successione, Dhakal fece partire altre due frecce, colpendo un 
uomo in pieno petto e quello successivo alla gola. Un quarto 
guerriero lanci un grido e part alla carica da dietro una macchia 
di alberi. Giunse quasi al margine del corso d'acqua prima che la 
freccia di Dhakal lo abbattesse. 
Sulla foresta cal il silenzio. 
Quattro? pens Dhakal. Non avevano mai mandato meno di 
una decina di uomini prima di allora. 
Come in risposta alla sua perplessit, sul sentiero alle sue 
spalle risuon un rumore sordo di zoccoli. Dhakal si gir, vide 
una fila di cavalli superare al galoppo i compagni caduti sul 
sentiero. Tre cavalli... quattro... sette... Dieci cavalli e non erano 
finiti. Era una lotta impari. Dhakal mont in sella, incocc una 
freccia e si gir sulla sella in tempo per scorgere il primo cavallo 
varcare al galoppo l'apertura tra gli alberi e infilarsi nella radura. 
Dhakal fece partire il colpo. La freccia fin dritta nell'occhio 
destro dell'uomo. L'impatto lo scagli all'indietro, oltre la sella, 
facendolo rimbalzare sulla groppa del cavallo e buttandolo 
addosso al cavaliere successivo, il cui destriero si impenn, 
retrocedendo e creando una strozzatura. I cavalli iniziarono a 
sbattere uno contro l'altro. La carica si arrest. 
Dhakal speron il cavallo, che salt in acqua dalla sponda. 
Dhakal gli fece girare la testa, lo spron e si gett a valle. 
Cap che non si trattava di un'imboscata casuale. I nemici lo seguivano
di nascosto da un po' ed erano riusciti a circondarlo. 
Ora li sentiva, malgrado gli schizzi sollevati dagli zoccoli del 
suo cavallo nell'acqua bassa: un fragore di uomini a cavallo che 
attraversavano la foresta alla sua destra e di zoccoli sul sentiero di 
ghiaia alla sua sinistra. 
Pi avanti, il corso d'acqua svoltava a destra. Gli alberi e gli 
arbusti l erano pi fitti lungo la sponda e bloccavano quasi del 
tutto la luce del sole, lasciando Dhakal in penombra. Ud un 
grido e si guard alle spalle. Quattro cavalieri lo stavano inseguendo.
Guard a destra e vide sagome scure di cavalli entrare e 
uscire dagli alberi, correndo paralleli a lui. Stavano cercando di 
farlo uscire allo scoperto. Ma dove intendevano spingerlo? 
La risposta giunse qualche secondo dopo, quando gli alberi si 
aprirono all'improvviso e lui si ritrov in un prato. L'ampiezza 
del corso d'acqua si quadruplic; il colore dell'acqua gli disse che 
anche la profondit era cresciuta. D'istinto, fece voltare il cavallo 
a sinistra, verso la riva sabbiosa. Di fronte a lui, una fila di cinque 
uomini a cavallo schizz fuori dal limitare degli alberi: due erano 
chini sui cavalli, con le picche puntate, gli altri tre cavalcavano 
eretti, con gli archi in tensione. Dhakal si pieg sul collo del 
cavallo e stratton le redini a destra, spingendolo di nuovo in 
acqua. Sulla sponda opposta, un'altra fila di cavalieri, a loro volta 
armati di picche e archi, era spuntata dagli alberi. E, a 
completamento dell'imboscata, subito dopo, l'ennesima fila di 
cavalieri gli stava andando incontro a spron battuto lungo il corso d'acqua. 
Con un tempismo perfetto, i tre gruppi rallentarono, mettendosi 
al trotto, e poi si fermarono. Con le picche al fianco e le frecce 
pronte a essere scoccate, lo osservarono. 
Perch non mi seguono? si chiese Dhakal. 
E poi l'ud, l'assordante scroscio dell'acqua. 
Una cascata. 
Sono spacciato. In trappola. 
Gir il cavallo e lo fece avanzare al passo fino a un'ansa del 
fiume. Si ferm. L l'acqua era pi profonda e pi veloce. Una 
cinquantina di metri davanti a s, Dhakal vide il pennacchio di 
condensa fluttuante sulla superficie e l'acqua traboccare sulle 
rocce ai margini della cateratta. 
Si gir sulla sella. 
I suoi inseguitori, tranne uno, non si erano mossi. L'armatura 
dell'uomo fece capire a Dhakal che si trattava del capo del 
drappello. L'uomo si ferm a cinque o sei metri di distanza e alz 
le mani per indicare che era disarmato. 
Grid qualcosa. Dhakal non capiva la lingua, ma il tono era 
chiaro: conciliazione. E' finita, gli stava senz'altro dicendo quell'uomo. Hai combattuto bene, hai fatto il tuo dovere. Arrenditi e 
verrai trattato equamente. 
Era una menzogna. Lo avrebbero torturato e, alla fine, ucciso. 
Sarebbe morto combattendo per non lasciare il Theurang nelle 
mani del suo esecrando nemico. 
Dhakal fece girare il cavallo finch non si trov di fronte ai suoi 
inseguitori. Con lentezza esagerata, si sfil l'arco dalla schiena e 
lo gett nel fiume. Fece altrettanto con la faretra e poi con la 
spada lunga e con quella corta. Per finire, con il pugnale alla 
cintura. 
Il capo nemico gli rivolse un cenno di rispetto, poi si gir sulla 
sella e grid qualcosa ai suoi uomini. Lentamente, uno a uno, i 
cavalieri alzarono le picche e rinfoderarono gli archi. Il capo torn 
a rivolgersi a Dhakal e alz una mano, indicandogli di farsi avanti. 
Dhakal gli sorrise e scosse la testa. 
Tir deciso le redini a destra, facendo girare bruscamente il 
cavallo, per poi colpirlo con forza ai fianchi. Il cavallo si impenn,
raccolse le zampe sotto di s e inizi a scalciare verso gli 
spruzzi che si alzavano sopra l'alta cascata. 
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Lande di frontiera nel a provincia del o Xizang, impero Qing, Cina, 1677.
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Giuseppe vide la nube di polvere sull'orizzonte, a oriente, prima 
che la vedesse suo fratello. Il muro marrone vorticoso di terriccio 
e sabbia, ampio quasi due chilometri e delimitato dalle pareti di 
un'angusta valle, puntava direttamente verso di loro. 
Con lo sguardo fisso su quello spettacolo, Giuseppe diede un 
colpetto a una spalla del fratello maggiore. Francesco Lana De 
Terzi di Brescia si gir dalla posizione inginocchiata che aveva 
occupato per studiare un fascio di mappe e guard dove gli aveva 
indicato Giuseppe. 
Il pi giovane dei Lana De Terzi sussurr:  una tempesta? 
Per cos dire, rispose Francesco. Ma non del tipo che intendi
tu. Quella dietro la nube di polvere non era un'altra 
tempesta di sabbia sospinta dai venti, del tipo a cui avevano fatto 
l'abitudine negli ultimi sei mesi, bens, piuttosto, il martellio di 
centinaia di zoccoli di cavalli. E su quei cavalli c'erano centinaia 
di micidiali soldati scelti. 
Francesco diede una rassicurante pacca sulla spalla di Giuseppe.
Non preoccuparti, fratello. Li aspettavo, anche se, devo 
ammetterlo, non cos presto. 
E lui? brontol Giuseppe. Sta arrivando? Non me lo avevi detto. 
Non volevo spaventarti. Non preoccuparti. Ci resta ancora del tempo. 
Francesco si scherm gli occhi dal sole con la mano e studi la 
nube in avvicinamento. Aveva imparato che, da quelle parti, le 
distanze erano ingannevoli. La vastit dell'impero Qing si 
estendeva oltre l'orizzonte. Nei due anni trascorsi in quel paese, 
Francesco e suo fratello avevano osservato un'ampia variet di 
terreni - dalle giungle alle foreste, ai deserti - ma fra tutti, quel 
posto, quel territorio, che sembrava avere una decina di pronunce 
e compitazioni diverse, era il pi dimenticato da Dio. 
Quasi tutta fatta di colline, talune dal profilo ondulato, altre 
frastagliate, quella terra era un'ampia tela su cui apparivano due 
soli colori: marrone e grigio. Persino l'acqua dei fiumi che 
sgorgavano nelle valli aveva una colorazione grigia spenta. Era 
come se Dio avesse maledetto quel posto con una pennellata della 
sua possente mano. Nei giorni in cui le nubi si aprivano, il cielo 
sorprendentemente azzurro sembrava solo accentuare il paesaggio 
cereo. 
E poi c'era il vento, pens Francesco, con un brivido. Il vento 
incessante che sibilava tra le rocce e spingeva sul terreno turbini 
di polvere cos animati da far s che la gente del posto spesso 
considerasse quei fenomeni spettri giunti per portarsi via le loro 
anime. Sei mesi prima, Francesco, uno scienziato per indole e 
studi, si era fatto beffe di simili superstizioni. Ora non 
era pi tanto sicuro. Di notte aveva udito fin troppi rumori strani. 
Ancora qualche giorno, si consol, e disporremo delle risorse 
che ci servono. Ma non era solo questione di tempo, giusto? Stava 
stringendo un patto con il diavolo. Sperava solo che Dio si 
ricordasse nel Giorno del Giudizio che lo stava facendo per un 
bene superiore. 
Studi ancora per qualche secondo il muro di polvere in avvicinamento,
prima di abbassare la mano e di rivolgersi a Giuseppe.
Sono ancora a una trentina di chilometri di distanza, 
stim. Ci resta almeno un'ora. Forza, finiamo. 
Francesco si gir di nuovo dall'altra parte e chiam uno degli 
uomini, un tizio tarchiato, forte, con casacca e pantaloni neri di 
fattura grezza. Hao, il principale collegamento e traduttore di 
Francesco, gli and incontro, trotterellando. 
S, signore! disse in un italiano dal forte accento ma passabile.
Francesco sospir. Per quanto avesse da tempo smesso di 
tentare di convincere Hao a chiamarlo per nome, aveva sperato 
che, a quel punto, avrebbe messo fine alle formalit. 
Di' agli uomini di finire in fretta. Presto il nostro ospite sar 
qui. 
Hao rivolse un'occhiata all'orizzonte e vide quello che Giuseppe
aveva indicato qualche minuto prima. Spalanc gli occhi, 
annu e disse: Sar fatto, signore! Quindi si volt e inizi a 
gridare ordini alle decine di uomini che si aggiravano per la 
radura in cima al colle. Si affrett a unirsi a loro. 
La radura, un quadrato di cento passi di lato, era in realt il 
tetto del cortile interno di una gompa. Su ogni lato della radura, le 
sue mura turrite e le sue torri di guardia seguivano le creste della 
collina fino al fondo della valle sottostante, come gli aculei sulla 
schiena di una lucertola. 
Per quanto a Francesco fosse stato detto che una gompa era 
soprattutto un centro studi fortificato, i residenti di quella strana 
fortezza sembravano svolgere una sola professione: quella del 
soldato. Cosa di cui lui era grato. Come si evidenziava dalle 
frequenti scorrerie e dai numerosi combattimenti che si svolgevano nelle pianure sottostanti, era chiaro che lui e i suoi uomini 
vivevano sulla frontiera del regno. Non era un caso che fossero 
stati trasportati fin l per completare il lavoro sulla macchina, 
quella che il loro finanziatore chiamava il Grande Drago. 
La radura ora risuonava dei colpi delle mazze sul legno, 
mentre i braccianti di Hao si affrettavano a piantare gli ultimi pali 
nel terreno roccioso. In tutta la radura vorticavano pennacchi di 
polvere marrone che venivano poi spazzati via dal vento. Dopo 
un'altra decina di minuti, le mazze tacquero. Hao torn di corsa 
da Francesco e Giuseppe. 
Abbiamo finito, signore. 
Francesco indietreggi di qualche passo e ammir la struttura. 
Era soddisfatto. Progettarla sulla carta era una cosa; vederla 
prendere vita era tutt'altra faccenda. 
Con i suoi dodici metri di altezza, una superficie che occupava 
tre quarti della radura e una struttura di seta bianca come la neve, 
puntellata all'esterno da putrelle di bamb curvo verniciate di un 
rosso sangue, la tenda sembrava un castello di nuvole. 
Bel lavoro, disse Francesco a Hao. Giuseppe? 
Magnifico, mormor il pi giovane dei Lana De Terzi. 
Francesco annu e disse, sommessamente: E adesso speriamo 
che quello che contiene faccia ancora pi colpo. 
Anche se le vedette dagli occhi di falco della gompa avevano di 
certo individuato l'approssimarsi dei visitatori ancor prima di 
Giuseppe, i corni che segnalavano l'allarme non erano suonati 
finch la scorta non era stata che a pochi minuti di distanza. Si 
trattava, allo stesso modo della direzione di avvicinamento e 
dell'arrivo anticipato dei cavalieri, di una decisione tattica, ipotizz
Francesco. Quasi tutti gli avamposti del nemico si trovavano 
a ovest. Giungendo da est, la nube di polvere di quegli uomini 
sarebbe stata oscurata dalla collina su cui sorgeva la gompa. In tal 
modo, eventuali squadre itineranti con il compito di tendere 
imboscate non avrebbero avuto il tempo di intercettare i nuovi 
arrivi. Conoscendo bene il loro benefattore, 
Francesco sospettava che avessero tenuto d'occhio la gompa a 
distanza, restando nascosti, in attesa che la direzione del vento 
cambiasse e che le pattuglie nemiche passassero oltre. 
Un uomo astuto, il loro mecenate, ramment a se stesso 
Francesco. Astuto e pericoloso. 
Meno di dieci minuti dopo, Francesco ud il trapestio di stivali 
corazzati di cuoio sul sentiero elicoidale in ghiaietto sotto la radura.
I turbini di polvere si sollevarono pi in alto del margine 
roccioso della radura. Poi, un brusco silenzio. Per quanto Francesco
se lo aspettasse, ci che accadde subito dopo lo fece comunque
trasalire. 
Con un unico comando pronunciato a gran voce da una bocca 
invisibile, un drappello di una ventina di soldati della Guardia 
pretoriana entr di corsa nella radura, sottolineando ogni passo 
sincopato con un grugnito ritmico. Con espressioni arcigne, occhi 
fissi sull'orizzonte, le picche tese davanti a loro, le guardie si 
sparpagliarono in tutta la radura e si misero a spingere gli 
intimoriti braccianti verso il lato opposto, facendoli scomparire 
dietro la tenda. Quando ebbero finito, presero posizione lungo il 
perimetro della radura, distanziandosi a intervalli regolari, rivolte 
all'esterno, con le picche inclinate diagonalmente davanti a s. 
Ancora una volta, dal sentiero sottostante giunse un altro 
comando gutturale, seguito da un rumore di sandali corazzati sul 
ghiaietto. Una formazione a diamante di guardie del corpo reali 
con corazze di bamb rosse e nere marci nella radura e si diresse 
subito verso il punto in cui si trovavano Francesco e Giuseppe. La 
falange si ferm e i soldati dell'avanguardia si scostarono a 
sinistra e a destra, aprendo un cancello umano da cui spunt 
un'unica persona. 
Pi alto di tre mani rispetto al suo soldato pi alto, l'imperatore
Kangxi, a capo della dinastia Qing, reggente del Mandato del 
Paradiso, aveva un'espressione che faceva sembrare esuberante la 
severit delle facce dei suoi soldati. 
L'imperatore Kangxi fece tre lunghi passi verso Francesco e 
si ferm. Dagli occhi socchiusi, studi il volto dell'italiano per 
diversi secondi, prima di parlare. Francesco stava per chiamare 
Hao per la traduzione, ma lui era gi l, al suo fianco, e gli stava 
sussurrando in un orecchio. L'imperatore dice: "Sei sorpreso di 
vedermi?' 
Sorpreso, s, ma comunque felice, vostra maest. 
Non si trattava di una domanda casuale. Francesco lo sapeva. 
L'imperatore Kangxi era paranoico. Se Francesco non si fosse 
mostrato abbastanza sorpreso dall'arrivo anticipato dell'imperatore, sarebbe stato subito sospettato di spionaggio. 
Che cos' la struttura che ho davanti agli occhi? chiese 
l'imperatore Kangxi. 
E una tenda, vostra maest, che io stesso ho progettato. Serve 
a proteggere il Grande Drago, e anche a nasconderlo da occhi 
indiscreti. 
L'imperatore Kangxi annu impercettibilmente. Ne fornirai i 
progetti al mio segretario personale. Sollevando un polpastrello, 
ordin al segretario di farsi avanti. 
Francesco disse: Certo, vostra maest. 
Gli schiavi che vi ho fornito sono stati all'altezza del compito?
 
Francesco trasal senza darlo a vedere di fronte alla domanda 
dell'imperatore, ma non disse nulla. Negli ultimi sei mesi, lui e 
Giuseppe avevano lavorato e vissuto con quegli uomini in condizioni
disagiate. Ora erano amici. Tuttavia, non lo confess. Un 
simile legame emotivo sarebbe stato una leva che l'imperatore 
non avrebbe esitato a usare. 
Sono stati ammirevoli, vostra maest. Purtroppo, per, 
quattro di loro sono morti la settimana scorsa, quando... 
La morte. E cos che va il mondo. Se sono morti al servizio 
del loro re, i loro antenati saranno orgogliosi di accoglierli. 
Il mio capomastro e traduttore, Hao,  stato particolarmente 
prezioso. 
L'imperatore Kangxi scocc un'occhiata a Hao e poi torn a 
fissare Francesco. La sua famiglia verr scarcerata. L'imperatore
alz un dito sopra la spalla. Il segretario personale prese nota 
sulla pergamena che stringeva tra le braccia. 
Francesco fece un respiro profondo e sorrise. Grazie, vostra 
maest, per la gentilezza. 
Dimmi: quando sar pronto il Grande Drago. 
Due giorni basteranno... 
Hai tempo fino all'alba di domattina. 
Poi l'imperatore Kangxi si gir e torn nella falange, che si 
chiuse dietro di lui, fece un dietrofront sincronizzato e si allontan 
dalla radura, seguita pochi istanti dopo dai soldati della Guardia 
pretoriana sistemati lungo il perimetro. Dopo che il tonfo dei 
pesanti passi e i grugniti ritmici si furono spenti, Giuseppe disse: 
E pazzo? Domani all'alba. Come possiamo... 
Ce la faremo, ribatte Francesco. E ci rester del tempo. 
Come? 
Ci restano solo poche ore di lavoro da svolgere. All'imperatore
ho detto due giorni, sapendo che avrebbe preteso l'impossibile.
Cos, glielo potremo dare. 
Giuseppe sorrise. Sei scaltro, fratello. Ben fatto. 
Forza, andiamo a dare gli ultimi tocchi al Grande Drago. 
Sotto la luce di torce montate su pali e lo sguardo vigile del segretario
personale dell'imperatore, fermo sull'ingresso della tenda 
a braccia conserte nella casacca, lavorarono per tutta la notte con 
Hao, il loro fidatissimo capomastro, che svolgeva la sua parte alla 
perfezione, urlando agli uomini di affrettarsi, affrettarsi, 
affrettarsi. Anche Francesco e Giuseppe fecero la loro parte, 
passeggiando nella tenda, facendo domande, chinandosi per 
ispezionare questo o quello... 
Cavi di ancoraggio di tendini di bue vennero sciolti, riannodati 
e ricontrollati per verificarne la tensione; puntelli e contro putrelle 
di bamb vennero sondati a colpi di mazza per scongiurare la 
presenza di crepe; la seta venne esaminata attentamente alla 
ricerca della pi piccola imperfezione; il telaio di giunco 
intrecciato fu sottoposto a un finto attacco con bastoni affilati per 
valutarne l'idoneit alla battaglia (avendola trovata deficitaria, 
Francesco ordin che venisse data alle pareti e agli spalti un'altra 
mano di vernice nera); e, per finire, l'artista assunto da Giuseppe fin il murale di prua: il muso di un drago, con 
occhi imperlati, zanne in mostra e lingua biforcuta sporgente. 
Mentre il sole si alzava sopra le colline, a oriente, Francesco 
ordin di sbrigarsi a finire. A quel punto, gir lentamente intorno 
alla macchina, da prua a poppa. Con le mani sui fianchi, la testa 
inclinata ora da una parte e ora dall'altra, Francesco studi tutta la 
nave, alla ricerca della minima imperfezione. Non ne trov. Torn 
a prua e rivolse un cenno deciso al segretario dell'imperatore. 
L'uomo si chin sotto la falda della tenda e scomparve. 
Un'ora dopo giunsero gli ormai familiari tonfi e grugniti della 
scorta dell'imperatore. Il rumore parve riempire la radura, prima 
che calasse un silenzio improvviso. Con addosso una semplice 
tunica di seta grigia, l'imperatore Kangxi varc l'ingresso della 
tenda, seguito dal segretario personale e dal capo delle sue guardie 
del corpo, e poi si arrest di colpo, a occhi spalancati. 
Da quando Francesco l'aveva incontrato, due anni prima, non 
l'aveva mai visto sorpreso. 
Con la luce arancione-rossastra del sole che filtrava nella tenda 
dalle pareti e dal tetto di seta bianca, l'interno era inondato di una 
luminescenza ultraterrena. Il pavimento di terra era stato coperto 
con tappeti neri come la pece che trasmettevano agli astanti la 
sensazione di trovarsi sull'orlo di un abisso. 
Per quanto fosse uno scienziato, Francesco Lana De Terzi 
aveva anche un'indole istrionica. 
L'imperatore Kangxi si fece avanti - esitando inconsciamente 
quando sfior con un piede il margine del tappeto nero - e poi si 
port vicino alla prua, dove scrut la faccia del drago. Stavolta 
sorrise. 
Fu un'altra prima volta per Francesco. Aveva sempre visto 
l'imperatore con un'espressione accigliata. 
Il sovrano si gir verso di lui. E magnifica! tradusse Hao. 
Liberatela! 
Al vostro comando, maest. 

Una volta fuori, gli uomini di Francesco presero posizione intorno 
alla tenda. A un suo comando, i cavi di ancoraggio della tenda 
vennero recisi. Le pareti di seta, zavorrate ai margini superiori 
secondo il progetto di Francesco, caddero subito. Allo stesso 
tempo, sul lato posteriore, una decina di uomini sollevarono il 
tetto della tenda, che si alz e si gonfi come una grande vela, 
prima di essere abbassato e di sparire alla vista. 
Regnava un silenzio assoluto, a parte lo sferzare del vento tra 
le pareti turrite e le finestre della gompa. 
Isolato, al centro della radura, c'era il Grande Drago, la macchina
volante dell'imperatore Kangxi. A Francesco quel nome 
non piaceva per niente; per quanto avesse assecondato il suo 
benefattore, per lo scienziato Francesco quella macchina non era 
altro che il prototipo del suo sogno: una nave volante davvero pi 
leggera dell'aria. 
Con quindici metri di lunghezza, tre e mezzo di larghezza e 
nove d'altezza, la struttura superiore della barca constava di 
quattro sfere di seta spessa contenute in gabbie di bretelle in 
bamb sottili come dita e di tendini di animali. Ogni sfera, da prua 
a poppa, aveva un diametro di tre metri e mezzo ed era dotata di 
un portello a valvola nella pancia; ciascuno di quei portelli era 
collegato a un tubo di stufa verticale di rame cinto da un graticcio 
di bamb e tendini. Dal portello a valvola, il tubo scendeva per 
poco pi di un metro fino a raggiungere una sottile tavola di 
bamb la cui parte inferiore era fissata a un braciere a carbone 
schermato. E, per finire, assicurata tramite i tendini alle sfere 
sovrastanti c'era la cabina di giunco verniciata di nero, abbastanza 
lunga per accogliere dieci soldati in fila, con viveri, 
equipaggiamento e armi, oltre al pilota e al navigatore. 
L'imperatore Kangxi si fece avanti da solo finch si ritrov 
sotto la sfera avanzata, davanti alla bocca del drago. Alz le mani 
sopra la testa come per contemplare, pens Francesco, la sua 
creazione. 
Fu in quel momento che il peso di ci che aveva fatto si fece 
sentire. Un'onda di tristezza e vergogna lo travolse. Aveva stipulato
un patto con il diavolo. Quest'uomo, questo monarca 
crudele, stava per usare il suo Grande Drago per assassinare altri 
esseri umani, militari o civili che fossero. 
Armato di hu yo, o polvere da sparo, una sostanza che 
l'Europa solo ora stava usando con moderato successo e che la 
Cina conosceva da parecchio tempo, l'imperatore Kangxi sarebbe 
stato in grado di far piovere fuoco sui suoi nemici, grazie ad 
archibugi, bombe e varie sputafuoco. Avrebbe potuto fare tutto 
ci tenendosi a debita distanza, in cielo, e muovendosi pi 
rapidamente del pi veloce tra tutti i cavalli. 
La verit l'aveva colta troppo tardi, cap Francesco. La macchina
di morte ora era nelle mani dell'imperatore Kangxi. Non si 
poteva far nulla per cambiare le cose. Forse, se fosse riuscito a 
realizzare con successo la sua vera nave volante, Francesco 
avrebbe potuto compensare i mali futuri. Ma lo avrebbe scoperto 
solo nel Giorno del Giudizio. 
Si scosse dalla sua fantasticheria quando si accorse che l'imperatore
Kangxi gli stava davanti. Sono soddisfatto, lo inform 
l'imperatore. Quando avrai mostrato ai miei generali come 
costruirne altre, avrai tutto ci che ti serve per portare avanti la tua 
impresa. 
Maest. 
E pronto a volare? 
Date l'ordine e cos sar. 
L'ordine  dato. Ma, prima, un cambiamento. Come stabilito, 
maestro Lana De Terzi, sarai tu a pilotare il Grande Drago nel volo 
di prova. Tuo fratello rester qui con noi. 
Perdonatemi, maest. Perch? 
Be', per essere certi del tuo ritorno, ovviamente. E per salvarti
dalla tentazione di consegnare il Grande Drago ai miei nemici.
 
Maest, io non... 
E, cos, saremo certi che ci non avvenga. 
Maest, Giuseppe  il mio copilota e navigatore. Ho bisogno 
di lui... 
Ho occhi e orecchi dappertutto, maestro Lana De Terzi. Il 
tuo tanto decantato capomastro Hao  esperto quanto tuo fratello. 
Sar Hao ad accompagnarti, insieme a sei uomini della mia 
Guardia pretoriana, nell' eventualit che tu avessi bisogno di... 
assistenza. 
Devo protestare, maest... 
Non devi, maestro Lana De Terzi, ribatte freddamente 
l'imperatore Kangxi. L'avvertimento era chiaro. 
Francesco inspir, per calmarsi. Dove volete che vada in 
questo volo di collaudo? 
Vedi le montagne a sud, quelle montagne enormi che toccano 
il cielo? 
S. 
Le raggiungerai. 
Vostra maest, quello  territorio nemico! 
Quale miglior collaudo potrebbe esserci per un'arma da 
guerra? Francesco fece per protestare, ma l'imperatore prosegu. 
Nelle colline pedemontane, lungo i corsi d'acqua, troverai un 
fiore color oro... Hao sa a quale mi riferisco. Riportami quel fiore 
prima che appassisca e verrai ricompensato. 
Vostra maest, quelle montagne sono... A poco meno di 
settanta chilometri di distanza, pens Francesco. Forse, ottanta. 
... troppo lontane per un viaggio inaugurale. Magari... 
Mi riporterai il fiore prima che appassisca oppure far sistemare
la testa di tuo fratello su un palo. Chiaro? 
Chiaro. 
Francesco si volt verso il fratello minore. Giuseppe, che 
aveva udito l'intera conversazione, era impallidito. Gli tremava il 
mento. Fratello, ho... ho paura. 
Non  il caso. Sar di ritorno in men che non si dica. 
Giuseppe inspir, serr la mascella e raddrizz le spalle. S. 
So che hai ragione. La navicella  un prodigio e non c' nessuno 
che possa pilotarla meglio. Con un po' di fortuna, stasera 
ceneremo insieme. 
Sar cos, disse Francesco. 
Si strinsero in un lungo abbraccio, poi Francesco si stacc, si 
volt verso Hao e disse: Fai attizzare i bracieri. Ci alziamo tra 
una decina di minuti. 

Stret o del a Sonda, Sumatra, ai giorni nostri. 

Sam Fargo tolse gas, portando il motore al minimo dei giri. Il 
motoscafo rallent, scivolando nell'acqua fino a fermarsi. Spense 
i motori e il natante inizi a dondolare delicatamente da un lato 
all'altro. 
La loro destinazione si ergeva sull'acqua a quattrocento metri 
dalla prua: un'isola dalla folta vegetazione la cui parte interna era 
dominata da vette acuminate, valli a picco e fitte foreste pluviali e, 
pi sotto, da un litorale costellato di centinaia di calette e anguste 
insenature. 
Remi Fargo, che occupava il sedile poppiero del motoscafo, 
alz gli occhi dal suo libro - una piccola lettura d'evasione 
intitolata I codici aztechi: storia orale di conquista e genocidio - e 
sollev gli occhiali da sole sulla fronte, per poi scrutare il marito. 
Problemi? 
Lui si volt e le rivolse uno sguardo pieno di ammirazione. 
Mi stavo solo godendo il bel paesaggio. Sam inarc le sopracciglia
in maniera plateale. 
Remi sorrise. Che bella frase. Chiuse il libro e lo pos sul 
sedile accanto a s. Ma non sei Magnum P.I. 
Sam rivolse un cenno al libro. Com'? 
Una lettura impegnativa, ma gli aztechi erano un popolo 
affascinante. 
Pi di quanto chiunque abbia mai immaginato. Quanto ti ci 
vorr per finirlo? E il prossimo libro sulla mia lista. 
Domani o dopodomani. 
Ultimamente, entrambi si erano accollati un quantitativo 
scoraggiante di compiti a casa e l'isola verso cui si stavano dirigendo
ne era in larga parte la causa. In qualsiasi altra circostanza, il puntino di terra tra Sumatra e Giava sarebbe potuto essere 
una localit in cui trascorrere una vacanza tropicale, ma negli 
ultimi mesi si era trasformata in un sito di scavi brulicante di 
archeologi, storiografi, antropologi e, naturalmente, una pletora di 
funzionari del governo indonesiano. Come tutta quella gente, ogni 
volta che Sam e Remi visitavano l'isola, dovevano superare quella 
specie di citt sospesa fatta di capanne sugli alberi che gli 
ingegneri avevano sistemato sopra il sito per evitare che il terreno 
sprofondasse sotto i piedi delle persone impegnate a cercare di 
preservare la scoperta. 
Ci che Sam e Remi avevano scoperto a Pulau Legundi stava 
contribuendo a riscrivere la storia degli aztechi e della guerra civile
americana e, come direttori non solo di quel progetto ma 
anche di altri due, dovevano mantenersi al passo con la montagna 
di dati in arrivo. 
Per loro si trattava di un travaglio d'amore. Malgrado la loro 
passione fosse la caccia ai tesori - un interesse decisamente pratico,
da svolgersi sul campo, basato sull'istinto tanto quanto sulla 
ricerca - entrambi vi erano approdati da studi scientifici: Sam era 
un ingegnere con laurea al Caltech, Remi si era specializzata in 
antropologia e storia al Boston College. 
Sam era caduto nelle strette vicinanze dell'albero di famiglia: 
il padre, ora defunto, era stato uno dei principali ingegneri dei 
programmi spaziali della NASA, mentre la madre Eunice, ora 
settantunenne, viveva a Key West ed era l'unica proprietaria, 
comandante e sguattera di una barca da snorkeling e pesca d'altura.
La madre e il padre di Remi, una pediatra e un costruttore 
edile, erano entrambi in pensione e facevano la bella vita nel 
Maine, dove allevavano lama. 
Sam e Remi si erano incontrati in un jazz club di Hermosa 
Beach chiamato Lighthouse. Sam si era fermato per una birra e 
aveva trovato Remi e alcuni colleghi che si rilassavano dopo aver 
passato le ultime settimane alla caccia di un galeone affondato al 
largo di Abalone Cove. 
Nessuno dei due era romantico al punto da ricordare quel loro 
primo incontro come amore immediato, ma la scintilla c'era 
sicuramente stata: a forza di chiacchierare e ridere, tra un 
drink e l'altro, erano giunti all'orario di chiusura del Lighthouse 
senza nemmeno accorgersene. Sei mesi pi tardi, vi si erano 
sposati con una piccola cerimonia. 
Con l'incoraggiamento di Remi, Sam aveva cercato di realizzare
l'idea con cui era alle prese da tempo: uno scanner con laser 
argon progettato per individuare e identificare leghe metalliche a 
distanza, sia nel terreno che nell'acqua. Cacciatori di tesori, 
universit, grandi gruppi aziendali, compagnie minerarie e il 
ministero della Difesa avevano iniziato a elemosinare licenze, 
firmando assegni in bianco, e nel giro di un paio d'anni la Fargo 
Group Ltd aveva realizzato profitti a sette cifre. Quattro anni dopo 
avevano accettato un'offerta di acquisizione che li aveva resi 
molto ricchi, a posto per il resto della vita. Invece di starsene 
seduti con le mani in mano, per, si erano presi una vacanza di un 
mese, poi avevano creato la Fondazione Fargo e avevano 
intrapreso la loro prima caccia al tesoro insieme. Le ricchezze 
recuperate venivano devolute a una lunga lista di enti benefici. 
I Fargo fissarono in silenzio l'isola che stava davanti a loro. 
Remi mormor: E ancora piuttosto difficile da decifrare, vero? 
Altroch, convenne Sam. 
Tutta l'istruzione o l'esperienza del mondo non li avrebbero 
potuti preparare a ci che avevano trovato a Pulau Legundi. La 
scoperta casuale della campana di una nave al largo di Zanzibar 
era sfociata in ritrovamenti che avrebbero occupato l'attenzione di 
generazioni di archeologi, storici e antropologi. 
Il duplice richiamo di un corno marino scosse Sam dalle sue 
fantasticherie. Si gir a sinistra: a mezzo miglio di distanza, una 
motovedetta lunga undici metri del porto di Sumatra gli stava 
venendo incontro. 
Sam, ti sei scordato di pagare il carburante alla societ di 
noleggio della barca? chiese Remi, in tono sardonico. 
No. Ho usato la rupia falsa che avevo in tasca. 
Potrebbe essere quella la spiegazione... 
Osservarono la barca ridurre la distanza a un quarto di miglio e 
fu allora che vir prima a dritta e poi a babordo con una 
manovra a mezzaluna che la accost a loro, a una trentina di metri 
di distanza. Da un altoparlante, una voce dal forte accento 
indonesiano disse in inglese: Ehi, di bordo! Siete Sam e Remi 
Fargo? 
Sam alz un braccio in segno affermativo. 
Restate dove siete, per favore. Abbiamo un passeggero per 
voi. 
Sam e Remi si scambiarono un'occhiata perplessa: non attendevano
nessuno. 
La motovedetta portuale gir intorno a loro una volta, riducendo
la distanza finch non fu a un metro dal traverso a sinistra. I 
giri del motore si ridussero al minimo e poi si spensero del tutto. 
Per lo meno, hanno un'aria amichevole, brontol Sam a sua 
moglie. 
L'ultima occasione in cui erano stati avvicinati da un natante 
di una marina straniera era stata a Zanzibar. Si era trattato di una 
motovedetta dotata di mitragliatrici da 12.7 mm e di un 
equipaggio di marinai dall'aria rabbiosa che imbracciavano AK-47. 
Per ora, ribatt Remi. 
Sul ponte di poppa della barca, in mezzo a due agenti di polizia
dalla divisa azzurra, c'era una donna asiatica minuta, sulla 
quarantina, dal viso spigoloso e con i capelli molto corti. 
Posso salire a bordo? chiese la donna. Il suo inglese era 
perfetto, con un leggerissimo accento straniero. 
Sam fece spallucce. Va bene. 
I due poliziotti si fecero avanti, come per prepararsi ad aiutarla,
ma lei li ignor, spiccando un balzo elegante oltre il parapetto
e atterrando sulla poppa dei Fargo dolcemente, con passo 
felpato. Si volt verso Sam e Remi, che ora era al fianco del marito,
e li fiss per un istante con occhi neri impassibili, poi consegn
loro un biglietto da visita, su cui stava semplicemente 
scritto: Zhilan Hsu. 
Cosa possiamo fare per lei, signora Hsu? chiese Remi. 
Il mio datore di lavoro, Charles King, richiede il piacere della 
vostra compagnia. 
Chiediamo scusa, ma non sappiamo chi sia il signor King. 
Vi attende a bordo del suo aereo, al terminal dei charter privati, 
fuori Palembang. Desidera parlare con voi. 
Per quanto l'inglese di Zhilan Hsu fosse perfetto sul piano 
tecnico, mostrava qualche rigidezza sconcertante, come se lei 
fosse un automa. , 
Questo lo capiamo, disse Sam. Le restitu il biglietto. Chi 
 Charles King e perch vuole vederci? 
Il signor King mi ha autorizzata a dirvi che riguarda una 
vostra conoscenza, il signor Frank Alton. 
Questo ottenne l'attenzione di Sam e Remi. Alton non era un 
semplice conoscente, ma piuttosto un amico stretto, di vecchia 
data, un ex agente della polizia di San Diego diventato investigatore
privato, che Sam aveva incontrato a un corso di judo. 
Sam, Remi, Frank e sua moglie Judy cenavano insieme una volta al mese. 
E lui cosa c'entra? chiese Sam. 
Il signor King desidera parlarvi personalmente del signor Alton. 
s. 
E piuttosto reticente, signora Hsu, disse Remi. Le spiace dirci perch? 
Il signor King desidera... 
Parlare personalmente con noi, fin la frase Remi. 
S, esatto. 
Sam controll l'orologio. Per favore, dica al signor King che 
lo incontreremo alle sette. 
Ma mancano quattro ore, disse la Zhilan. Il signor King... 
Dovr attendere, fin la frase Sam. Abbiamo faccende di 
cui occuparci. 
L'espressione stoica di Zhilan Hsu si fece repentinamente 
rabbiosa, ma quello sguardo spar quasi nel momento stesso in cui 
apparve. Si limit ad annuire e a dire: Alle sette. Vi prego di 
essere puntuali. 
Senza aggiungere una parola, si volt e, con un salto da gazzella,
raggiunse il parapetto della motovedetta portuale. Super i 
poliziotti e scomparve nella cabina. Uno degli agenti li salut 
sollevando il cappello. Una decina di secondi pi tardi, i motori 
presero vita con un rombo e la barca si allontan. 
Be', interessante, disse Sam qualche attimo dopo. 
Una simpaticona, aggiunse Remi. Hai colto la sua scelta 
dei termini? 
Sam annu. "Il signor King mi ha autorizzata". Quindi possiamo
ipotizzare che il signor King sia altrettanto affabile. 
Le credi? Riguardo a Frank? Se fosse successo qualcosa, 
Judy ce lo avrebbe detto. 
Anche se le loro avventure li facevano spesso finire in situazioni
rischiose, le loro esistenze quotidiane erano piuttosto 
tranquille. Eppure, la visita inattesa e il misterioso invito di Zhilan 
Hsu avevano fatto suonare dei campanelli di allarme in entrambi. 
Per quanto improbabile, la possibilit di una trappola era qualcosa 
che non avrebbero potuto ignorare. 
Scopriamolo, disse Sam. 
Si inginocchi accanto al sedile del pilota, sfil uno zaino da 
sotto la plancia di comando ed estrasse il suo telefono satellitare 
da una tasca laterale. Digit un numero e, qualche secondo dopo, 
una voce femminile disse: S, signor Fargo? 
Pensavo che sarebbe stata la telefonata fortunata, disse Sam. 
Tra lui e Remi c'era una scommessa tuttora in corso secondo cui 
un giorno o l'altro avrebbe colto di sorpresa Selma Wondrash e 
lei si sarebbe rivolta a uno di loro chiamandolo per nome. 
Non oggi, signor Fargo. 
Selma, la loro ricercatrice-capo, guru della logistica nonch 
custode del sancta sanctorum, era un'ex cittadina ungherese che, 
malgrado vivesse negli Stati Uniti da decenni, non aveva mai 
perso del tutto l'accento, abbastanza per avere una vaga cadenza 
alla Zsa Zsa Gabor. 
Selma aveva diretto la Sezione Collezioni Speciali della Biblioteca
del Congresso, finch Sam e Remi l'avevano convinta a 
unirsi a loro, con la promessa di darle carta bianca e risorse all'avanguardia.
A parte l'acquario che teneva per hobby e una 
collezione di t che occupava un intero mobiletto del laboratorio, 
l'unica passione di Selma era la ricerca. Lei era felice soprattutto 
quando i Fargo le davano un antico enigma da sciogliere. Un 
giorno mi chiamerai Sam. 
Non oggi. 
Che ore sono l? 
Le undici, circa. Selma non andava quasi mai a letto prima 
della mezzanotte e non si svegliava quasi mai pi tardi delle 
quattro o delle cinque del mattino. Ci malgrado, la sua voce era 
sempre chiara e squillante. Cosa avete per me? 
Una cosa da niente, speriamo, ribatt Sam, per poi raccontarle
la visita che gli aveva fatto Zhilan Hsu. Charles King 
sembrerebbe l'unto del Signore. 
L'ho sentito nominare. E ricco, con la R maiuscola. 
Vedi se ti riesce di scoprire qualche pettegolezzo sulla sua 
vita privata. 
Nient'altro? 
Hai notizie degli Alton? 
No, nulla, rispose Selma. 
Chiama Judy e controlla se Frank si trova all'estero, le 
chiese Sam. Fallo con discrezione. Se c' un problema, non 
vogliamo allarmare Judy. 
Quando incontrerete King? chiese Selma. 
Fra quattro ore. 
Perfetto, disse Selma, con una risatina. A quel punto, sapr
la taglia della sua camicia e il suo gusto di gelato preferito. 

Palembang, Sumatra. 

In anticipo di una ventina di minuti sul loro incontro, Sam e Remi 
fermarono gli scooter accanto alla recinzione anticiclone del 
terminal privato dell'aeroporto di Palembang. Come previsto da 
Selma, trovarono la piazzola davanti agli hangar occupata da una 
manciata di aerei privati, tutti modelli a elica mono o bimotori. 
Tranne uno: un jet Gulfstream G650. Con un prezzo di 
sessantacinque milioni di dollari, il G6 non era soltanto il jet 
privato pi costoso del mondo, ma anche il pi rapido, con una 
velocit massima di quasi Mach 1, un'autonomia di quasi 
tredicimila chilometri e un'altitudine massima di quindicimila 
metri, tremila in pi dei jet commerciali. 
Considerato quello che Selma aveva scoperto sul misterioso 
signor King, la presenza del G6 non fu una gran sorpresa per Sam 
e Remi. Re Charlie, come era soprannominato dagli amici 
stretti tanto quanto dai nemici, al momento occupava 
l'undicesimo posto nell'elenco delle persone pi ricche stilato da 
Forbes, con un patrimonio netto di 23,2 miliardi di dollari. 
Dopo gli esordi nel 1964 da speculatore sedicenne senza 
scrupoli nei giacimenti petroliferi del Texas, all'et di ventun anni 
King aveva creato la sua personale compagnia di trivellazione, la 
King Oil. A ventiquattro anni, era gi milionario. A trenta, 
miliardario. Nel corso degli anni Ottanta e Novanta, King aveva 
esteso l'impero ai settori minerario e bancario. Secondo Forbes, 
se King avesse passato il resto della sua vita giocando a dama nel 
suo attico-ufficio di Houston, avrebbe comunque guadagnato 
centomila dollari all'ora di interessi. 
Ciononostante, King conduceva una vita priva di ostentazione, 
spesso andandosene in giro per Houston a bordo del suo
pickup Chevy del 1968 e mangiando nella sua bettola preferita. E 
per quanto non fosse certo allo stesso livello di Howard Hughes, 
girava voce che fosse una specie di recluso e un accanito 
sostenitore dell'isolamento. Raramente King veniva fotografato in 
pubblico e, quando partecipava a un evento, d'affari o sociale che 
fosse, in genere lo faceva in maniera virtuale, attraverso una 
webcam. 
Remi guard Sam. Il numero sulla coda  lo stesso evidenziato
dalla ricerca di Selma. A meno che qualcuno non abbia 
rubato il jet di King, si direbbe che lui sia proprio qui. 
La domanda : perch? 
Oltre a fornire loro una breve biografia di King, Selma aveva 
fatto del suo meglio per rintracciare Frank Alton che, secondo la 
sua segretaria, era all'estero per lavoro. Per quanto non lo sentisse 
da tre giorni, non era affatto preoccupata. Di Alton si perdevano 
spesso le tracce per una settimana o due, se il lavoro era 
particolarmente complesso. 
Udirono un ramo spezzarsi alle loro spalle e si voltarono: 
Zhilan Hsu era sul lato opposto della recinzione, a meno di due 
metri di distanza. Le sue gambe e il suo tronco erano nascosti dal 
fogliame. Fiss i Fargo con i suoi occhi neri per qualche secondo, 
quindi disse: Siete in anticipo. Aveva un tono di voce 
leggermente meno severo di quello di un pubblico ministero. 
E lei ha il passo felpato, disse Remi. 
Vi aspettavo. 
Sam disse, con un sorrisino: Sua madre le ha mai spiegato 
che non  carino sorprendere le persone alle spalle? 
Zhilan rimase imperturbabile. Non ho mai conosciuto mia 
madre. 
Mi scusi... 
Il signor King  pronto a incontrarvi. Deve partire alle sette e 
cinquanta precise. Vi raggiunger al cancello sul lato est. Vi prego 
di tenere i passaporti a portata di mano. 
Al che Zhilan si volt, si infil nei cespugli e scomparve. 
Con gli occhi socchiusi, Remi la fiss. Ora  ufficiale: quella 
donna fa accapponare la pelle. 
Sono d'accordo, disse Sam. Andiamo. Re Charlie ci attende.
 
Parcheggiarono gli scooter accanto al cancello sbarrato e si avvicinarono
a un piccolo fabbricato esterno dove c'era Zhilan 
accanto a una guardia in divisa. La donna fece un passo avanti, 
prese i loro passaporti e li consegn alla guardia, che diede 
un'occhiata a entrambi prima di restituirli. 
Da questa parte, prego, disse Zhilan, facendoli girare intorno
all'edificio, oltre il cancelletto pedonale, fino alla scaletta 
abbassata del Gulfstream. Zhilan si fece da parte e indic loro di 
procedere. Una volta a bordo, si ritrovarono in un cucinino ben 
arredato. Alla loro destra, al di l di un passaggio ad arco, c'era la 
cabina principale. Le paratie erano rivestite di pannelli lucenti di 
noce con intarsi d'argento raffiguranti emblemi della Stella 
Solitaria del Texas grandi come tazzine da t; il pavimento era 
coperto da una spessa moquette bordeaux. C'erano due zone 
provviste di posti a sedere: una era costituita da un gruppetto di 
quattro poltrone di pelle dallo schienale reclinabile intorno a un 
tavolino, l'altra, nella parte posteriore, da un terzetto di divani 
imbottiti pi del necessario. L'aria era secca e condizionata. Da 
casse invisibili usciva il suono flebile di Mammas Don't Let Your 
Babies Grow Up to Be Cowboys di Willie Nelson. 
Santo cielo, borbott Remi. 
Dalla parte posteriore dell'aereo, in un punto non meglio 
identificato, una voce dall'accento texano disse: Credo che la 
parola giusta per questa cosa sia 'clich', signora Fargo, ma... 
diamine, mi piace quello che mi piace. 
Un uomo si alz da una delle poltrone reclinabili in cuoio 
rivolte all'indietro e si gir dalla loro parte. Superava il metro e 
novanta di altezza, pesava novanta chili - muscoli, per lo pi -, 
aveva il viso abbronzato e capelli biondo-argenteo folti e tenuti 
con cura. Per quanto Sam e Remi sapessero che Charles King 
aveva sessantadue anni, ne dimostrava cinquanta. Rivolse loro un 
ampio sorriso. I suoi denti erano dritti e straordinariamente 
bianchi. 
Quando il Texas ti entra nel sangue, disse King,  impossibile
liberartene. Credetemi, ho avuto quattro mogli che 
hanno fatto del loro meglio senza riuscirci, dannazione. 
King gli and incontro, tendendo una mano. Indossava blue 
jeans, una sbiadita camicia di jeans azzurra e, con grande sorpresa 
di Sani e Remi, scarpe da jogging Nike e non stivali da cowboy. 
A King non sfugg la loro espressione. Gli stivali non mi 
sono mai piaciuti. Dannatamente scomodi e poco pratici. Inoltre, 
tutti i cavalli che ho servono per le corse e non  che io abbia 
proprio una stazza da fantino. Prima, strinse la mano a Remi, 
poi a Sam. Grazie mille per essere venuti. Spero che Zee non vi 
abbia scoraggiati. Non le piacciono molto le insulsaggini. 
Sarebbe una brava giocatrice di poker, convenne Sam. 
Dannazione,  una brava giocatrice di poker. La prima - e 
ultima - volta in cui abbiamo giocato, mi ha sfilato di tasca seimila
verdoni. Forza, accomodatevi. Vi faccio portare qualcosa da 
bere. Cosa prendete? 
Acqua minerale, grazie, disse Remi e Sam annu, per avere 
la stessa cosa. 
Zee, se non ti dispiace. Io prendo il solito. 
Zhilan, alle spalle di Sam e Remi, disse: S, signor King. Lo 
seguirono fino alla zona dei divanetti nel retro e si accomodarono. 
Zhilan li segu qualche secondo dopo con un vassoio. Sistem le 
bottiglie d'acqua davanti a Sam e Remi e porse un whisky con 
ghiaccio a King. L'uomo non accett il bicchiere, ma si limit a 
fissarlo. Si accigli, guard Zhilan e scosse la testa. Quanti 
cubetti di ghiaccio ci sono l dentro, dolcezza? Tre, signor 
King, si affrett a dire Zhilan. Scusi, io... Non fa niente, 
Zee, sbattigliene dentro un altro e sar soddisfatto. Zhilan fil 
via e King disse: Per quanto glielo ripeta sempre, a volte lei se 
lo dimentica. Il Jack Daniel's  uno spirito volubile: il ghiaccio 
che ci metti deve essere quello giusto, altrimenti non vale nulla. 
Sam disse: La prendo in parola. 
Lei  un uomo saggio, signor Fargo. 
Sam. 
Come preferisce. Chiamatemi Charlie. 
King li fiss con un bel sorriso, finch Zhilan torn con il 
drink, che stavolta conteneva il numero giusto di cubetti. La 
donna gli si ferm accanto, in attesa che lui lo assaggiasse. E 
brava la mia ragazza, disse. E adesso, smamma. Ai Fargo 
disse: Come sta andando il vostro scavo su quelfisoletta? Conf 
che si chiama? 
Pulau Legundi, rispose Sam. 
Gi,  vero. Una specie di... 
Signor King... 
Charlie. 
Zhilan Hsu ha parlato di un nostro amico, Frank Alton. Per il 
momento, lasciamo perdere le insulsaggini. Ci parli di Frank. 
Anche lei  un uomo diretto. Immagino che lei condivida la 
stessa qualit, vero, Remi? 
Nessuno dei due rispose, ma Remi gli rivolse un sorriso 
amabile. 
King fece spallucce. Okay, mi sta bene. Qualche settimana fa 
ho assunto Alton perch si occupasse di una faccenda per me. 
Sembra scomparso nel nulla. Puff! Dato che siete bravi a trovare 
ci che non  facile trovare e siete suoi amici, ho pensato di 
contattarvi. 
Quando  stata F ultima volta che lo ha sentito? chiese 
Remi. 
Dieci giorni fa. 
Quando lavora, Frank tende a essere abbastanza indipendente,
disse Sam. Perch lei... 
Perch si sarebbe dovuto far sentire tutti i giorni. Rientrava 
nel nostro accordo e lui vi si  attenuto fino a dieci giorni fa. 
Ha qualche motivo per pensare che ci sia qualcosa che non 
quadra? 
Intende dire, a parte aver mancato alla promessa che mi aveva 
fatto? rispose King, vagamente seccato. A parte aver preso i 
miei soldi ed essere sparito? 
Come pura ipotesi. 
Be', la parte di mondo in cui si trova a volte pu essere un 
tantino pericolosa. 
E quale sarebbe? chiese Remi. 
Il Nepal. 
Prego? Ha detto... 
Gi. Secondo le ultime notizie di cui dispongo, era a Katmandu. Una citt isolata e sonnolenta, che per pu risultare 
difficile se non stai all'erta. 
Sam chiese: Chi altri ne  al corrente? 
Poche persone. 
La moglie di Frank? 
King scosse la testa e bevve un sorso del suo whisky. Fece una 
smorfia. Zee! 
Zhilan fu al suo fianco nel giro di cinque secondi. S, signor 
King? 
Le diede il bicchiere. Il ghiaccio si sta sciogliendo troppo 
velocemente. Toglilo. 
S, signor King. E spar di nuovo. 
Accigliato, King la osserv allontanarsi, prima di tornare a 
rivolgersi ai Fargo. Scusate, stavate dicendo? 
Ha avvertito la moglie di Frank? 
Non sapevo ne avesse una. Non mi ha lasciato informazioni 
di contatto in caso di emergenza. Inoltre, perch farla preoccupare?
Per quanto ne so, Alton potrebbe essersi messo con una 
donna orientale e stare spassandosela mie spese. 
Frank Alton non farebbe mai una cosa del genere, disse 
Remi. 
Forse s, forse no. 
Ha contattato il governo nepalese? chiese Sam. O l'ambasciata
americana di Katmandu? 
King agit una mano, con aria di disprezzo. Quella gente  
tutta arretrata. E corrotta, voglio dire, la gente del posto. Quanto 
all'idea dell'ambasciata... l'ho presa in considerazione, ma non ho 
a disposizione i mesi che ci vorrebbero per far s che muovano il 
culo e si diano da fare. Sul posto, ho uomini impegnati in un altro 
progetto, ma non hanno tempo per questa 
faccenda. E come ho detto, voi due avete fama di essere capaci di 
trovare quello che altri non trovano. 
Sam disse: Prima di tutto, Charlie, le persone non sono cose. 
In secondo luogo, la caccia alle persone scomparse non  la nostra 
specialit. King fece per replicare, ma Sam alz una mano e 
continu: Ci detto, Frank  un buon amico, per cui, 
ovviamente, ci andremo. 
Fantastico! King si diede una pacca su un ginocchio. 
Parliamo di dettagli pratici: quanto mi coster? 
Sam sorrise. Sta scherzando, vero? 
Quando si parla di soldi? Mai. 
Sosterremo noi le spese, dato che  un buon amico, disse 
Remi, con un tono un po' aspro. Ci serviranno tutte le informazioni
che potr darci. 
Zee sta gi preparando un dossier. Ve lo consegner prima 
che ve ne andiate. 
Ci faccia un rapido riassunto... disse Sam. 
E una faccenda parecchio complicata, disse King. Ho assunto
Alton per cercare una persona scomparsa nella stessa regione.
 
Chi? 
Mio padre. Subito dopo che  sparito, ho mandato parecchie 
persone a cercarlo, ma non ho cavato un ragno dal buco. E come 
se fosse scomparso dalla faccia della terra. Quando c' stato 
l'ultimo avvistamento, ho cercato il miglior investigatore privato 
che potessi trovare sulla piazza. Alton mi  stato caldamente 
consigliato. 
Ha parlato di 'ultimo avvistamento', osserv Remi. Che 
significa? 
Dal giorno in cui mio pap  scomparso, di quando in quando 
ci sono stati suoi avvistamenti: una decina di volte o gi di l, 
negli anni Settanta, quattro volte negli anni Ottanta... 
Sam lo interruppe. Charlie, da quanto tempo suo padre  
sparito? 
Da trentotto anni. E scomparso nel 1973. 
...
Lewis Bully King, spieg Charles, era un tipo alla Indiana 
Jones, ma ben prima dell'uscita dei film: un archeologo che trascorreva
undici mesi all'anno sul campo, un accademico giramondo
che aveva visitato un numero di paesi superiore a quello 
che la maggior parte delle persone sapevano esistesse. Cosa stesse 
facendo di preciso suo padre al momento della scomparsa Charles 
non lo sapeva. 
A chi era affiliato? chiese Remi. 
Non capisco la domanda. 
Lavorava per un'universit o un museo? Magari per una 
fondazione? 
No. Mio padre era un cane sciolto. Quella roba non faceva 
per lui. 
Come finanziava le sue spedizioni? 
King rivolse loro un sorrisino impacciato. Aveva un donatore 
generoso e ingenuo. Per essere onesti, per, non chiedeva mai 
tanto: cinquemila qua e l. Lavorando da solo, non aveva molte 
spese e sapeva vivere con poco. In molti dei posti in cui andava si 
poteva vivere con pochi dollari al giorno. 
Aveva una casa? 
Un posticino a Monterey. Non l'ho mai venduto. Anzi, non ci 
ho mai fatto nulla. E rimasto com'era quando lui  scomparso. E... 
s, so cosa mi domanderete. Nel 1973 ho chiesto a certe persone di 
ispezionare la sua casa per individuare eventuali indizi, ma non 
hanno trovato nulla. Avete l'autorizzazione a guardarci di 
persona, per. Zee vi fornir le informazioni. 
Frank ci  andato? 
No, non pensava che ne valesse la pena. 
Ci parli dell'ultimo avvistamento, disse Sam. 
Circa sei settimane fa, un'quipe del National Geographic 
stava realizzando un servizio su una vecchia citt del posto... Lo 
Manta o qualcosa del genere... 
Lo Monthang, disse Remi. 
Gi, quella. Un tempo, era la capitale del Mustang. 
Al pari di molti altri, King pronunciava quel nome come 
avrebbe pronunciato quello del cavallo. 
Si pronuncia Mus-tong, ribatte Remi. Era conosciuto anche 
come regno di Lo, prima di essere assorbito dal Nepal nel XVIII 
secolo. 
Mi fido di ci che dice. Quella roba non mi  mai piaciuta. 
Immagino di non assomigliare per niente a mio padre. A ogni 
buon conto, in una delle foto che hanno scattato c'era un tizio 
sullo sfondo. Mio padre sputato o, quanto meno, come penso 
dovrebbe essere a distanza di quasi quarant'anni. 
Non  granch, come base di partenza, disse Sam. 
E tutto quello che ho. Volete comunque fare un tentativo? 
Certo. 
Sam e Remi si alzarono. Si strinsero la mano. Zee ha messo i 
miei contatti l dentro. La terrete aggiornata. Fatemi sapere quello 
che trovate. Apprezzerei che mi forniste rapporti regolari. Buona 
caccia, signori Fargo. 
Charles King rest sul portellone del suo Gulfstream e osserv i 
Fargo superare il cancello, montare in sella ai rispettivi scooter e 
sparire sulla strada. Zhilan Hsu torn a piedi dal cancello, 
percorse speditamente la scaletta dell'aereo e si ferm davanti a 
King. 
Non mi piacciono, disse. 
Come mai? 
Non ti mostrano sufficiente rispetto. 
Posso farne a meno, cara. Sempre che si dimostrino degni 
della loro reputazione. Da quello che ho letto, quei due hanno un 
vero talento per queste cose. 
E se andassero al di l di quello che gli abbiamo chiesto? 
Be', dannazione,  per questo che ci sei tu, giusto? 
S, signor King. Devo andarci subito? 
No, lasciamo che le cose si svolgano in maniera naturale. 
Chiamami Russ al telefono, per favore. 
King si avvi verso la coda dell'aereo e, con un borbottio, si 
lasci cadere su una poltrona reclinabile. Un minuto dopo, la 
voce di Zhilan si fece sentire sull'interfono. Ce l'ho in linea per 
te, signor King. Resta in linea, per favore. 
King attese che il suono confuso e stridulo gli annunciasse che 
la linea satellitare era attiva. Russ, ci sei? 
Ci sono. 
Come sta andando lo scavo? 
Bene. Abbiamo avuto alcuni problemi con un indigeno che ha 
fatto storie, ma ce ne siamo occupati. Marjorie  nella fossa in 
questo momento e sta facendo schioccare la frusta. 
Me lo immagino! E una bomba. Tieni bene d'occhio quegli 
ispettori. Non dovrebbero presentarsi senza preavviso. Sto gi 
sborsando parecchi soldi. Qualsiasi extra lo tratterr dal tuo 
salario. 
Ho la situazione sotto controllo. 
Bene. E ora dimmi qualcosa di buono. Trovato nulla di interessante?
 
Non ancora. Ma ci siamo imbattuti in alcune tracce fossili che 
secondo il nostro esperto sono promettenti. 
S, be'... questa l'ho gi sentita. Ti stai dimenticando di quel 
truffatore di Perth? 
No, signore. 
Quello che ti aveva detto di possedere uno di quegli ippopotami
nani fossili del Madagascar? E che, per giunta, sarebbe 
dovuto essere un esperto... 
E me ne sono occupato, giusto? 
King fece una pausa. Il suo sguardo torvo spar e lui rise. 
Questo  vero. Ma stammi a sentire, figliolo. Voglio uno di quei 
Calico o come diavolo si chiamano. Uno autentico. 
Chalicotherium, lo corresse Russ. 
Non mi frega un tubo di come si chiamano! Latino! Dio me 
ne scampi. Trovamene uno e basta! Ho gi detto a quel buono a 
nulla di Don Mayfield che ne ho uno in arrivo e che ho uno spazio 
pronto ad accoglierlo. Tutto chiaro? 
S, signore, tutto chiaro. 
Bene. Un'altra cosa: ho appena incontrato i nostri nuovi 
assunti. Due tizi in gamba. Immagino che non sprecheranno molto 
tempo. Con un po' di fortuna, probabilmente andranno 
a curiosare nella casa di Monterey e poi si dirigeranno dalle tue 
parti. Ti far sapere quando prendono Y aereo. 
S, signore. 
Assicurati di tenerli sotto stretta sorveglianza. Capito? Se 
dovessero sfuggirti, ti sistemo per le feste. 
Goldfish Point, La Jol a, nei pressi di San Diego, California 
Salutato King, Sam e Remi erano tornati a Pulau Legundi, dove, 
come previsto, avevano trovato il professor Stan Dydell impegnato
a esaminare il sito. L'ex insegnante di Remi al Boston 
College si era preso un anno sabbatico per partecipare a quegli 
scavi. Dopo essere stato messo al corrente da loro sul conto di 
Alton, aveva accettato di sovrintendere agli scavi fino al loro ritorno
o finch non avessero trovato un sostituto. 
Trentasei ore e tre coincidenze dopo, Sam e Remi erano atterrati
a San Diego, alle dodici del mattino locali. Si erano recati 
subito in macchina a casa degli Alton per dare la notizia alla 
moglie di Frank. Adesso, dopo aver depositato i bagagli nell'ingresso
di casa loro, erano scesi al piano di sotto, nel regno di 
Selma: il laboratorio. 
Con i suoi centottantacinque metri quadrati di superficie, 
quello spazio dall'alto soffitto era dominato da un tavolo da lavoro 
di sei metri dal pianale di acero illuminato dall'alto da lampade 
alogene e circondato da sgabelli dallo schienale alto. I .ungo una 
parete c'erano tre cubicoli - ciascuno dotato di un computer Mac 
Pro ultimo modello con processore 12-core e monitor Cinema HD 
Display da trenta pollici -, un paio di uffici dalle pareti di vetro, 
uno ciascuno per Sam e Remi, un archivio blindato a temperatura 
e umidit costanti, una piccola sala delle proiezioni e una 
biblioteca di ricerca. La parete opposta era dedicata all'unico 
hobby di Selma: un acquario di quattro metri, con una capienza di 
duemila litri di acqua di mare, pieno di un vasto assortimento di 
pesci di tutte le tinte. Il suo tenue gorgoglio conferiva al 
laboratorio un'atmosfera rilassante. 
Sopra il laboratorio del primo piano, l'abitazione dei Fargo
era una casa di tre piani e millecento metri quadrati in stile 
ispanico, con spazi aperti in ciascun piano, soffitti a volta e un 
numero di finestre e lucernari tale da far s che le luci fossero 
accese di rado per pi di un paio d'ore al giorno. L'elettricit 
veniva in larga parte fornita dai numerosi pannelli solari installati 
sul tetto. 
Il piano pi alto conteneva la suite di Sam e Remi, sotto la 
quale c'erano quattro suite per gli ospiti, un salotto, una sala da 
pranzo e una cucina-soggiorno che si protendeva sulla scogliera e 
si affacciava sull'oceano. Al secondo piano, c'erano una palestra 
dotata di attrezzi per aerobica e circuit training, una sauna, una 
piscinetta HydroWorx stretta e lunga, e una novantina di metri 
quadrati di parquet su cui Remi poteva esercitarsi nella scherma e 
Sam nel judo. 
Sam e Remi si accomodarono su un paio di sgabelli in un 
angolo del laboratorio. Selma si un a loro. Indossava la sua 
classica divisa da lavoro: pantaloni cachi, scarpe da ginnastica, 
una maglietta stinta alla moda psichedelica e occhiali dalla 
montatura d'osso retti da una catenina. Pete Jeffcoat e Wendy 
Corden li raggiunsero per ascoltare. Abbronzati, in perfetta forma, 
biondi e paciosi, gli assistenti di Selma erano il prototipo dei 
californiani, per quanto non certo fighetti da spiaggia. Jeff aveva 
una laurea in archeologia, Wendy in scienze sociali. 
E preoccupata, disse Remi. Ma  stata brava a non darlo a 
vedere, per i bambini. Le abbiamo detto che l'avremmo tenuta al 
corrente degli sviluppi. Selma, a intervalli regolari, ogni giorno, 
puoi contattarla mentre noi siamo via...? 
Certo. Com' andata la vostra udienza da sua altezza? 
Sam raccont l'incontro con Charlie King. Remi e io ne 
abbiamo discusso in aereo. Dice tutte le cose giuste e conosce a 
menadito la vecchia manfrina del ragazzo di campagna, ma in lui 
c' qualcosa che non mi convince. 
La sua galoppina, tanto per cominciare, disse Remi, per poi 
descrivere Zhilan Hsu. Mentre lontano da King la donna aveva un 
atteggiamento inquietante, il suo comportamento a bordo del 
Gulfstream aveva raccontato una storia diversa. L'insoddisfazione 
di King riguardo al numero di cubetti di ghiaccio 
nel suo Jack Daniel's e la reazione mortificata della donna avevano
lasciato intendere non solo che lei avesse paura, ma anche 
che lui fosse un tiranno maniaco del controllo. 
Remi ha pure un altro interessante sospetto riguardo alla 
signora Hsu, disse Sam. 
Remi disse: E la sua amante. Sam non ne  altrettanto certo, 
ma io non ho dubbi. E King la tiene in pugno. 
Non ho ancora finito di redigere una biografia della famiglia 
King, disse Selma, ma finora non ho avuto fortuna con Zhilan. 
Continuer a lavorarci. Con il vostro permesso, potrei chiamare 
Rube. 
Rube Haywood, un altro amico di Sam, lavorava al quartier 
generale della CIA a Langley, Virginia. Tra tutti i posti possibili, 
si erano incontrati nella famigerata struttura di addestramento alle 
operazioni segrete della CIA di Camp Perry, ai tempi in cui Sam 
faceva parte della DARPA (la Defense Advanced Research 
Projects Agency) e Rube era un funzionario in ascesa, a capo di 
una rete di agenti. Mentre quello della Farm era un corso 
essenziale per qualcuno come Rube, Sam vi aveva partecipato 
nell'ambito di un esperimento di cooperazione: meglio gli 
ingegneri capivano come lavoravano sul campo i capi delle reti di 
agenti, avevano pensato la DARPA e la CIA, meglio sarebbero 
riusciti ad attrezzare le spie americane. 
Se ti serve, fai pure. Un'altra cosa, aggiunse Sam. King 
dice di non aver idea di quale fosse la zona di interesse del padre. 
King sostiene di averlo cercato per quasi quarant'anni e di non 
sapere comunque nulla di cosa animasse quell'uomo. Non la bevo. 
 Remi aggiunse: Dice pure di non essersi preso la briga di 
contattare il governo nepalese n l'ambasciata degli Stati Uniti. 
Una persona potente come King riuscirebbe a smuovere qualcosa 
con poche telefonate. 
Secondo King, inoltre, Frank non era interessato alla casa di 
Monterey di suo padre. Ma Frank  troppo puntiglioso per 
ignorare una cosa del genere. Se King gliene avesse parlato, Frank 
ci sarebbe andato. 
Perch mai King avrebbe dovuto mentire? chiese Wendy. 
Ha qualcosa da nascondere, replic Selma. 
Proprio quello che pensiamo noi, disse Sam. La domanda 
: che cosa? Inoltre, King ha un pizzico di paranoia. E, in tutta 
onest, ricco com',  probabile che venga avvicinato da frotte di 
imbroglioni. 
Alla fine, nulla di tutto ci conta, disse Remi. Frank Alton 
 scomparso. E su questo che dobbiamo concentrare F attenzione. 
 Da dove si parte? chiese Selma. 
Da Monterey. 
Monterey, California 
Sam svolt lentamente mentre i fari dell'automobile sondavano la 
nebbia che turbinava sul terreno e nel fogliame su entrambi i lati 
della tortuosa strada in ghiaietto. Sotto di loro, le luci delle case 
affacciate sulla scogliera brillavano nell'oscurit, mentre ancor pi 
in l i fari di navigazione dei pescherecci fluttuavano nel buio 
pesto. Il finestrino di Remi era aperto e da quella parte di quando 
in quando udivano il dolente gong di una boa, in lontananza. 
Per quanto stanchi, Sam e Remi non vedevano fora di mettersi 
al lavoro sulla scomparsa di Frank, per cui avevano preso il volo-navetta della sera da San Diego al piccolo Peninsula Airport di 
Monterey, dove avevano noleggiato un'automobile. 
Pur senza scorgerne la struttura, era chiaro che la casa di Lewis 
Bully King valeva milioni di dollari. La vista sulla baia di 
Monterey non era in vendita a basso prezzo. A detta di Charlie 
King, suo padre aveva acquistato la casa nei primi anni Cinquanta. 
Da allora, la rivalutazione doveva aver fatto miracoli, 
trasformando persino una baracca di carta catramata in una 
miniera d'oro del mercato immobiliare. 
Lo schermo del navigatore di bordo avvert Sam con un suono, 
indicandogli un'altra svolta. Non appena ebbero superato 
l'angolo, i fari si posarono su una cassetta della posta solitaria, 
sistemata su un palo inclinato. 
Eccoci, disse Remi, leggendo i numeri. 
Sam si immise in un vialetto di accesso fiancheggiato da pini 
nani e da una staccionata sgangherata ormai non pi bianca che 
sembrava reggersi in piedi solo grazie ai rampicanti che 
l'avvinghiavano. Sam fece procedere l'auto per inerzia, finch si 
ferm. I fanali illuminarono una casa in stile saltbox da una novantina
di metri quadrati, poco pi avanti. Due piccole finestre 
sbarrate si trovavano ai lati dell'ingresso, pi in basso del quale 
c'era una serie di gradini sbriciolati di cemento. La facciata era 
dipinta di quello che un tempo doveva essere stato un verde scuro. 
Ora la vernice che non si era scrostata si era sbiadita in una scipita 
tinta oliva. 
Alla fine del vialetto, seminascosto dalla casa, c'era un garage 
con un solo posto auto. 
Di certo  una casa degli anni Cinquanta, disse Remi. 
Quando si dice la semplicit. 
Il terreno deve misurare quasi un ettaro. E un miracolo che 
non sia finito nelle mani di qualche operatore immobiliare. 
Non se si considera chi ne  il padrone. 
Il ragionamento fila, disse Sam. Devo ammettere che mi 
fa venire un po' i brividi. 
Stavo per dire che mi fa venire molto i brividi. Andiamo? 
Sam spense i fanali, poi il motore, lasciando la casa nella sola luce 
del pallido chiaro di luna che filtrava nella foschia. Prese una 
valigia di cuoio dal sedile posteriore, smont e chiuse le portiere 
dell'auto. Nel silenzio, quel doppio tonfo parve esageratamente 
forte. Sam estrasse la sua minitorcia a LED dalla tasca dei 
pantaloni e l'accese. 
Seguirono il passaggio pedonale fino alla porta d'ingresso. Con 
un piede, Sam sond la stabilit della scaletta. Rivolse un cenno a 
Remi, quindi sal sui gradini, infil nella serratura la chiave che 
Zhilan gli aveva fornito e la gir. Il meccanismo si apr con un 
lieve scatto. Sam diede un colpetto alla porta e i cardini 
produssero un prevedibile cigolio. Sam varc la soglia, seguito da 
Remi. 
Fammi luce, disse lei. 
Sam si volt e punt il fascio sulla parete accanto allo stipite, 
dove Remi era alla ricerca di un interruttore. Ne trov uno e lo 
schiacci. Zhilan aveva assicurato che l'energia elettrica sarebbe 
stata attiva in casa ed era stata di parola. In tre angoli della stanza 
presero vita delle lampade a stelo, proiettando tenui coni di luce 
gialla sui muri. 
Non  in stato di abbandono come l'ha descritta King, osserv
Sam. Non solo le lampadine funzionavano, ma non c'era 
traccia di polvere. Deve farla pulire con regolarit. 
Non ti sembra strano? chiese Remi. Non solo conserva la 
casa per quasi quarant'anni dopo la scomparsa di suo padre, ma 
non cambia nulla e la fa pulire mentre il giardino va in malora. 
Anche Charlie King a me sembra strano, per cui, no, non mi 
sorprende. Dagli la fobia dei germi e nascondigli il tagliaunghie e 
siamo quasi dalle parti di Howard Hughes... 
Remi rise. Be', la buona notizia  che non c' tanto da perlustrare.
 
Aveva ragione. Dal punto in cui si trovavano, si vedeva buona 
parte della casa di Bully: una sala principale quadrata da sei metri 
di lato che sembrava fungere da salotto-studio, le pareti a est e a 
ovest dominate da scaffali zeppi di libri dal pavimento al soffitto, 
soprammobili, foto incorniciate e teche contenenti quelli che 
sembravano fossili e manufatti. 
Al centro della stanza c'era un tavolo da cucina con tanto di 
tagliere da macellaio che Lewis aveva utilizzato da scrivania. Su 
di esso c'erano una vecchia macchina da scrivere portatile, penne, 
matite, bloc-notes e cataste di libri. Sulla parete a sud si aprivano 
tre accessi, uno che portava al cucinino, il secondo a un bagno e il 
terzo a una camera da letto. Sotto quel forte odore di Lysoform e 
naftalina, la casa puzzava di muffa e di vecchia colla da parati. 
Credo che la palla sia nella tua met campo, Remi. Tu e Bully 
eravate - o siete - anime gemelle. Vado a controllare nelle altre 
stanze. Lancia un grido se vedi un pipistrello. 
Non sei divertente, Fargo. 
Remi era una ripa tosta che non aveva mai paura di sporcarsi le 
mani o di lanciarsi nel pericolo, per detestava i pipistrelli. 
Le loro ali coriacee, le zampine artigliate e i musi da maialini 
emaciati smuovevano qualcosa di primordiale in lei. Halloween 
era un momento difficile nella casa dei Fargo e i vecchi film di 
vampiri erano banditi. 
Sam torn verso di lei, le sollev il mento con il dito indice e la 
baci. Okay, scusa. Sono un cretino 
Mentre Sam andava nel cucinino, Remi esamin le librerie. 
Come previsto, sembrava che tutti i libri fossero stati scritti prima 
degli anni Settanta. Lewis King era un lettore eclettico. Per quanto 
buona parte di quei libri avessero a che fare con 1'archeologia e 
con le discipline a essa associate - an tropologia, paleontologia, 
geologia eccetera -, c'erano anche volumi di filosofia, cosmologia, 
sociologia, letteratura classica e storia. 
Sam torn nel salottino. Nulla di interessante nelle altre 
stanze. E qui? 
Ho il sospetto che lui fosse... Fece una pausa e si volt. 
Meglio scegliere un tempo verbale. Riteniamo che sia vivo o 
morto? 
, 
Ipotizziamo la prima possibilit. Frank lo ha fatto. 
Remi annu. Ho il sospetto che Lewis sia un uomo affascinante.
Se dovessi fare una scommessa, direi che ha letto molti di 
questi libri, se non tutti. 
Se era sul campo tanto quanto ha detto King, quando ne 
avrebbe avuto il tempo? 
Un lettore veloce? sugger Remi. 
Possibile. Cosa contengono le teche? 
Sam punt la torcia su quella pi vicina alla spalla di Remi. Lei 
diede una sbirciata dentro. Punte di Clovis, disse, riferendosi a 
quello che ormai era il nome universale delle punte di lancia e 
freccia ottenute dalla pietra, dall'avorio o dall'osso. Per giunta 
una bella collezione. 
A turno, si misero a controllare il resto delle teche. La collezione
di Lewis era eclettica quanto la sua libreria. Per quanto ci 
fossero tanti manufatti archeologici - cocci di vasellame, corni 
ramificati scolpiti, attrezzi di pietra, schegge di legno pietrificato 
-, c'erano pure pezzi appartenenti alle scienze storiche: fossili, rocce, illustrazioni di piante e insetti estinti, frammenti di 
antichi manoscritti. 
Remi diede un colpetto a una teca contenente una pergamena 
scritta in quello che sembrava devanagari, l'alfabeto progenitore 
del nepalese. Interessante. E una riproduzione, credo. C' quella 
che sembra una nota del traduttore: 'A. Kaalrami, Princeton 
University5. Ma non c' nessuna traduzione. 
Controllo, disse Sam, estraendo l'iPhone da una tasca. 
Richiam il browser Safari e attese che l'icona della rete 4G apparisse
sulla barra del menu del telefono. Invece apparve un 
messaggio sullo schermo: 
Selezionare Network 
Wi-Fi 1651FPR 
Aggrottando le sopracciglia, Sam studi il messaggio, poi chiuse 
il browser e apr l'applicazione Note. Disse a Remi: Non riesco a 
connettermi. Da' un'occhiata. 
Remi si volt dalla sua parte. Cosa? 
Lui le fece l'occhiolino. Da' un'occhiata. 
La donna lo raggiunse e guard lo schermo del suo iPhone, 
dove lui aveva digitato un messaggio: 
Segui la mia pista 
Remi non si scompose. Ovvio che tu non abbia il minimo segnale,
disse. Siamo in mezzo al nulla. 
Che ne pensi? Abbiamo visto tutto? 
Credo di s. Andiamo a trovarci un albergo. 
Spensero le luci, uscirono dalla porta principale e se la chiusero
a chiave alle spalle. Remi disse: Che succede, Sam? 
Ho intercettato una rete wireless. Ha il nome di questo indirizzo,
1651 False Pass Road. Sam richiam la schermata dei 
messaggi e la mostr a Remi. 
Potrebbe essere un vicino? gli chiese. 
No, il segnale domestico medio non ha una portata superiore 
a una cinquantina di metri. 
Sono sempre pi incuriosita, disse Remi. Di modem o 
router non ne ho visti. Perch mai una casa abbandonata avrebbe 
bisogno di una rete wireless? 
Mi viene in mente una sola spiegazione e, considerato con 
chi abbiamo a che fare, non  folle come sembra: monitoraggio. 
Della serie, telecamere? 
E apparecchi di ascolto. 
King ci sta spiando? Perch? 
Chi lo sa? Ma ora la mia curiosit  stata stimolata. Dobbiamo
tornare l dentro. Forza, andiamo a dare un'occhiata. 
E se ci sono telecamere esterne? 
E difficile nasconderle. Terremo gli occhi aperti. Puntando 
la torcia lungo la facciata e l'intradosso della casa, procedette sul 
vialetto verso il garage. Quando fu giunto all'angolo della casa, 
fece una pausa e diede una sbirciata. Si ritrasse. Niente, disse. 
Si avvicin alla porta del garage e prov la maniglia. Era chiusa a 
chiave. Sam si tolse la giacca a vento, se la appallottol intorno 
alla mano destra e schiacci il pugno coni ro il pannello di vetro 
sopra la maniglia, facendo pressione finch il vetro si ruppe con 
un rumore attutito. Rimosse alcuni cocci di vetro, poi infil dentro 
la mano e apr la porta. 
Una volta entrato, ci mise solo un minuto a individuare il 
pannello elettrico. Apr lo sportello e ne studi la configurazione. 
Era dotato di fusibili di vecchio tipo, ma alcuni sembravano 
abbastanza nuovi. 
E adesso? chiese Remi. 
Non intendo scherzare coi fusibili. 
Fece scorrere il fascio della torcia dal pannello fin gi al basamento
di legno e, da l, a sinistra, fino alla colonnetta successiva,
dove trov il contatore dell'elettricit. Con il coltellino apr 
lo sportello protettivo e disattiv l'interruttore generale. 
Dovrebbe bastare, sempre che King non abbia un generatore 
o una batteria di emergenza nascosti da qualche parte, disse Sam. 
Tornarono ai gradini dell'ingresso. Remi estrasse l'iPhone e 
cerc la rete wireless. Era scomparsa. Via libera, disse. 
Andiamo a vedere cosa nasconde re Charlie. 
...
Rientrati in casa, Remi and subito alla teca contenente la pergamena
in devanagari. Sam, mi vai a prendere la macchina fotografica?
 
Sam apr la valigetta, che aveva sistemato su una poltrona, tir 
fuori la Canon G10 di Remi e gliela consegn. Lei inizi a 
scattare delle foto alla teca. Una volta finito, pass a quella successiva.
Tanto vale documentare tutto. 
Sam annu. Con le mani sui fianchi, studi le librerie. Fece un 
rapido calcolo a mente: stim che vi fossero tra i cinque e i 
seicento volumi. Comincer a far scorrere un po' di pagine. Fu 
presto evidente che chiunque King avesse assunto per svolgere le 
pulizie della casa aveva rivolto scarsa attenzione alle teche; 
mentre le coste dei libri erano pulite, sopra erano coperti da uno 
spesso strato di polvere. Prima di estrarre ogni volume, Sam lo 
esamin con la torcia elettrica per cercare eventuali impronte 
digitali. Sembrava che nessuno fosse stato toccato da un decennio 
a quella parte o forse pi. 
Due ore e un centinaio di sternuti dopo, risistemarono F ultimo 
libro. Remi, che aveva finito di fotografare le teche da un'ora, gli 
aveva dato una mano con gli ultimi cento volumi. 
Niente, disse Sam, pulendosi le mani sui pantaloni. Tu? 
Macch. Per, ho trovato qualcosa di interessante in una di quelle 
teche. 
Accese la macchina fotografica, fece scorrere le immagini e 
mostr il display a Sam. Lui lo studi per un istante. Cosa sono? 
 Non prendermi sulla parola, ma penso che siano frammenti 
di uova di struzzo. 
E l'incisione? E una scritta? Un fregio? 
Non lo so. Li ho tirati fuori dalla teca e li ho fotografati uno a 
uno. 
Che rilevanza ha? 
Per noi in particolare, forse nessuna. In un contesto pi 
ampio... Remi fece spallucce. Forse tanta. 
Nel 1999, gli spieg Remi, una squadra di archeologi francesi 
aveva scoperto duecentosettanta frammenti di uova di struzzo 
incise presso il Diepkloof Rock Shelter, in Sudafrica. Le incisioni 
su quei frammenti erano disegni geometrici risalenti a un periodo 
compreso fra cinquantacinquemila e sessantacinquemila anni 
prima e appartenevano a quello che  noto come periodo culturale 
Howiesons Poort. 
Gli esperti stanno ancora discutendo sull'importanza di quelle 
incisioni, continu Remi. Secondo alcuni, si tratta di arte; 
secondo altri, di una mappa, secondo altri ancora, di una (orma di 
linguaggio scritto. 
Questi ti sembrano simili? 
Su due piedi, non saprei dirtelo. Ma se sono dello stesso tipo 
dei frammenti sudafricani, termin Remi, allora risalgono ad 
almeno trentacinque anni prima di quelli scoperti a Diepkloof. 
Forse Lewis non sapeva cosa aveva tra le mani... 
Ne dubito. Un bravo archeologo ne riconoscerebbe l'importanza. Quando avremo trovato Frank e le cose saranno tornate 
alla normalit... Sam apr la bocca per parlare e Remi si affrett a 
correggersi, ...alla normalit per noi, esaminer la questione a 
fondo. 
Sam fece un sospiro. Dunque, per il momento, tutto ci che 
sia anche lontanamente collegato al Nepal di cui disponiamo  
quella pergamena in devanagari. 
Katmandu, Nepal 
Sam e Remi si svegliarono all'annuncio dell'imminente arrivo 
all'aeroporto internazionale Tribhuvan di Katmandu da parte del 
pilota. Dopo aver passato la maggior parte degli ultimi tre giorni in 
volo, impiegarono ben trenta secondi per svegliarsi completamente. 
Il loro volo United-Cathay Pacific-Royal Nepal era durato quasi 
trentadue ore. 
Sam si sedette a schiena eretta, stir le braccia, poi regol 
l'orologio in base all'orario sul display del sedile che gli stava 
davanti. Al suo fianco, le palpebre di Remi si aprirono con uno 
sfarfallio. Il mio regno per una bella tazza di caff, mormor. 
Saremo a terra nel giro di venti minuti. 
Gli occhi di Remi finirono di aprirsi. Ah... me n'ero quasi 
scordata. 
Negli ultimi anni, il Nepal si era messo a produrre caff. A 
giudizio dei Fargo, i chicchi coltivati nella regione nepalese dell'Arghakhanchi producevano il miglior oro nero del mondo. 
Sam le sorrise. Te ne comprer tanto quanto sarai in grado di 
berne. 
Mio eroe. 
L'aereo vir bruscamente ed entrambi guardarono fuori dal finestrino.
Nella mente di molti viaggiatori, il nome Katmandu evoca 
visioni esotiche di templi buddisti e monaci in tunica, appassionati 
di trekking e alpinisti, incenso, spezie, baracche fatiscenti e valli 
ombreggiate nascoste dalle cime dell'Himalaya. Ci che sorprende 
il visitatore che vi si reca per la prima volta  la scoperta di una 
metropoli animata di settecentocinquantamila persone, con un tasso di alfabetizzazione del novantotto 
per cento. 
Vista dal cielo, Katmandu sembra sprofondata in una valle simile 
a un cratere, circondata da quattro imponenti catene montuose: 
Shivapuri, Pulchowki, Nagarjun e Chandragiri. 
Sam e Remi ci erano gi stati due volte in vacanza. Sapevano 
che, malgrado la sua popolazione, Katmandu, a terra, era una specie 
di conglomerato di villaggi di medie dimensioni con qualche 
iniezione di modernit. In un isolato ti capitava di trovare un tempio 
millenario del dio ind Shiva, in quello successivo un negozio di 
telefoni cellulari; sulle principali arterie, bei taxi ibridi e risci dalle 
ricche decorazioni in concorrenza per le migliori tariffe; in una 
piazza, proprio uno di fronte all'altro, un ristorante in stile 
Oktoberfest e un chiosco che vendeva scodelle di chaat ai passanti. 
E, ovviamente, incuneati tra i pendii delle montagne e in cima ai 
picchi scoscesi intorno alla citt, centinaia di templi e monasteri, 
alcuni pi vecchi della stessa Katmandu. 
Viaggiatori esperti com'erano, Sam e Remi erano preparati per la 
dogana e l'immigrazione e le superarono senza difficolt. Si 
ritrovarono quasi subito fuori dal terminal, sul marciapiedi dei taxi, 
sotto un moderno tendone ad arco. La facciata stessa del terminal 
era di terracotta, con un tetto a spiovente, ornato da centinaia di 
inserti rettangolari. 
In quale albergo Selma ci ha prenotato una stanza? 
L'Hyatt Regency. 
Remi gli rivolse un cenno di approvazione. In occasione della 
loro ultima visita a Katmandu, nella speranza di immergersi nella 
cultura nepalese, avevano alloggiato in un ostello situato accanto a 
un allevamento di yak. Gli yak, avevano scoperto, non tenevano in 
gran conto decoro, riserbo o rispetto del sonno. 
Sam si avvicin al cordolo per fermare un taxi. Dietro di loro si 
ud una voce. Per caso siete i signori Fargo? 
Sam e Remi si voltarono e si ritrovarono di fronte un ragazzo e 
una ragazza sui vent'anni, identici tra loro e anche a Charles 
King, a parte una differenza sorprendente. Per quanto i figli di King 
avessero gli stessi capelli biondi, gli stessi occhi azzurri e f ampio 
sorriso del padre, mostravano anche palesi tratti asiatici. 
Remi rivolse una strana occhiata a Sam, che lui cap subito: il 
suo sesto senso su Zhilan Hsu aveva colto nel segno. Comunque, 
sempre che i Fargo non stessero presumendo troppo, il ruolo della 
donna andava ben al di l di quello di semplice amante. 
Per caso s, rispose Sam. 
Il ragazzo, alto come suo padre ma pi magro, tese la mano e 
strinse quella di entrambi con forza. Piacere, Russell. E lei  mia 
sorella Marjorie. 
Sam... Remi. Non ci aspettavamo questa accoglienza. 
Abbiamo deciso di prendere l'iniziativa, disse Marjorie. 
Siamo qui per una faccenda di lavoro per conto di pap, per cui non 
 un problema. 
Russell disse: Se non avete mai visitato Katmandu prima, pu 
essere un po' sconcertante. Abbiamo un'automobile. Sar un piacere 
accompagnarvi in albergo. 
L'Hyatt Regency era pi di tre chilometri a nordovest dell'aeroporto.
Il tragitto si svolse senza problemi, per quanto non in 
velocit, a bordo della Mercedes dei figli di King. Nei suoi interni 
insonorizzati, con tanto di vetri fum, Sam e Remi trovarono il 
viaggio un po' surreale. Russell, al volante, si destreggi 
agevolmente tra le numerose e caotiche stradine mentre Marjorie, 
dal sedile anteriore del passeggero, forniva loro informazioni con 
l'incanto di una tiritera da guida turistica. 
Finalmente accostarono davanti alla piazzola coperta della lobby 
dell'Hyatt. Russell e Marjorie furono fuori dall'auto, tenendo aperte 
le portiere, prima ancora che Sam e Remi avessero sfiorato le 
maniglie. 
Al pari di quello del terminal aeroportuale, lo stile architettonico 
dell'Hyatt Regency era una miscela di vecchio e nuovo: una 
disordinata facciata di sei piani in diversi colori, sormontata da un tetto a pagoda. Il giardino lussureggiante, in ottimo stato, si 
estendeva per otto ettari. 
Un fattorino si avvicin all'automobile e Russell gli grid 
qualcosa in nepalese. L'uomo annu, sorrise forzatamente, tir fuori 
i bagagli dal baule e spar nella hall. 
Vi lasciamo sistemare, disse Russell, consegnando a entrambi 
un biglietto da visita. Chiamatemi pi tardi e discuteremo del 
modo in cui preferite procedere. 
Procedere? ripet Sam. 
Marjorie sorrise. Scusate, forse pap si  dimenticato di dirvelo. 
Ci ha chiesto di farvi da guida mentre cercate il signor Alton. 
A domani! 
Con sorrisi e saluti quasi sincronizzati, i figli di King risalirono 
sulla Mercedes e si allontanarono. 
Sam e Remi restarono per qualche secondo a osservare f automobile
che si allontanava. Poi Remi mormor: Nella famiglia 
King c' qualche persona normale? 
Quarantacinque minuti dopo, erano sistemati nella loro camera a 
godersi un caff. 
Dopo aver trascorso un pomeriggio di relax in piscina, tornarono 
nella loro suite per farsi un cocktail. Sam ordin un Sapphire 
Bombay Gin Gibson e Remi chiese un Ketel One Cosmopolitan. 
Finirono di leggere il dossier che gli era stato consegnato da Zhilan 
all'aeroporto di Palembang. Per quanto a prima vista sembrasse 
esauriente, vi trovarono davvero poca sostanza come punto di 
partenza della loro caccia. 
Devo ammettere, disse Remi, che l'unione dei geni di Zhilan 
Hsu e di Charlie King ha prodotto... risultati interessanti. 
Molto diplomatico da parte tua, Remi, ma siamo onesti: Russell 
e Marjorie spaventano. Metti insieme il loro aspetto e la loro 
amabilit persino esagerata e ottieni una coppia di serial killer 
hollywoodiani. Hai notato in loro tracce particolari di Zhilan? 
No, e spero che non ve ne siano. Se  la loro madre, significa che con ogni probabilit aveva diciotto o diciannove anni 
quando li ha avuti. 
Il che indicherebbe che al tempo King avesse fra i quaranta e i 
cinquant'anni. 
Hai notato l'assenza di accento texano? Credo di aver colto 
una traccia di accento da Ivy League nel modo in cui pronunciano 
certe vocali. 
Il paparino, dunque, li ha mandati a studiare all'universit, 
lontano dal Texas. Quello che voglio sapere . questo: come hanno 
fatto a sapere quale volo avevamo preso? 
Charlie King che flette i muscoli? Che ci fa vedere che ha 
parecchie conoscenze? 
Probabile. Il che potrebbe pure spiegare perch non ci abbia 
detto di attenderci i Wonder Twins. Potente com', King 
probabilmente si ritiene un maestro nell'arte di tenere il prossimo 
sotto scacco. 
Non mi sorride l'idea di essere marcati stretti da quei due. 
Nemmeno a me, ma domani stiamo al gioco e vediamo cosa sanno 
delle attivit di Frank. Ho il sospetto che la famiglia King sappia 
molto pi di quanto lasci intendere. 
Okay, ribatt Remi. Tutto lascia pensare una cosa, Sam: King 
sta giocando al burattinaio. La domanda : perch? Perch  un 
maniaco del controllo oppure perch nasconde qualcosa? 
Suon il campanello. Mentre si avviava alla porta per recuperare 
la busta che le era appena stata fatta scivolare sotto, Sam disse: 
Ah! La conferma della prenotazione per la nostra cena. 
Davvero? 
Be', solo se riesci a essere pronta entro mezz'ora, rispose 
Sam. 
Mi piacerebbe. E dove andiamo? 
Al Bhanchka and Ghan, rispose Sam. 
Come hai fatto a ricordartene? 
Come puoi scordarti cibi cosi memorabili, l'atmosfera e la 
cucina nepalese in Nepal? 
Venticinque minuti dopo, Remi si era infilata un paio di 
pantaloni sportivi Akris e una canotta, con una giacca in tono 
appoggiata, su un braccio. E Sam, appena sbarbato, con addosso 
una camicia azzurra Robert Graham e pantaloni sportivi grigio scuri, 
l'accompagn fuori dalla porta. 
Remi non rimase molto sorpresa di svegliarsi alle quattro del 
mattino e di scoprire suo marito non a letto bens in poltrona, nel 
salottino della suite. Quando qualcosa tormentava la coscienza di 
Sam Fargo, di rado riusciva a dormire. Lo trov sotto la tenue 
luminescenza di una lampada a leggere il dossier che gli aveva dato 
Zhilan. Con un colpetto dell'anca, Remi spost delicatamente la 
cartelletta. Poi gli si accomod sulle gambe e avvolse strettamente 
la sua lunga vestaglia di seta La Perla. 
Credo di aver trovato il colpevole, le disse. 
Fa' vedere. 
Sam fece scorrere una serie di pagine graffettate. I rapporti 
quotidiani delle email che Frank mandava a King. Cominciano il 
giorno del suo arrivo qui e finiscono la mattina della sua scomparsa. 
Noti nulla di diverso nelle ultime tre email? 
Remi le pass in rassegna. No. 
Si  firmato 'Frank' in tutte e tre. Guarda quelle precedenti. 
Remi lo fece. Arricci le labbra. Le ha semplicemente siglate 5 
FA5. 
Ed  cos che firmava le email che mandava a me. 
Cosa significa? 
Mere congetture. Direi che non  stato Frank a mandare le 
ultime tre email, oppure che lo ha fatto cercando di nascondervi 
una richiesta di soccorso. 
Improbabile. Frank avrebbe trovato un codice pi brillante. 
Il che ci lascia una sola alternativa. E scomparso prima di 
quanto King pensi. 
E qualcuno si  spacciato per lui, concluse Remi. 
Una cinquantina di chilometri a nord di Katmandu, Nepal 
Nell'oscurit che anticipava l'alba, la Range Rover abbandon la 
strada principale. I suoi fari illuminarono campi verdi a terrazza, 
lungo la strada tortuosa fino al fondo della valle, dove ne 
incrociava un'altra, pi stretta e fangosa, piena di solchi. La 
Rover procedette a sobbalzi sulla pista per diverse centinaia di 
metri prima di attraversare un ponte. In basso, ribolliva un fiume, 
con la sua acqua scura che lambiva le travi inferiori del ponte. I 
fari della Rover illuminarono per un istante un cartello sulla riva 
opposta. C'era scritto, in nepalese: TRISULI. Dopo altri 
quattrocento metri, la Rover giunse di fronte a un tozzo edificio 
di mattoni grigi dal tetto di lamiera rappezzato. Accanto alla 
porta di ingresso di legno, una finestra quadrata era illuminata di 
giallo. La Rover rallent fino a fermarsi del tutto davanti 
all'edificio e il motore si spense. 
Russell e Marjorie King smontarono e si avviarono verso la 
porta. Due figure spuntarono da entrambi gli angoli dell'edificio 
immersi nel buio e li intercettarono. Entrambe avevano a tracolla 
un'arma automatica. Le loro torce illuminarono per un attimo i 
volti dei figli di King, poi si spensero. Con un cenno secco, una 
delle guardie indic ai due di entrare. 
Dentro un uomo era seduto da solo a un tavolo di legno su 
cavalletti. La stanza era spoglia, a parte il tavolo e una tremolante 
lampada a cherosene. 
Colonnello Zhou, borbott Russell King. 
Benvenuti, amici americani senza nome. Prego, sedetevi. Lo 
fecero, accomodandosi sulla panca di fronte a Zhou. Marjorie disse: 
Non  in divisa. La prego, non mi dica che ha paura delle pattuglie 
dell'esercito nepalese. 
Zhou rise. Per niente. Per quanto sia certo che i miei uomini 
si godrebbero un bel tiro al bersaglio, dubito che i miei superiori 
vedrebbero di buon occhio il mio sconfinamento senza far uso 
degli appositi canali. 
L'incontro lo ha indetto lei, disse Russell. Perch ci ha 
chiesto di venire? 
Dobbiamo discutere dei permessi che avete richiesto. 
Si riferisce ai permessi che abbiamo gi pagato? ribatt 
Marjorie. 
Quisquilie linguistiche. L'area in cui intendete entrare  
pesantemente presidiata... 
L'intera Cina  pesantemente presidiata, osserv Russell. 
Solo una parte della zona in cui intendete viaggiare  sotto il 
mio comando. 
In passato, non  mai stato un problema. 
Le cose cambiano. 
Ci sta mettendo alle strette, disse Marjorie. Aveva il volto 
impassibile, ma i suoi occhi erano duri, cattivi. 
Non so che significhi quella espressione. 
Corruzione. 
Il colonnello Zhou si accigli. Brutta cosa. La verit  che 
lei ha ragione: mi avete gi pagato. Sfortunatamente, una ristrutturazione
del mio distretto ha fatto s che ora io abbia pi 
bocche da sfamare, capisce? Se non sfamo quelle bocche, si 
metteranno a parlare con le persone sbagliate. 
Forse dovremmo parlare con loro invece che con lei, disse 
Russell. 
Fate pure. Ma avete il tempo? Se non ricordo male, ci avete 
messo otto mesi a trovarmi. Siete disposti a ricominciare da capo?
Con me siete stati fortunati. La prossima volta, potreste ritrovarvi
in carcere come spie. Anzi,  un'eventualit che non 
escluderei nemmeno adesso. 
Sta giocando a un gioco pericoloso, colonnello, disse 
Marjorie. 
Non pi pericoloso che sconfinare illegalmente in territorio 
cinese. 
E, suppongo, non pi pericoloso che non aver detto ai suoi 
uomini di perquisirci per vedere se eravamo armati. 
Gli occhi di Zhou si strinsero, schizzarono verso la porta, poi 
tornarono sui due gemelli King. Non osereste tanto, disse. 
Mia sorella lo farebbe, ribatt Russell. E io pure. Ci pu 
scommettere. Ma non ora. Non stanotte. Colonnello, se sapesse 
chi siamo, ci penserebbe due volte prima di cercare di estorcerci 
altri soldi. 
Forse non conosco i vostri nomi, ma so che tipo di persone 
siete e credo di sapere quello che cercate. 
Russell disse: Quanto vuole per sfamare quelle altre bocche? 
 Ventimila: euro, non dollari. 
Russell e Marjorie si alzarono. Russell disse: I soldi saranno 
sul suo conto prima di sera. La contatteremo non appena saremo 
pronti all'attraversamento. 
Cap dall'aria gelida della notte, dall'assoluta assenza di rumori 
di automezzi e dal vicino e frequente sferragliare di campane di 
yak che si trovava a una discreta altezza tra le colline pedemontane.
Bendato subito dopo essere stato buttato dentro il furgone, 
non poteva sapere a che distanza da Katmandu lo avessero 
portato. Quindici o centocinquanta chilometri non facevano 
davvero alcuna differenza. Una volta fuori dalla valle in cui si 
trovava la citt, il terreno avrebbe potuto inghiottire del tutto una 
persona e cos era accaduto migliaia di volte. Forre, grotte, 
doline, crepacci... una miriade di luoghi in cui nascondersi o 
morire. 
Il pavimento e le pareti erano di tavole grezze, cos come la 
branda. Il suo materasso era un giaciglio di paglia che puzzava 
vagamente di sterco. La stufa era un vecchio modello panciuto, 
ipotizz, dal rumore del portello di alimentazione che veniva 
sbattuto ogni volta che i suoi sequestratori entravano per attizzare 
il fuoco. Di quando in quando, nel forte odore di fumo prodotto 
dal legno, coglieva un vago sentore di carburante da stufa, di 
quello usato da escursionisti e alpinisti. 
Era tenuto sequestrato in una baracca abbandonata usata dagli 
appassionati di trekking, in una localit non meglio identificata, a 
sufficiente distanza dalle piste pi battute per non ricevere visite. 
I suoi sequestratori gli avevano rivolto meno di venti parole da 
quando lo avevano rapito e si era sempre trattato di ordini 
sgarbati impartiti in un inglese stentato: seduto, in piedi, mangiare,
gabinetto... Per, il secondo giorno, aveva colto un frammento di conversazione attraverso la parete della baracca e, per 
quanto le sue nozioni di nepalese fossero inesistenti, ne sapeva 
abbastanza per riconoscerlo: era stato preso da gente del posto. 
Ma chi? Terroristi o guerriglieri? Non sapeva che ve ne fossero in 
Nepal. Sequestratori di professione? Ne dubitava. Non lo avevano 
costretto a registrare richieste di riscatto o a scrivere lettere. E 
non lo avevano maltrattato. Veniva nutrito con regolarit, gli 
veniva dato da bere in abbondanza e il suo sacco a pelo era adatto 
alle temperature che scendevano sotto lo zero. Quando dovevano 
toccarlo, lo facevano con decisione ma non in modo violento. Si 
chiese di nuovo: chi? E perch? 
Finora, avevano commesso un solo grosso sbaglio: per quanto 
gli avessero legato saldamente i polsi con quella che pensava 
fosse corda da arrampicata, non avevano controllato la baracca 
per escludere la presenza di superfici affilate. In men che non si 
dica, lui ne aveva trovate quattro: le gambe della sua branda, 
ciascuna delle quali sporgeva di qualche centimetro dal materasso.
Il legno dal taglio grezzo non era stato levigato. Non proprio
come le lame di una sega, ma comunque un inizio. 
Katmandu, Nepal 
Come annunciato, Russell e Marjorie entrarono nella piazzola 
dell'Hyatt alle nove precise del mattino seguente. Con gli occhi 
luminosi e un bel sorriso, i gemelli salutarono Sam e Remi con nuove 
strette di mano e li guidarono alla Mercedes. Il cielo era di un azzurro 
intenso, l'aria frizzante. 
Dove si va? chiese Russell mentre inseriva la marcia e partiva. 
Che ne dite dei luoghi in cui Frank Alton passava buona parte del 
suo tempo? chiese Remi. 
Nessun problema, ribatte Marjorie. In base alle email che 
mandava a pap, era impegnato soprattutto nella zona della gola di 
Chobar, circa otto chilometri a sudest di qui. E dove il fiume Bagmati 
defluisce dalla valle. 
Viaggiarono in silenzio per qualche minuto. 
Sam disse: Se la persona che  stata fotografata a Lo Monthang era 
vostro nonno... 
Lei non pensa che lo fosse? disse Russell, con un'occhiata allo 
specchietto retrovisore. Pap pensa che lo fosse. 
Stavo solo facendo l'avvocato del diavolo. Se davvero si tratta di 
vostro nonno, avete idea del perch si trovasse in quella zona? 
Non mi viene in mente nulla, rispose Marjorie, con noncuranza. 
Non si direbbe che vostro padre conosca il lavoro di Lewis. E voi 
due? 
Fu Russell a rispondere. Solo roba archeologica, suppongo. Noi 
non lo abbiamo mai conosciuto, ovviamente. Abbiamo solo sentito 
qualche storia da pap.
Non fraintendetemi, ma non vi  mai passato per la testa di 
informarvi su ci che Lewis stava facendo? Vi avrebbe potuto aiutare a 
trovarlo. 
Pap ci tiene molto occupati, disse Marjorie. Inoltre,  per questo 
che assume esperti come voi due e il signor Alton. 
Sam e Remi si scambiarono un'occhiata. Al pari del padre, i gemelli 
King sembravano solo marginalmente interessati ai particolari della vita 
del nonno. Il loro distacco aveva un che di patologico. 
Dove siete andati a scuola? chiese Remi, cambiando argomento. 
Non ci siamo andati, rispose Russell. Pap ci ha fatti studiare a 
casa con insegnanti privati. 
Cos' successo al vostro accento? 
Marjorie non rispose subito. Oh, capisco cosa intende dire. Quando 
avevamo circa quattro anni, ci ha mandati a vivere in Connecticut con 
nostra zia. Ci abbiamo vissuto fino alla fine della scuola e poi siamo 
tornati a Houston per lavorare con pap. 
Per cui, lui non  stato molto presente negli anni della vostra 
crescita? chiese Sam. 
E un uomo impegnato. 
Non c'era traccia di rancore nella risposta di Marjorie, come se fosse 
del tutto normale spedire i propri figli in un altro stato per quattordici 
anni a farli crescere da insegnanti privati e parenti. 
Voi due fate troppe domande, disse Russell. 
Abbiamo un'indole curiosa, ribatt Sam. E parte del nostro 
lavoro. 
Sam e Remi non si aspettavano molto dalla visita alla gola di Chobar e 
non restarono delusi. Russell e Marjorie indicarono qualche scorcio 
rilevante e offrirono ulteriori resoconti turistici preconfezionati. 
Tornati in macchina, Sam e Remi chiesero di essere portati 
nel posto successivo: l'epicentro storico della citt, noto come piazza 
Durbar, che ospitava una cinquantina di templi. 
Come prevedibile, la visita si rivel infruttuosa quanto la prima. 
Marcati stretti dai due gemelli King, Sam e Remi girarono intorno alla 
piazza e nei dintorni per un'ora, scattando foto, controllando la mappa e 
scribacchiando appunti, il tutto in maniera vistosa. Finalmente, poco 
prima di mezzogiorno, chiesero di essere riportati all'Hyatt. 
Avete finito? domand Russell. Siete sicuri? 
Siamo sicuri, disse Sam. 
Marjorie disse: Vi porteremo con piacere dovunque desideriate 
andare. 
Prima di continuare, dobbiamo documentarci un po', disse Remi. 
Possiamo aiutarvi anche in questo. 
Sam indur leggermente il tono della sua voce. In albergo, per 
favore. 
Russell si strinse nelle spalle. Come vuole. 
Dalla lobby osservarono la Mercedes allontanarsi. Sam estrasse 
l'iPhone di tasca e diede un'occhiata allo schermo. Messaggio di 
Selma. Lo ascolt, poi disse: Ha scoperto qualcosa sulla famiglia 
King. 
Tornati in camera, Sam attiv il vivavoce del telefono e schiacci un 
tasto. Dopo una trentina di secondi di rumori di fondo, la linea si attiv. 
Selma rispose con la parola Finalmente. 
Siamo stati impegnati in un'escursione con i gemelli King. 
Produttiva? 
Solo nel senso che ha rafforzato il nostro bisogno di prendere le 
distanze da loro, disse Sam. Cos'hai per noi? 
Prima di tutto, ho individuato qualcuno capace di tradurre la 
pergamena in devanagari che avete trovato a casa di Lewis. 
Fantastico, disse Remi. 
Non  finita qui. Credo che si tratti della traduttrice originale, quell'A. Kaalrami di Princeton. Il suo nome di battesimo  Adala. 
Ha quasi settant'anni ed  una professoressa della... Vi va di 
indovinare? 
No, disse Sam. 
Kathmandu University. 
Selma, sei la donna dei miracoli, disse Remi. 
Di norma, mi troverei d'accordo, signora Fargo, ma si  trattato di 
un mero colpo di fortuna. Vi sto mandando un'email con i contatti 
della professoressa Kaalrami. Okay, poi: dopo aver fatto pi volte 
cilecca nelle mie ricerche sulla famiglia King, ho finito per chiamare 
Rube Haywood. Mi sta mandando informazioni man mano che ne trova, 
ma quello che abbiamo raccolto finora  interessante. Prima di tutto, 
King non  il vero cognome della famiglia. E la versione inglesizzata 
del nome tedesco originale: Konig. E il nome di battesimo di Lewis era 
Lewes. 
Perch cambiarlo? chiese Remi. 
Non ne siamo ancora certi, per sappiamo che Lewis emigr in 
America nel 1946 e ottenne un posto da insegnante alla Syracuse 
University. Un paio d'anni dopo, quando Charles aveva quattro anni, 
Lewis lasci lui e sua madre e si mise a girare per il mondo. 
Che altro c'? 
Ho scoperto che attivit gestiscono l Russell e Marjorie. Una delle 
societ minerarie di King - l'SRG, ovvero Strategie Resources Group 
- lo scorso anno ha acquisito dal governo nepalese i permessi per 
condurre, e qui cito, 'studi esplorativi attinenti allo sfruttamento di 
metalli industriali e preziosi'. 
E cosa significa di preciso? chiese Remi. Si tratta di una 
dichiarazione terribilmente vaga di obiettivi aziendali di lungo 
periodo. 
Intenzionalmente vaga, puntualizz Sam. 
Selma ribatt: L'azienda non  quotata in borsa, per cui  difficile 
reperire informazioni. Ho trovato due siti minerari presi in affitto dalla 
SRG. Sono a nordest della citt. 
Una matassa intricata, disse Remi. Abbiamo i gemelli King che 
sovrintendono a un'impresa mineraria di famiglia 
nello stesso posto e nello stesso momento in cui Frank sparisce mentre 
 impegnato nella ricerca del padre di King, che forse si aggira per 
l'Himalaya da quarant'anni a questa parte o forse no. Ho dimenticato 
qualcosa? 
Pi o meno, hai detto tutto, rispose Sam. 
Selma chiese: Volete i particolari dei siti minerari della 
SRG? 
Per il momento, tienteli per te, ribatt Sam. Sembrerebbe che 
non ci sia alcun collegamento, ma con King non si pu mai sapere. 
Dopo aver chiesto al portiere dell'Hyatt di procurar loro un'auto a 
noleggio, si misero in strada, con Sam al volante e Remi a fare da 
navigatore, con una mappa di Katmandu posata sul cruscotto del SUV 
Nissan X-Trail. 
Appena lasciato l'albergo, si ricordarono di colpo una delle poche 
lezioni che avevano appreso (e che avevano scordato) dalla loro ultima 
visita a Katmandu, circa sei anni prima. 
A parte le principali arterie di scorrimento, come la Tridevi e la King 
Road, le strade di Katmandu di rado avevano un nome, sulle mappe 
tanto quanto sui cartelli. Le indicazioni a voce riguardavano elementi 
distintivi, in genere incroci o piazze - noti, rispettivamente, come 
chowks o toles - e, di quando in quando, templi o mercati. Chiunque 
non avesse familiarit con tali punti di riferimento poteva solo basarsi 
su una cartina della regione e una bussola. 
Ma Sam e Remi ebbero fortuna. La Kathmandu University si trovava 
a ventidue chilometri dal loro albergo, sui colli pedemontani, 
nell'estrema periferia orientale della citt. Dopo aver impiegato venti 
frustranti minuti per individuare la Arniko Highway, procedettero 
agevolmente e giunsero al campus solo un'ora dopo la partenza. 
Seguendo cartelli in nepalese e in inglese, svoltarono a sinistra, 
all'ingresso, e poi procedettero lungo un viale alberato fino a un edificio 
di mattoni e vetro di fronte a cui c'era un prato 
ovale strapieno di fiori di campo. Parcheggiarono, varcarono una porta 
a vetri e trovarono un banco delle informazioni. 
La giovane donna indiana seduta al bancone parlava un inglese dal 
vago accento di Oxford. Buongiorno, benvenuti alla Kathmandu 
University. In cosa posso aiutarvi? 
Stiamo cercando la professoressa Adala Kaalrami, disse Remi. 
S, certo. Un momento. La donna digit su una tastiera sotto il 
bancone e studi il monitor per un istante. La professoressa Kaalrami 
in questo momento  a colloquio con uno specializzando e dovrebbe 
finire alle tre. La donna tir fuori una cartina del campus e cerchi il 
punto in cui si trovavano e l'ubicazione della biblioteca. 
Grazie, disse Sam. 
Il campus di Katmandu era piccolo, con una decina soltanto di edifici 
principali concentrati su un'altura. Pi in basso c'erano chilometri e 
chilometri di campi verdi a terrazza e di fitte foreste. In lontananza, 
videro il Tribhuvan International Airport. Ancora pi a nord, appena 
visibile, c'erano i tetti a pagoda del- 1'Hyatt Regency. 
Si incamminarono a est per un centinaio di metri lungo un 
marciapiedi delimitato da una siepe, girarono a sinistra e si ritrovarono 
davanti all'ingresso della biblioteca. Una volta dentro, un membro dello 
staff li indirizz alla sala riunioni, al secondo piano. Giunsero mentre 
uno studente se ne stava andando. Dentro, seduta a un tavolo rotondo, 
c'era un'anziana e pingue donna indiana con un vivace sari rosso e 
verde. 
Remi disse: Mi scusi, lei  la professoressa Adala Kaalrami? 
La donna alz gli occhi e li scrut attraverso un paio di occhiali dalla 
montatura scura. S, esatto. Il suo inglese mostrava la musicalit 
tipica di molti indiani che lo parlavano. 
Remi present se stessa e Sam, poi chiese se potevano accomodarsi. 
La Kaalrami indic con un cenno le due sedie di fronte a lei. Sam disse: 
Il nome Lewis King le dice qualcosa? 
Bully? rispose, senza esitazioni. 
S. 
Fece un bel sorriso, mostrando un ampio spazio vuoto fra i 
denti anteriori. Oh, s, mi ricordo di Bully. Eravamo... amici. La 
scintilla nei suoi occhi fece intendere ai Fargo che il loro rapporto fosse 
andato al di l della mera amicizia. Ero affiliata a Princeton, ma ero 
stata assegnata temporaneamente alla Tribhuvan University. Tutto 
questo, molto prima che la Kathmandu University venisse fondata. 
Bully e io ci conoscemmo a un evento mondano. Non ricordo bene 
quale. Perch me lo chiedete? 
Stiamo cercando Lewis King. 
Ah... Siete cacciatori di fantasmi? 
Dunque lei ritiene che sia morto, disse Remi. 
Oh, non so. Ovviamente, ho sentito le storie relative alle sue 
periodiche apparizioni, ma non ho mai visto n lui n alcuna foto 
autentica che lo ritragga. Per lo meno, non da una quarantina d'anni a 
questa parte. Mi piacerebbe pensare che, se fosse vivo, sarebbe venuto a 
trovarmi. 
Sam estrasse una cartellina imbottita dalla valigetta, tir fuori una 
copia della pergamena in devanagari e la fece scivolare verso la 
Kaalrami, sul lato opposto del tavolo. La riconosce? 
La donna la studi per un momento. S. Quella  la mia firma. L'ho 
tradotta per Bully nel... La Kaalrami incresp le labbra, riflettendo. 
1972. 
Cosa ci pu dire al riguardo? chiese Sam. Lewis le ha detto dove 
l'aveva trovata? 
No. 
Remi disse: Mi sembra devanagari. 
Molto brava, mia cara. Fuochino, ma sbagliato. E scritto in lowa. 
Per quanto non sia proprio una lingua morta,  davvero rara. Secondo 
l'ultima stima, vi sono solo quattromila indigeni che ancor oggi parlano 
la lingua lowa. Si trovano per lo pi nel nord del paese, nei pressi del 
confine cinese, in quello che un tempo era... 
Mustang, tir a indovinare Sam. 
S, esatto. E l'ha pronunciato nel modo giusto. Bravo. La maggior 
parte delle persone che parlano lowa vivono a Lo Monthang o nei 
paraggi. Questa cosa del Mustang la sapeva o ha tirato a indovinare? 
La seconda. L'unica pista di cui disponiamo sugli spostamenti di 
Lewis King  una fotografia che forse lo ritrae.  stata scattata un anno 
fa a Lo Monthang. Quella pergamena l'abbiaino trovata a casa di Lewis. 
 Avete con voi la foto? 
No, disse Remi, per poi rivolgere un'occhiata a Sam. L'espressione
di entrambi diceva: Perch non abbiamo richiesto una copia 
del a foto? Per possiamo procurarcela. 
Se fosse possibile. Mi piace pensare che sarei in grado di riconoscere
Bully, se davvero si trattasse di lui. 
Di recente, qualcun altro  passato a farle domande su King? 
La Kaalrami esit ancora, picchiettandosi il labbro con un dito. Un 
anno fa, forse un po' prima, sono venuti due ragazzi. Una coppia 
dall'aspetto strano... 
Gemelli? Capelli biondi, occhi azzurri, lineamenti asiatici? S! 
Non  che mi siano piaciuti molto. So che non  una cosa molto carina 
da dire, ma devo essere onesta. C'era qualcosa in loro... La Kaalrami 
fece spallucce. 
Si ricorda cosa le chiesero? 
Solo domande generiche su Bully: se avevo qualche sua lettera o 
se ricordavo di averlo sentito parlare del suo lavoro in questa regione. 
Non ho potuto aiutarli. 
Non avevano una copia di questa pergamena? 
No. 
Sam chiese: Non abbiamo mai trovato la traduzione originale. Le 
spiacerebbe...? 
Posso farvene una sintesi, ma per una traduzione scritta ci vorr un 
po' di tempo. Potrei farla stasera, se volete. Grazie, disse Remi. 
Gliene saremmo davvero grati. 
La professoressa Kaalrami si sistem meglio gli occhiali e raddrizz 
la pergamena davanti a s. Inizi lentamente a far scorrere un dito lungo 
le righe di testo, muovendo le labbra senza emettere suono. 
Dopo cinque minuti, alz gli occhi e si schiar la gola. 
E una specie di editto. Lo stile lowa non si traduce bene in inglese, 
ma  un ordine ufficiale. Di questo sono certa. 
C' una data? 
No, ma se guardate qui, nell'angolo superiore sinistro, manca un 
pezzo di testo. Sulla pergamena originale c'era? No, l'ho fotografata 
proprio cos com'era. Si ricorda se la data era sull'originale che lei ha 
visto? 
No, temo di no. 
Pu azzardare un'ipotesi? 
Non ne sono sicurissima, ma direi che risale a sei, settecento anni 
fa. 
La prego, continui, la incalz Sam. 
Ripeto, dovrete attendere la traduzione scritta... D'accordo. 
Si tratta di un ordine destinato a un gruppo di soldati... soldati 
speciali chiamati Sentinelle. Viene detto loro di eseguire un determinato 
tipo di piano, qualcosa indicato nel dettaglio in un altro documento, 
credo. Lo scopo del piano  portar via qualcosa chiamato Theurang dal 
suo nascondiglio e di trasportarlo in un luogo sicuro. 
Perch? 
C' di mezzo un'invasione. 
Viene spiegato che cos' il Theurang? 
Non credo. Mi dispiace, ma buona parte di questo documento la 
conosco solo vagamente. E stato quattro decenni fa. Ricordo la parola 
perch  insolita, ma non ho mai approfondito il discorso. Sono 
un'insegnante classica. Comunque, non ho dubbi che tra il nostro 
personale docente vi sia qualcuno capace di aiutarvi su quella parola. 
Posso chiedere per voi. 
Molto gentile, grazie, ribatt Sam. Ricorda la reazione di Lewis 
quando glielo tradusse? 
La Kaalrami sorrise. Era felice, se ricordo bene. Ma, se  per 
quello, a Bully l'entusiasmo non  mai mancato. Quell'uomo ha vissuto 
la vita in tutta la sua pienezza. 
Le disse dove aveva trovato la pergamena? 
Se me lo ha detto, non lo ricordo. Forse stasera, mentre la traduco, 
mi verr in mente qualcosa di pi. 
Un'ultima domanda, disse Remi. Cosa ricorda di quando Lewis 
scomparve? 
Oh, se me lo ricordo. Passammo la mattina insieme. Fai mimo un 
picnic sulla riva del fiume. Il Bagmati, sul lato sudoccidentale della 
citt. 
Sam e Remi si sporsero in avanti simultaneamente. Sam chiese: 
Nella gola di Chobar? 
La professoressa Kaalrami sorrise e inclin la testa verso Sani. S. 
Come fa a saperlo? 
Ho tirato a indovinare. E dopo il picnic? 
Lewis aveva con s il suo zaino, come accadeva spesso. Era sempre 
in movimento. Era una giornata splendida, calda, senza una nuvola. 
Scattai delle foto. Avevo una macchina fotografica nuova, una delle 
prime Polaroid istantanee, di quelle che si chiudevano. Al tempo, erano 
un prodigio tecnologico. 
La prego, ci dica che ha ancora quelle foto. 
E possibile. Dipende dalle competenze tecniche di mio fillio. 
Vogliate scusarmi. La professoressa Kaalrami si alz, si avvicin al 
tavolino, sollev un telefono e digit un numero, farlo in nepalese per 
un paio di minuti, quindi guard Sam e Remi e copr la cornetta dalla 
parte del microfono. Avete degli smartphone? 
Sam le diede l'indirizzo mail. 
La Kaalrami parl al telefono per un'altra trentina di secondi, poi 
torn al tavolo. Sospir. Mio figlio. Mi dice che devo entrare nell'era 
digitale. Il mese scorso, ha iniziato a scannerizzare -  il verbo giusto? - 
tutti i miei vecchi album fotografici. I la finito le foto del picnic la 
settimana scorsa. Ve le sta mandando. 
La ringrazio, disse Sam. E ringrazio suo figlio. 
Remi disse: Diceva, del picnic... 
Mangiammo, parlammo, poi - nel primo pomeriggio, penso - ci 
salutammo. Salii in macchina e mi allontanai. L'ulti ma volta che lo 
vidi, stava attraversando il ponte della gola di Chobar. 
Katmandu,, Nepal 
Puntando a ovest e tornando verso la citt sulla Arniko Highway, 
il tragitto in macchina fino alla gola di Chobar fu veloce. Nei 
sobborghi, svoltarono a sud sulla Ring Road e la seguirono lungo 
il margine meridionale di Katmandu, fino alla regione di Chobar. 
Da l, si tratt solo di seguire due cartelli. Un'ora dopo essersi 
accomiatati dalla professoressa Kaalrami, alle cinque del 
pomeriggio, fecero il loro ingresso nel Manjushree Park, che 
dominava il dirupo settentrionale della gola. 
Smontarono e si sgranchirono le gambe. Sam controll il suo 
iPhone, come faceva da un'ora, per vedere se c'erano nuove email.
Scosse la testa. Ancora nulla. 
Con le mani sui fianchi, Remi si guard attorno. Cosa cerchiamo?
 chiese. 
Una gigantesca insegna al neon con su scritto 'Bully  stato 
qui' non sarebbe male, ma non ci conterei troppo. 
Il fatto era che n l'uno n l'altra sapevano se ci fosse qualcosa 
da trovare. Erano venuti l sulla scorta di quella che poteva essere 
poco pi di una coincidenza: sia Frank Alton che Lewis King 
avevano passato l le loro ultime ore prima di sparire. Tuttavia, 
conoscendo bene Alton, era improbabile che fosse andato fin l 
senza un buon motivo. 
A parte un paio di uomini che stavano consumando una cena 
anticipata su una panchina vicina, il parco - poco pi di una 
collinetta coperta di sterpaglia e bamb e di un sentiero a spirale - 
era deserto. Sam e Remi si incamminarono lungo il vialetto di 
accesso in ghiaia per le auto e seguirono la pista tortuosa fino 
all'imboccatura della gola di Chobar. Mentre il ponte principale 
era di cemento e abbastanza ampio per accogliere veicoli, i
tratti inferiori e la sponda opposta erano accessibili solo grazie a 
ire ponti sospesi di assi e cavi metallici, sistemati ad altezze diverse
e tutti raggiungibili da sentieri per escursionisti. Su entrambi 
i lati della gola c'erano dei tempietti incastonati nel pendio, in 
parte nascosti dalla folta vegetazione. Una quindicina di metri pi 
in basso, il Bagmati schiumava e si frangeva su l'ruppi di massi. 
Remi si avvicin a una targa fissata alla facciata del ponte. I 
esse ad alta voce la versione in inglese: La Chovar Guchchi  
un'angusta valle formata dal fiume Bagmati, l'unico emissario 
dell'intera valle di Katmandu. Si ritiene che nella valle di Katmandu un tempo vi fosse un lago gigantesco. Quando Manjusri si 
imbatt per la prima volta nella valle, vide un fiore di loin sulla 
sua superficie. Fendette questo pendio per prosciugare il lago e 
fare spazio alla citt di Katmandu. 
Sam chiese: Chi  Manjusri? 
Non lo so con esattezza, ma, se dovessi tirare a indovinare, 
direi che era un bodhisattva, una persona illuminata. 
Sam stava annuendo mentre controllava la posta elettronica. 
Ce l'ho. Il figlio della professoressa Kaalrami ce l'ha fatta. 
Insieme a Remi, avanz fino a un albero vicino per trovare 
protezione dal sole calante. Sam richiam le foto, cinque in i urto, 
e le fece scorrere una a una. Per quanto fossero state digitalizzate 
a dovere, le foto trasmettevano la classica atmosfera da Polaroid: 
vagamente sbiadita, colori un po' innaturali. Le prime quattro foto 
mostravano i giovani Lewis King e Adala Kaalrami, entrambi 
sdraiati o seduti su una coperta, circondati da piatti e bicchieri e 
roba da picnic. 
Nessuna che li ritragga insieme, sottoline Remi. 
Non c'era l'autoscatto, ribatt Sam. 
La quinta foto era di Lewis King, stavolta in piedi, di fronte 
.dia macchina fotografica, di profilo. Sulla schiena aveva un 
vecchio zaino dall'intelaiatura rigida. 
Studiarono le foto per la seconda volta. Sam sospir con forza 
e disse: Noti avrei dovuto alimentare le nostre speranze. 
Non parlare troppo presto, disse Remi, sporgendosi verso 
lo schermo dell'iPhone. Vedi quello che stringe nella mano 
destra? 
Una piccozza da ghiaccio. 
No, guarda meglio. 
Sam lo fece. Una piccozza da speleologo. 
E guarda cos' agganciato al suo zaino, alla sinistra del sacco 
a pelo. Se ne intravede solo la curvatura. 
Sam tenne gli occhi fissi sullo schermo. Un sorriso si fece 
largo sul suo viso. Come ho fatto a non vederlo? Mi prenda un 
colpo. E un casco protettivo. 
Remi annu. Con tanto di faro anteriore. Lewis King stava 
andando a esplorare delle caverne. 
Non sapendo di preciso cosa stessero cercando, ma sperando di 
averci visto giusto, impiegarono solo dieci minuti a trovarlo. 
Accanto alla testa del ponte sull'altra sponda c'era un chiosco 
aperto davanti ma dotato di un tetto, con alloggiamenti di legno 
contenenti dpliant informativi. Trovarono una mappa turistica 
della gola e passarono in rassegna i puntini numerati e le etichette 
descrittive. 
Poco pi di un chilometro e mezzo a monte del ponte, sulla 
sponda settentrionale, c'era un puntino contrassegnato dalla 
scritta: grotte di chobar. chiuse al pubblico, vietato l'accesso. 
E una scommessa azzardata, disse Remi. Per quanto ne 
sappiamo, Lewis intendeva dirigersi tra le montagne e Frank si  
semplicemente perso. 
Le scommesse azzardate sono la nostra specialit, le ricord 
Sam. Inoltre, la scelta  tra questa opzione oppure passare un 
altro giorno in compagnia di Russell e Marjorie. 
Non serv altro. Remi disse: Che probabilit ci sono che a 
Katmandu esista un grande magazzino di attrezzature sportive? 
Come previsto, le probabilit erano nulle, ma trovarono un 
emporio di rimanenze dell'esercito nepalese qualche isolato a 
ovest di piazza Durbar. L'equipaggiamento che acquistarono non 
era certo moderno ma di qualit passabile. Per quanto n l'uno n 
l'altra fossero convinti che un'esplorazione delle grotte di Chobar 
avrebbe agevolato la loro causa, prendere l'iniziativa li fece stare 
bene. Uno dei loro slogan ormai era: nel dubbio, fa' qualcosa. 
Qualunque cosa. 
Poco prima delle sette, rientrarono nel parcheggio dell'Hyatt. 
Mentre Sam smontava, not Russell e Marjorie sotto il tendone 
della piazzola di svolta davanti all'ingresso. 
Sam brontol: Briganti a ore tre. 
Oh, puah! 
Non aprire il portellone. Altrimenti vorranno venire con noi. 
Russell e Marjorie gli andarono incontro. Ehi, disse Russell, 
iniziavamo a preoccuparci. Siamo venuti a vedere come stavate 
e il portiere ci ha detto che avevate noleggiato un'automobile e ve 
n'eravate andati. 
Marjorie chiese: Tutto bene? 
Siamo stati aggrediti e derubati due volte, ribatt Remi, 
impassibile. 
E io sono stato convinto con l'inganno a sposare una capra, 
aggiunse Sam. 
Dopo qualche secondo, i figli di King si lasciarono andare a un 
sorriso. Oh, state scherzando, disse Russell. Abbiamo capito. 
Dico sul serio, per, non dovreste andarvene in giro... 
Sam lo interruppe. Russell, Marjorie, ascoltatemi bene. Ho la 
vostra attenzione? 
Per tutta risposta, ottenne due cenni. 
Che resti tra noi, ma probabilmente Remi e io abbiamo 
viaggiato in pi paesi di quanti voi due insieme possiate nominare.
Apprezziamo il vostro aiuto e il vostro... entusiasmo, ma 
d'ora in poi vi chiameremo se avremo bisogno di voi. Altrimenti, 
lasciateci in pace a fare quello che siamo venuti a fare. 
Russell e Marjorie King lo fissarono a bocca semiaperta. 
Guardarono Remi, che si limit a fare spallucce. Dice davvero. 
Chiaro? gli chiese Sam. 
Be', s, signore, ma nostro padre ci ha chiesto... 
E un problema vostro. Se lui vuole parlare con noi, sa come 
trovarci. Altre domande? 
Questa situazione non mi piace, disse Russell. 
Marjorie aggiunse: Stavamo solo cercando di aiutarvi. 
E noi vi abbiamo ringraziato. In questo momento, state 
mettendo alla prova i limiti della nostra buona educazione. Perch 
non ve ne andate? Vi chiameremo se ci cacceremo in guai fuori 
dalla nostra portata. 
Dopo qualche momento di esitazione, i figli di King si voltarono
e tornarono alla loro Mercedes. Uscirono dal parcheggio e 
passarono lentamente accanto a Sam e Remi, rivolgendo loro 
sguardi arcigni dal finestrino abbassato di Russell, prima di 
allontanarsi a gran velocit. 
Se uno sguardo potesse uccidere... disse Remi. 
Sam annu. Forse abbiamo appena visto le vere facce dei 
gemelli King. 
Gola di Chobar, Nepal 
La mattina seguente, si misero in viaggio poco prima delle 
quattro, nella speranza di arrivare alla gola prima dell'alba. Per 
quanto non avessero idea del rigore con cui la regola del vietato 
l'accesso alle grotte di Chobar venisse fatta rispettare - o se 
l'area fosse effettivamente pattugliata dalla polizia - non volevano 
correre alcun rischio. 
Alle cinque, entrarono nel Manjushree Park e parcheggiarono 
sotto una pianta, un punto invisibile dalla strada principale. Dopo 
aver spento i fari, restarono seduti in silenzio per due minuti ad 
ascoltare il ticchettio del motore del Nissan che si raffreddava, 
prima di smontare, di aprire il portellone e prendere il proprio 
equipaggiamento. 
Pensavi davvero che ci avrebbero seguiti? chiese Remi, sistemandosi
lo zaino sulle spalle. 
Non so pi cosa pensare. L'istinto mi dice che si tratta davvero
di brutta gente e so per certo che King non gli ha chiesto di 
aiutarci. Gli ha ordinato di tenerci d'occhio. 
Sono d'accordo. Speriamo che la franchezza che hai avuto 
con loro abbia successo. 
Vana speranza, disse Sam, sbattendo il portellone. 
Guidati dalla luminescenza del sole nascente, si incamminarono 
fino all'imboccatura del ponte. Come indicato dalla loro mappa, 
trovarono il sentiero una ventina di metri a est del ponte, alle 
spalle di una macchia di bamb. Con Sam in testa, si avviarono a 
monte del fiume. 
I primi quattrocento metri furono un'agevole passeggiata, 
con il sentiero largo circa un metro e coperto di ghiaietto ordinato,
ma la situazione cambi in fretta non appena la pendenza 
aument. Il sentiero si restrinse e inizi a presentare una serie di 
tornanti. La vegetazione si fece pi incombente, creando una 
cappa parziale sulle loro teste. Sulla destra, pi in basso, udirono 
il tenue gorgoglio del fiume. 
Giunsero a una biforcazione. A sinistra, il sentiero puntava a 
est, allontanandosi dal fiume; a destra, scendeva verso il fiume. Si 
fermarono solo per qualche istante per controllare meglio la loro 
mappa e la bussola dell'iPhone di Sam, poi imboccarono il 
sentiero di destra. Dopo aver camminato per altri cinque minuti, 
giunsero a una rampa di quarantacinque gradi dentro cui erano 
stati ricavati dei gradini rudimentali. Alla sua base si ritrovarono 
davanti non a un sentiero ma a un traballante ponte sospeso il cui 
fianco sinistro era agganciato al dirupo mediante grosse viti. Il 
ponte era infestato da rampicanti talmente avvinghiati ai sostegni 
e ai cavi metallici che la struttura sembrava per met artificiale, 
per met naturale. 
Ho la netta sensazione che stiamo per infilarci dove non 
dovremmo, mormor Remi. 
Forza, disse Sam. E pittoresco. 
Con te, quell'aggettivo  sinonimo di 'pericoloso'. 
Cosi mi offendi. 
Riesci a vedere fin dove si spinge? 
No. Tienti stretta al lato del dirupo. Se la campata cede, i 
rampicanti probabilmente reggeranno. 
Un'altra parola carina: 'probabilmente'. 
Sam fece un passo avanti, spostando leggermente il peso sulla 
prima tavola. A parte un lieve scricchiolio, il legno non si mosse. 
Fece un altro passo cauto, poi un altro e un altro ancora, finch 
non ebbe percorso tre metri. 
Finora, tutto bene! grid alle sue spalle. 
Sto arrivando. 
Il ponte si rivel lungo solo una trentina di metri. Sul lato 
opposto, il sentiero procedeva, scendendo a spirale lungo il 
pendio, per poi risalirlo. Pi avanti, gli alberi iniziarono a diradarsi.
Secondo round, disse Sam a Remi. 
Che cosa? gli rispose, prima di fermarsi bruscamente dietro 
di lui. Oh, no. 
Un altro ponte sospeso. 
Allora  un'abitudine... disse Remi. 
Aveva ragione. Sul lato opposto del secondo ponte trovarono un 
altro tratto di sentiero, seguito dall'ennesimo ponte. Per i 
successivi quaranta minuti, lo schema si rinnov: sentiero, ponte, 
sentiero, ponte. Alla fine, al quinto tratto di sentiero, Sam fece 
una sosta e controll mappa e bussola. Ci siamo quasi, 
mormor. L'ingresso della grotta  da qualche parte sotto di 
noi. 
Si divisero, facendo su e gi per il sentiero alla ricerca di un 
punto da cui scendere. Lo trov Remi. Sul lato del sentiero affacciato
sul fiume, una scaletta metallica arrugginita fissata al 
tronco di un albero penzolava nel vuoto. Sam si lasci cadere 
sulla pancia e, con le mani di Remi strette intorno alla cintura, si 
spinse in avanti nella boscaglia. Retrocedette, dimenandosi. 
C' una sporgenza rocciosa, disse. La scaletta si interrompe
poco meno di due metri pi in alto. Dovremo lasciarci 
cadere. 
Ci mancherebbe altro, rispose Remi, con un sorriso forzato. 
Vado io per primo. 
Sulle ginocchia, Remi si sporse in avanti e baci Sam. Bully 
King ti fa un baffo. 
Sam sorrise. Anche a te. 
Si tolse lo zaino e lo consegn a Remi, quindi avanz a passo 
di granchio tra gli arbusti. Cinse il tronco dell'albero con entrambe
le braccia, poi si cal lentamente, con le gambe a penzoloni
e i piedi a sondare l'aria, finch non trov il piolo pi alto 
della scala. 
Ci sono, disse a Remi. Inizio la discesa. 
Scomparve alla vista. Una trentina di secondi dopo, grid: 
Sono gi. Lascia cadere gli zaini dal ciglio! Remi strisci in 
avanti e lasci cadere il primo. 
Preso. 
La donna lasci cadere il secondo zaino. 
Preso. Vieni gi. Ti guido io. 
Sto arrivando. 
Quando ebbe raggiunto il penultimo piolo, con la parte inferiore
del corpo sospesa nell'aria, Sam si sporse e le cinse le cosce
con le braccia. Sei nelle mie mani. 
Lei si lasci andare e Sam la fece scendere sulla sporgenza. 
Remi raddrizz la lampada sul casco che si era messa di traverso e 
poi si guard intorno. La cengia su cui si trovavano aveva 
un'ampiezza di due metri scarsi e si allungava per diverse decine 
di centimetri sul fiume. Sulla parete del dirupo c'era l'ingresso 
vagamente ovale di una grotta, sbarrato da una recinzione 
antivento avvitata nella roccia. L'angolo sinistro inferiore della 
recinzione era staccato dalla roccia. Un cartello bianco a caratteri 
rossi in nepalese e inglese era attaccato alla roccia: PERICOLO. 
PROPRIET PRIVATA. VIETATO ENTRARE. 
Sotto le parole c'era il disegno grezzo di un teschio con le ossa 
incrociate. 
Remi sorrise. Guarda, Sam,  il simbolo universale dell'aggettivo
'pittoresco'. 
Spiritosa, ribatt lui. Pronta a fare la speleologa? 
Ho mai risposto di no a una domanda del genere? 
Mai, povera cara. 
Fa' strada. 
Il loro sospetto che la grotta fosse stata chiusa per impedire ai 
curiosi di perdersi o farsi male ebbe conferma qualche secondo 
dopo che si furono intrufolati nel varco della recinzione. Mentre si 
aiutava con le mani per alzarsi, il braccio di Sam scivol in una 
spaccatura del pavimento poco pi grande del suo avambraccio. 
Se si fosse mosso a un passo anche solo moderato, si sarebbe rotto 
qualche osso; se fosse successo mentre camminava, si sarebbe 
trattato della caviglia. 
Cattivo presagio o chiaro avvertimento? chiese a Remi con 
un sorrisino, mentre lei lo aiutava a rialzarsi. 
Il secondo, direi. 
Motivo 640 per cui ti amo, ribatt lui. La solita ottimista. 
Puntarono le torce nella galleria. Era abbastanza ampia per 
consentire a Sam di allargare quasi del tutto le braccia, ma solo di 
qualche centimetro pi alta di Remi, costringendo Sam a curvare 
le spalle. Il fondo era irregolare. 
Sam gir la testa, annusando. Sa di asciutto. 
Remi pass un palmo sul pavimento e sulla parete. E 
asciutto. 
Con un po' di fortuna, non ci sarebbe stata umidit, o quasi. 
Infilarsi in una grotta asciutta era di per s rischioso. L'acqua lo 
rendeva pericoloso: pavimenti, volte e pareti potevano crollare di 
colpo. Ci malgrado, sapevano che qualche affluente nascosto del 
fiume Bagmati poteva scorrere sotto i loro piedi e che, dunque, la 
compattezza della grotta sarebbe potuta cambiare con preavviso 
scarso, se non nullo. 
Avanzarono con Sam in testa. La galleria svoltava bruscamente
a sinistra, poi a destra, quindi si ritrovarono di fronte al 
loro primo ostacolo, anche in questo caso creato dall'uomo: una 
serie di sbarre verticali metalliche che andavano da parete a 
parete, piantate nel pavimento e nel soffitto. 
Non scherzano affatto, disse Sam, puntando la torcia sull'acciaio arrugginito. Quanti curiosi si erano infilati con successo 
nel varco della recinzione antivento all'ingresso per poi vedere 
frustrati i propri sforzi in quel punto? si chiese Sam. 
Remi si inginocchi davanti alle sbarre. Una a una, le scosse 
tutte. Al quarto tentativo, il metallo produsse un rumore stridulo. 
Si gir sorridendo verso Sam. La meraviglia dell'ossidazione. 
Dammi una mano. 
Insieme, si misero a spingere la sbarra avanti e indietro finch 
non inizi lentamente ad allentarsi. Frammenti di pietra e polvere 
piovvero dal soffitto. Dopo due minuti di sforzi, la sbarra si 
stacc, cadendo a terra con un fragore che echeggi in 
tutta la galleria. Sam afferr la sbarra e la trascin oltre il varco. 
Ne studi le estremit. 
E stata tagliata, mormor, per poi mostrarla a Remi. 
Cannello ossiacetilenico? 
Non ci sono bruciature. Seghetto da ferro, direi. 
Punt la torcia elettrica nell'incavo vuoto della sbarra sul pavimento
e vide, pochi centimetri pi in basso, un moncone 
metallico. 
Sam guard Remi. Il mistero si infittisce. Qualcuno  gi 
stato qui. 
E non voleva farlo sapere a nessuno, aggiunse lei. 
Dopo una breve pausa per consentire a Sam di orientarsi con la 
bussola e di abbozzare una mappa approssimativa sul suo taccuino
Moleskine, si infilarono nel varco, risistemarono la sbarra, 
raddrizzandola, e procedettero. La galleria assunse un andamento 
a zigzag, inizi a restringersi e presto il soffitto si abbass a un 
metro e venti e i gomiti di Sam e Remi sbatterono contro le pareti. 
Il fondo inizi a inclinarsi verso il basso. Misero via le torce e 
accesero le lampade sui caschi. L'inclinazione del pavimento 
aument finch furono costretti ad affrontare i trenta gradi di 
pendenza, scendendo a scaletta, utilizzando le sporgenze di roccia 
come appigli per mani e piedi. 
Fermati, disse Remi d'un tratto. Ascolta. 
Da un punto non lontano giunse un gorgoglio. 
Sam disse: Il fiume. 
Scesero ancora per circa sei metri e la galleria si appiatt, trasformandosi
in un breve corridoio. Sam avanz, ancheggiando, 
fino al punto in cui il pavimento si inclinava di nuovo, stavolta 
verso l'alto. 
E pressoch verticale! grid alle sue spalle. Se facciamo 
attenzione, dovremmo riuscire a scalare... 
Sam, da' un'occhiata. 
Lui si volt e torn dove si trovava Remi, con la testa sollevata 
per fissare la parete. Nel fascio della lampada del suo casco, 
un oggetto grosso pi o meno come una moneta da mezzo dollaro 
affiorava dalla roccia. 
Sembra di metallo, disse Sam. Qui, sali a bordo. 
Sam si chin e Remi gli sal sulle spalle. Lui si alz lentamente,
dandole il tempo di stabilizzarsi contro la parete. Dopo 
qualche secondo, lei disse: E un arpione ferroviario. 
Che cosa? 
Remi ripet. Affonda nella roccia fino alla testa. Aspetta... 
Credo di poter... Ecco! Tiene saldamente, ma sono riuscita a tirarlo
fuori di qualche centimetro. Ce n' un altro, Sam, circa 
mezzo metro pi in alto. E un altro ancora. Sto per alzarmi. 
Pronto? 
Va. 
Lei si alz in tutta la sua altezza. Ce n' una serie, disse. 
Salgono per circa sei metri fino a quella che sembra una cengia. 
Sam riflett rapidamente. Ce la fai a tirar fuori il secondo? 
Aspetta un attimo... Fatto. 
Okay, adesso scendi, sugger Sam. Quando lei fu di nuovo a 
terra, le disse: Brava. 
Grazie, gli rispose. Mi viene in mente solo un motivo per 
cui siano stati sistemati cos in alto. 
Perch nessuno li notasse. 
Remi annu. Sembrano piuttosto vecchi. 
Del 1973 circa? si chiese ad alta voce Sam, riferendosi all'anno
della scomparsa di Lewis King. 
Possibile. 
Se non mi sbaglio, sembra che Bully o qualche altro speleologo
fantasma si sia costruito una scala a pioli. Ma per andare 
dove? 
Mentre le parole di Sam si spegnevano, puntarono le lampade 
dei caschi sulla parte superiore della parete. 
C' un modo per scoprirlo, ribatt Remi. 
Gola di Chobar, Nepal 
Come scala a pioli, l'allineamento verticale degli arpioni avrebbe 
reso difficile la salita di Sam, sempre che fosse riuscito a raggiungere
il primo piolo. Srotol la corda, fece un nodo scorsoio a 
entrambe le estremit e per due minuti tent di prendere al laccio 
il secondo arpione. Quando ci riusc, utilizz un pezzo di corda da 
paracadute per legare con un nodo prusik una sorta di staffa alla 
corda, in maniera da arrampicarsi e scivolare lungo il muro. 
Con un piede sul piolo pi basso e la mano sinistra stretta 
intorno al secondo piolo, sciolse il nodo scorsoio e se lo attacc 
all'imbragatura. Poi si protese verso l'alto, fece scivolare all'infuori 
il terzo arpione e inizi a salire. Cinque minuti dopo, era in 
cima. 
Non che io abbia voglia di provarci, grid dall'alto Sam, 
ma ci sono giusto gli appigli sufficienti per compiere l'ascesa 
senza gli arpioni. 
In tal caso, deve esserci voluta una certa perizia per sistemarli.
 
Nonch forza. 
Cosa vedi? grid Remi. 
Sam si guard intorno finch la sua lampada illumin la cengia 
di roccia. Un'intercapedine praticabile. Non molto pi larga 
delle mie spalle. Aspetta, ti getto una corda. 
Estrasse il penultimo arpione e al suo posto inser un friend da 
arrampicata (di quelli a camme mobili), che si blocc dentro il 
buco. A questo fiss prima un moschettone e poi la corda. Butt il 
rotolo a Remi. 
Preso, gli disse lei. 
Aspetta l. Vado in avanscoperta. Non ha senso stare tutti e 
due quass, se  una via senza uscita. 
Due minuti e poi vengo a cercarti. 
Oppure, se senti un grido e un tonfo, a seconda di quello che 
viene prima. 
Non sono ammessi n gridi n tonfi, lo ammon Remi. 
Torno prestissimo. 
Sam si sistem meglio, finch non ebbe entrambi i piedi posati 
sull'arpione pi alto e le braccia puntellate contro la cengia 
rocciosa. Fece un respiro, raggomitol le gambe e si stacc facendo
leva sulle braccia, proiettando il tronco sulla cengia. Strisci
lentamente in avanti, finch le sue gambe non furono pi 
sospese nel vuoto. 
La lampada di Sam penetr solo di tre metri o poco pi davanti 
a s. Poi, il buio pesto. Si lecc l'indice e lo sollev. L'aria era 
immobile: non un bel segnale. In genere, entrare in una grotta era 
la parte facile. Era spesso pi difficile uscirne ed ecco perch un 
bravo speleologo era sempre alla ricerca di uscite secondarie. La 
cosa valeva soprattutto nel caso di formazioni non mappate come 
quella. 
Sam si avvicin l'orologio alla faccia e fece partire il cronometro.
Remi gli aveva dato due minuti e, conoscendo sua moglie, 
dopo due minuti e un secondo avrebbe dato inizio all'arrampicata 
sulla corda. 
Si mise a strisciare in avanti. Il suo equipaggiamento sferragli 
e gratt sul fondo di roccia, producendo un rumore incredibilmente
forte in quello spazio angusto. Tonnellate. Quella 
parola si fece spontaneamente strada nella sua mente. In quel 
momento, sul suo corpo incombevano innumerevoli tonnellate di 
roccia. Allontan quel pensiero e seguit ad avanzare, stavolta pi 
lentamente, con la parte primordiale del cervello che gli diceva: 
Procedi con cautela, per evitare che il mondo ti crol i intorno. 
Super quota sei metri e si ferm per controllare l'orologio. Se 
n'era andato un minuto. Continu a strisciare. La galleria svoltava 
a sinistra, poi a destra, per poi iniziare a salire, dapprima 
delicatamente, poi in maniera pi costante, finch fu costretto ad assumere un'andatura personalizzata da camino per 
riuscire ad avanzare. Quasi dieci metri coperti. Di nuovo il momento
di controllare l'orologio. Meno trenta secondi. Super una 
gibbosit nel pavimento e si ritrov in un'area pi ampia, piatta. 
Di fronte a lui, la lampada del casco illumin un'apertura ampia 
quasi il doppio dell'intercapedine. 
Grid dietro di s: Remi, ci sei? 
Ci sono! fu la risposta attutita. 
Credo di .aver trovato qualcosa. 
Arrivo. 
Se la sent strisciare alle spalle man mano che la lampada di 
Remi illuminava le pareti e il soffitto. Lei gli afferr un polpaccio 
e gli diede una strizzatina affettuosa. Come stai? 
Per quanto, sotto il profilo clinico, Sam non fosse claustrofobico, 
c'erano momenti in ambienti particolarmente angusti in 
cui era costretto a esercitare uno stretto controllo sulla sua mente. 
Stava vivendo uno di quei momenti. Era, gli aveva detto Remi, 
l'aspetto negativo di avere una fervida immaginazione. Le 
possibilit si trasformavano in probabilit e una grotta per il resto 
stabile si tramutava in una trappola mortale pronta a sprofondare 
nelle viscere della terra al minimo sussulto. 
Sam, ci sei? chiese Remi. 
S. Stavo ripassando In the Midnight Hour di Wilson Pickett... 
Sam era un discreto pianista e Remi una discreta violinista. 
Ogni tanto, quando ne avevano il tempo, si esercitavano in duetti. 
Per quanto la musica di Pickett non si prestasse molto a strumenti 
classici, da appassionati di vecchio soul americano, ne 
apprezzavano la sfida. 
Cos'hai scoperto? chiese Remi. 
Che ci vorranno ancora molte prove. E che la mia voce blues 
ha bisogno di ulteriore... 
L davanti, intendo dire... 
Ah. Un'apertura. 
Fa' strada. Questa intercapedine  troppo stretta per i miei 
gusti. 
Senza che Remi lo vedesse, Sam sorrise. Sua moglie gli stava 
usando una gentilezza. Per quanto l'ego maschile di Sam non 
fosse fragile, Remi sapeva pure che offrire un modo per salvare la 
faccia era una prerogativa femminile. 
Eccoci, ribatte Sam, iniziando a strisciare in avanti. 
Ci volle solo una trentina di secondi per raggiungere l'apertura. 
Sam si spinse lentamente in avanti, finch non ebbe messo fuori la 
testa. Si guard intorno e poi disse alle sue spalle: Una fossa 
circolare dal diametro di circa tre metri. Non si vede il fondo, ma 
sento un gorgoglio, probabilmente un ramo sotterraneo del 
Bagmati. Dalla parte opposta alla nostra c' un'altra apertura, pi 
in alto di circa tre metri e mezzo, per. 
Allegria! Come sono le pareti? 
Stalagmiti diagonali, le pi grandi pi o meno grosse come 
una mazza da baseball, le altre circa la met. 
Nessuna scala a pioli di arpioni a portata di mano? 
Sam diede un'altra occhiata, puntando la lampada del casco 
sulle pareti della fossa. No, grid, nell'eco della sua voce, ma 
proprio sulla mia testa pende un arpione. 
Prego? Hai detto... 
S,  attaccato alla parete mediante quello che sembra un 
cordone di cuoio. C' un pezzetto di cordone sotto l'arpione con 
un frammento di legno attaccato.. 
Una trappola elastica, comment Remi. 
E quello che penso anch'io. 
Di trappole simili - concepite per sventare eventuali intrusioni
- ne avevano gi viste in tombe, fortezze e bunker primitivi. 
Per quanto vecchia fosse quella trappola, con ogni probabilit era 
stata concepita perch l'arpione si conficcasse nel collo 
dell'ignaro intruso. La domanda era: quella trappola cosa avrebbe 
dovuto proteggere? 
Descrivi l'arpione, disse Remi. 
Far di meglio. Sam rotol sulla schiena, si puntell con i 
piedi contro il soffitto e si spinse avanti con le anche finch la 
parte superiore del suo tronco spunt fuori dall'apertura. 
Attento... lo ammon Remi. 
...  il mio secondo nome, fin la frase Sam. Be', questo  
interessante. C' un solo arpione, ma ci sono altri due punti di 
aggancio. I due arpioni sono caduti oppure hanno fatto delle 
vittime. 
Si protese verso l'alto, afferr l'asta dell'arpione sopra la punta 
e tir. Malgrado sembrasse quasi del tutto marcio, il cuoio risult 
sorprendentemente forte. Solo dopo che Sam ebbe scosso l'asta 
avanti e indietro, il cordone cedette. Rote l'arpione, 
maneggiandolo a mo' di manganello, poi lo fece scivolare indietro 
lungo il suo corpo, verso Remi. 
Ce l'ho, disse la donna. Qualche secondo dopo: Non ha 
un'aria familiare. Non sono un'esperta di armi, sia chiaro, ma non 
ne ho mai vista una fatta cos. E molto vecchia, almeno seicento 
anni, penso. Le scatto qualche foto nell'eventualit che non si 
possa tornare a prenderla. 
Remi estrasse la macchina fotografica dallo zaino e scatt una 
decina di foto. Nel frattempo, Sam diede un'occhiata pi minuziosa
nella fossa. Non vedo altre trappole. Sto cercando di 
immaginare l'aspetto che deve aver avuto alla luce delle torce. 
'Terrificante'  l'aggettivo giusto, rispose Remi. Rifletti. 
Almeno uno dei tuoi amici  appena stato infilzato alla nuca da un 
arpione ed  precipitato in una fossa apparentemente senza fondo 
e tu hai solo una torcia tremolante per farti luce. 
Abbastanza per scoraggiare persino l'esploratore pi audace, 
convenne Sam. 
Ma non noi, ribatt Remi con un sorriso che Sam percep 
nella sua voce. Qual  il piano? 
Dipende tutto da quelle stalagmiti. Ti sei portata dietro la 
corda che ci eravamo lasciati alle spalle? 
Eccola. 
Sam si sporse all'indietro finch non tast la mano tesa di 
Remi, afferr il moschettone e tir la corda verso di s. Fece 
prima un nodo scorsoio all'estremit libera, seguito da un nodo di 
fermo, e vi agganci il moschettone, come contrappeso. Dimen il 
corpo finch ebbe le braccia fuori dall'apertura, poi gett la cima 
oltre la fossa, prendendo di mira una grossa stalagmite, qualche 
decina di centimetri sotto l'apertura della galleria opposta. Manc 
il bersaglio, recuper la corda, riprov, stavolta facendo finire il 
nodo scorsoio sulla punta della sporgenza. Scosse leggermente la cima finch il nodo scivol fino alla 
base della stalagmite e poi lo strinse con forza. 
Ti spiace darmi una mano con un test sotto sforzo? chiese 
Sam a Remi. Al tre, tira con tutta la forza che hai. Uno... due... 
tre! 
Insieme, sollevarono la corda, facendo del loro meglio per 
strappare la stalagmite dalla roccia. Nessun cedimento. Dovremmo
poter stare tranquilli, disse Sam. Prova a cercare una 
crepa nella parete e... 
Sto cercando... Ne ho trovata una. 
Remi fece scivolare un friend da arrampicata nella crepa e vi 
fece scorrere dentro la corda, per poi farla passare da un moschettone
a cricchetto. Recupera l'imbando. 
Sam lo fece, tirando la corda mentre Remi faceva scivolare il 
moschettone verso la camma, finch la cima entr in tensione. 
Sam le diede uno strattone di prova. Mi sembra che vada bene. 
Remi disse: Immagino che sia inutile dire... 
Cosa? Che devo fare attenzione? 
S. 
E inutile. Ma  comunque carino sentirtelo dire. 
Buona fortuna. 
Sam strinse entrambe le mani intorno alla corda e avanz, 
dimenando le anche, trasferendo lentamente il peso sulla cima. 
Com' la camma? chiese. 
Salda. 
Sam inspir per calmarsi, poi tir fuori la parte inferiore delle 
gambe dall'intercapedine. Rest sospeso nell'aria, senza osare 
muoversi, studiando la curvatura della corda e ascoltando eventuali
schianti di rocce spaccate, per una decina di secondi. A quel 
punto, tir su le gambe, agganci le caviglie alla cima e inizi ad 
attraversare lentamente la fossa. 
Da questa parte, tiene! grid Remi quando Sam fu a met 
percorso. 
Sam raggiunse la parete opposta, spost prima una mano e poi 
l'altra sulla stalagmite, poi fece oscillare le gambe verso l'alto e 
piant il tallone destro contro un'altra sporgenza. Sondando il proprio peso, si contorse fino a sedersi in cima alla stalagmite.
Fece una breve pausa per prendere fiato e poi si alz lentamente
finch non si trov alla stessa altezza dell'apertura. Un 
aiutino con le mani e una spinta per staccarsi dalla stalagmite e fu 
dentro l'intercapedine. 
Torno subito! grid a Remi, prima di entrare a tentoni. Fu 
di ritorno una trentina di secondi dopo. Promettente. Pi avanti 
si allarga. 
Sto arrivando, disse Remi. 
In due minuti fu dall'altra parte, con Sam che la tirava dentro 
l'apertura. Giacquero fermi insieme per qualche istante, godendosi 
la sensazione della roccia salda sotto di loro. 
Mi ricorda tanto la nostra terza uscita galante, disse Remi. 
La quarta, la corresse Sam. La terza uscita  stata a cavallo.
La quarta  quella da rocciatori... 
Remi sorrise e lo baci su una guancia. E c' qualcuno che 
dice che i ragazzi non si ricordano certe cose... 
Chi  questo qualcuno? 
Qualcuno che non ti ha incontrato. Remi punt la lampada 
del casco intorno a s. Indicazioni della presenza di trappole? 
Non ancora. Terremo gli occhi bene aperti, ma, se la tua stima 
sull'et di quell'arpione  corretta, dubito che qualsiasi 
meccanismo di innesco possa essere ancora efficiente. 
Le ultime parole famose. 
Hai il permesso di scriverlo sulla mia lapide. Andiamo. 
Sam inizi a strisciare, seguito da Remi. Come Sam aveva 
promesso, qualche secondo dopo l'intercapedine si apr in una 
specie di anfratto a fagiolo, largo circa sei metri e alto un metro e 
mezzo. La parete opposta presentava tre fenditure verticali, 
ognuna non pi ampia di cinquanta centimetri. 
Si alzarono e avanzarono, chini, fino alla prima fenditura. Sam 
vi punt dentro la sua lampada. Vicolo cieco, disse. Remi 
controll quella successiva: un altro vicolo cieco. La terza 
fenditura, per quanto pi profonda di quelle vicine, si spingeva 
all'interno solo di una mezza decina di passi. 
Be', che delusione, disse Sam. 
Forse no, mormor Remi, prima di avvicinarsi alla parete 
destra, con la lampada del casco orientata verso quella che sembrava
una fessura orizzontale di roccia pi scura, l dove la parete 
incontrava il soffitto. Man mano che si avvicinavano, la fessura 
parve farsi pi alta, fino al soffitto, finch capirono di aver davanti 
una spaccatura-galleria. 
Sam e Remi, fianco a fianco, sbirciarono nell'apertura, che si 
allontanava da loro a un'inclinazione di quarantacinque gradi, 
salendo per circa sei metri, prima di superare una cunetta irregolare
sul fondo. 
Sam, vedi quello che... 
Penso di s. 
Dalla gibbosit nel pavimento spuntava quella che sembrava 
essere la suola di uno stivale. 
Gola di Chobar, Nepal 
La mancanza di carro armato sulla suola dello stivale fece capire 
a Sam e Remi che quello che avevano di fronte non era un articolo
calzaturiero moderno, e il dito scheletrico che spuntava da 
una chiazza marcia dello stivale indicava che il suo padrone aveva 
da tempo abbandonato questo mondo. 
E strano che una cosa come questa non mi sconvolga pi? 
chiese Remi, fissando il piede. 
La nostra bella dose di scheletri l'abbiamo avuta, convenne 
Sam. Sorprese del genere erano parte integrante del loro lavoro. 
Vedi fili sospetti? 
No. 
Guardiamoci intorno. 
Sam punt le gambe contro una parete, schiena contro schiena 
e consent a Remi di utilizzare le sue braccia per tirarsi su. Lui 
risal la china e super la cunetta sul terreno. Dopo aver orientato 
la lampada del casco in tutto quello spazio, grid: Via libera. 
Questo devi proprio vederlo, Remi! 
Lei fu al suo fianco in un istante. Inginocchiandosi insieme, 
esaminarono lo scheletro. 
Al sicuro dagli elementi e dai predatori e chiusi nell'ambiente 
abbastanza asciutto della grotta, i resti si erano semimummificati. Gli abiti, che sembravano essere per lo pi di cuoio laminato
e a strati, erano quasi intatti. 
Non vedo segni evidenti di traumi, disse Remi. 
Et? 
Da un calcolo approssimativo... almeno seicento anni. 
Pi o meno la stessa epoca dell'arpione. 
Esatto. 
Sembra una divisa, disse Sam, toccando una manica. 
Cos la cosa ha ancora pi senso, ribatt Remi, puntando il 
dito. Da quello che un tempo era stato un fodero da cintura 
spuntava l'elsa di un pugnale. Fece una panoramica dell'ambiente 
con la lampada del casco e poi mormor: Casa dolce casa. 
Casa, forse, ribatt Sam, ma... dolce? Tutto  relativo, 
suppongo. 
A qualche passo dalla zona piatta su cui giaceva lo scheletro, 
la galleria si allargava in un anfratto di una decina di metri quadrati.
Dentro diverse nicchie scavate a mano nelle pareti di roccia 
c'erano moccoli di candele grossolane. Alla base di una parete, 
nascosti in un incavo naturale, c'erano i resti di un fuoco e, poco 
distante, un mucchietto di ossicini animali. In fondo all'anfratto 
c'erano i resti di quello che sembrava un rotolo di coperte e, l 
accanto, una spada nel fodero, cinque o sei lance mal affilate, un 
arco e una faretra contenente otto frecce. Sul resto del pavimento 
era sparpagliato un campionario di oggetti: un secchio, un rotolo 
di corda quasi del tutto marcia, una sacca di cuoio, uno scudo 
rotondo di legno e cuoio, uno scrigno di legno... 
Remi si alz e si mise a camminare in tondo. 
Di certo, si aspettava compagnia ostile, osserv Sam. Ha 
tutta l'aria di essere stata una resistenza disperata. Ma a che scopo?
 
Forse, ha a che fare con questa, disse Remi, chinandosi 
accanto allo scrigno di legno. Sam la raggiunse. Lo scrigno, 
grande pi o meno come un divanetto, era un cubo perfetto di 
legno duro scuro, dall'abbondante verniciatura, con tanto di 
cinghie di cuoio per trasportarlo, su tre lati, e doppie cinghie per 
caricarselo sulle spalle, sul quarto. Sam e Remi non individuarono 
cerniere n serrature. Le giunture erano cos precise da risultare 
invisibili. Sulla parte superiore dello scrigno erano incisi quattro 
intricati caratteri asiatici. 
Riconosci la lingua? chiese Sam. 
No. 
E davvero notevole, disse Sam. Persino con gli strumenti della falegnameria moderna ci vuole un'incredibile abilit per 
creare una cosa simile. 
Diede un colpetto con le nocche sul lato e ottenne un tonfo 
secco. Non si direbbe che sia vuoto. Scosse delicatamente lo 
scrigno da un lato all'altro. Da dentro giunse un debole tintinnio. 
Ma lo . Ed  pure piuttosto leggero. Non vedo altri segni. Tu? 
Remi si protese verso il basso e oscill da un lato all'altro, 
esaminandolo. Scosse la testa. Il fondo? Sam la inclin. Remi 
diede un'occhiata e poi disse: Nulla, neppure l. 
Qualcuno ha faticato tanto per realizzarlo, disse Sam, e si 
direbbe che il nostro amico fosse pronto a dare la vita per 
proteggerlo. 
Potrebbe esserci dell'altro, aggiunse Remi. A meno che 
non ci siamo imbattuti nella madre di tutte le coincidenze, credo 
che abbiamo trovato quello che Lewis King stava cercando. 
Se cos fosse, come ha fatto a sfuggirgli? Ci  andato cos vicino...
 
Sarebbe riuscito a sopravvivere, continu Remi, se non ce 
l'avesse fatta a superare la fossa? 
C' solo una persona che pu rispondere a questo. 
Si misero di impegno a documentare il contenuto della grotta. 
Non sapendo quando sarebbero tornati e potendo portarsi dietro 
solo piccola parte dei manufatti, avrebbero dovuto fare affidamento
su foto digitali, disegni e appunti. Fortunatamente, gli 
studi di Remi le permettevano di farlo. Dopo due ore di lavoro 
scrupoloso, dichiar conclusa l'operazione. 
Aspetta, disse Remi, per poi inginocchiarsi accanto allo 
scudo. 
Sam fece altrettanto. Che c'? 
Questi graffi... la luce me li ha fatti notare. Credo che... Si 
protese, fece un respiro profondo e soffi sulla superficie dello 
scudo: un cumulo di polvere di cuoio marcio si disperse. 
Non  un graffio, osserv Sam, soffiando via altra polvere 
pi e pi volte, finch la superficie dello scudo fu sgombra. 
Come aveva sospettato Remi, i graffi erano un'incisione 
marchiata a fuoco nel cuoio. 
E un drago? chiese Remi. 
Oppure un dinosauro. Probabilmente il suo stemma o quello 
del suo reparto, ipotizz Sam. 
Remi scatt cinque o sei foto all'incisione e poi si alzarono. 
Baster, disse. E la cassa? 
Dobbiamo portarcela dietro. L'istinto mi dice che  stata il 
motivo per cui il nostro amico si  barricato qui dentro. Quale che 
sia il suo contenuto, si trattava di qualcosa per cui lui pensava 
valesse la pena morire. 
Sono d'accordo. 
Sam impieg solo qualche minuto a creare un'imbragatura di 
cinghie di fortuna che gli consent di sistemarsi la cassa sullo 
zaino. Diedero un'ultima occhiata alla grotta, rivolsero un cenno 
d'addio allo scheletro e se ne andarono. 
Facendo strada, Sam strisci fino al margine della fossa e diede 
una sbirciata in basso. Questo s che  un problema. 
Puoi essere un po' pi preciso? disse Remi. 
La corda dall'altra parte si  staccata. Penzola nella fossa. 
Ce la fai a sistemare un... 
Certo non in sicurezza. Siamo sopra l'altra apertura. A questa
inclinazione, se cerco di fissare il nodo scorsoio, scivoler via. 
Non ci sarebbe modo di recuperare l'imbando. 
Il che ci lascia un'unica opzione. 
Sam annu. Calarsi. 
Sam impieg meno di un minuto per assicurarsi alla cima. 
Mentre lo faceva, Remi sistem un secondo punto di fissaggio, 
piantando a martellate un chiodo da roccia in una crepa appena 
pi in alto dell'apertura. Una volta pronto, Sam inizi una lenta 
discesa a corda doppia, posando i piedi sulle stalagmiti sporgenti 
e girandovi intorno, mentre Remi lo teneva d'occhio dall'alto, 
dicendogli di quando in quando di fare una pausa e di sistemare la 
posizione per evitare lo sfregamento della corda sugli spuntoni. 
Dopo essersi mosso con cautela per due minuti, si ferm. Ho 
raggiunto l'altra camma. Buona notizia: la camma si  staccata. 
Se la corda si fosse spezzata, avrebbero dovuto giuntare la cima
restante all'estremit staccata. Ora aveva una ventina di metri 
di cima sotto di s. Che bastasse a raggiungere il fondo o meno 
per ora restava un'incognita. Se ci che li attendeva era l'acqua 
gelida del fiume Bagmati, avrebbero avuto al massimo una 
quindicina di minuti per trovare una via d'uscita prima di 
soccombere all'ipotermia. 
Lo prendo come buon auspicio, ribatt Remi. 
Un piede dopo l'altro, un passo cauto dopo l'altro, Sam continu
la discesa, finch la lampada del suo casco si ridusse a un 
rettangolino di luce. 
Non ti vedo pi! grid Remi. 
Non preoccuparti. Se cado, far in modo di lanciare un grido 
adeguatamente terrorizzato. 
Non ti ho mai sentito gridare in vita tua, Fargo. 
E non mi sentirai nemmeno stavolta, incrociando le dita. 
Come sono le pareti? 
Alte... Wow! 
Cosa? 
Nessuna risposta. 
Sam! 
Sto bene. Ho solo perso l'appoggio per un istante. Le pareti 
si stanno facendo ghiacciate. Deve essere la condensa dell'acqua 
che c' in basso. 
Quant' brutta la situazione? 
Solo uno strato sottile sulle pareti. Per non mi fido di nessuna
stalagmite. 
Torna su. Troveremo un altro sistema. 
Vado avanti. Mi resta un'altra decina di metri di corda da 
sfruttare. 
Passarono due minuti. La lampada di Sam ormai era solo un 
puntino oscillante nel buio della fossa ogni volta che evitava una 
stalagmite. 
D'un tratto, si ud un rumore di ghiaccio che si spezzava. La 
lampada di Sam prese a girare vorticosamente, ammiccando a 
Remi come una luce stroboscopica. Prima che lei riuscisse ad 
aprire la bocca per chiamarlo, Sam grid: Sto bene. Sottosopra, 
ma sto bene! 
Spiegati meglio, per favore! 
Mi si  girata l'imbragatura e mi sono capovolto. Ma c' una 
buona notizia: ho l'acqua davanti agli occhi. Circa tre metri sotto 
la mia testa. 
Ho la sensazione che stia per arrivare un 'per'... 
La corrente  rapida, almeno tre nodi, e l'acqua sembra 
profonda. Ad altezza cintola, probabilmente. 
Per quanto tre nodi fossero una velocit pi lenta di una 
normale andatura al passo, la profondit e la temperatura dell'acqua moltiplicavano il rischio. Non solo sarebbe bastato un 
piccolo passo falso per essere travolti, ma lo sforzo necessario per 
mantenersi dritti avrebbe accelerato il processo ipotermico. 
Torna su, disse Remi. Senza discussioni. 
Okay. Dammi un secondo per... Aspetta un attimo. 
Dal buio giunsero altri crepiti di ghiaccio spezzato, seguiti da 
rumori di schizzi. 
Parlami, Fargo. 
Aspetta un attimo. 
Un'altra trentina di secondi di crepiti e poi la voce di Sam: 
Una galleria laterale! 
Dopo una decina di minuti di lavoro, Sam grid:  abbastanza 
grande! Ci si sta in piedi. Entro. Dammi un minuto per fissare la 
corda. Se Remi fosse finita nel fiume sotterraneo, quella 
precauzione avrebbe consentito a Sam di tirarla fuori, sempre che 
nel fiume, pi a valle, non vi fossero rocce pronte a dilaniarla. 
Terminata l'operazione, dopo che Sam si fu puntellato e fu 
pronto a recuperare l'imbando, Remi inizi la sua discesa. Pi 
leggera e un po' pi agile del marito, copri la distanza in meno 
tempo, fermandosi solo per consentire a Sam di recuperare f 
imbando dal punto di ancoraggio del chiodo da roccia. 
Finalmente apparve e si ferm all'altezza dell'ingresso della 
galleria laterale. Con le lampade puntate una contro l'altra, 
condivisero un sorriso di sollievo. 
Carino incontrarti qui, disse Sam. 
Cavolo! 
Cosa? 
Ero certa che avresti detto: 'Cosa ci fa una brava ragazza 
come te in una fossa senza fondo?' 
Sam rise. D'accordo, dovrai fare Superman, conciata come 
sei, e staccarti dalla parete opposta. Ti prender al volo. 
Remi riprese fiato per un attimo e poi sistem l'imbragatura, 
finch non si ritrov appesa perpendicolarmente nella fossa. 
Flettendo il corpo, inizi a oscillare lentamente finch riusc a 
staccarsi con la punta dei piedi dalla parete opposta. Altri tre 
movimenti come quello le consentirono di richiamare le gambe al 
massimo e di staccarsi di slancio. Tendendo le braccia, oscil  in 
avanti, cercando un appiglio con le mani. La parete laterale corse 
incontro alla sua faccia. Abbass il capo. Le sue braccia 
scivolarono dentro la galleria. Le mani di Sam si strinsero con 
forza intorno alle sue e lei si ferm di colpo. 
Presa! disse Sam. Stringimi il polso sinistro con entrambe 
le mani. 
Lei lo fece e Sam diede lentamente un po' di corda con la 
mano destra, per permetterle di arrampicarsi sul suo braccio. Una 
volta che la donna ebbe infilato il tronco nella galleria, Sam inizi 
a retrocedere, strisciando, finch anche le ginocchia di Remi non 
furono dentro. Si lasci cadere di schiena ed emise un sospiro di 
sollievo. 
Remi scoppi a ridere. Sam alz la testa e la guard. 
Che c'? 
Mi porti sempre in posti meravigliosi. 
Il prossimo sar un bel bagno caldo con le bollicine... per 
due. 
Questa s che  una proposta interessante.
...
Per quanto la galleria avesse un'ampiezza doppia rispetto a quella 
delle loro spalle e fosse abbastanza alta per consentire loro di 
camminare piegati in avanti, il suo pavimento era come il 
gruviera, cos zeppo di buche che riuscirono a intravedere la superficie
nera torbida del fiume che gli scorreva sotto i piedi. 
Pennacchi di aria fredda e di cristalli di ghiaccio schizzavano in 
.ilto dalle fenditure, creando una nebbia che scintillava e turbinava
nella luce delle loro lampade. Man mano che avanzavano, 
ghiaccioli sottili come matite si staccarono dal soffitto, infrangendosi
in terra come sporadiche campane eoliche. Per quanto in 
larga parte sgombro dal ghiaccio, il pavimento costellato da 
numerosi solchi li costrinse a puntellarsi nella loro avanzata, 
aumentando la fatica. 
Non per fare la guastafeste, disse Remi, ma noi diamo per 
scontato che da qui si vada da qualche parte. 
Certo che s, ribatt Sam dietro una spalla. 
E se ci sbagliamo? 
In tal caso, torniamo indietro, ci arrampichiamo sul lato 
opposto della fossa e ce ne andiamo da dove siamo venuti. 
I ,a galleria aveva un andamento serpeggiante, si alzava e si abbassava,
ma, secondo la bussola di Sam, puntava grosso modo a 
est. Fecero a turno nella conta dei passi, ma, senza un apparecchio 
GPS e potendosi avvalere soltanto della mappa disegnata da Sam, 
non avevano idea di quanta distanza stessero effettivamente 
coprendo. 
Dopo quello che ipotizz fosse stato un centinaio di metri, 
Sam grid di nuovo di fermarsi, trov una sezione abbastanza 
uniforme della galleria e si butt a terra. Dopo aver diviso qualche
sorso d'acqua e un quarto di quel che restava della loro carne 
secca e frutta disidratata, restarono seduti in silenzio ad ascoltare 
la corsa impetuosa dell'acqua sotto i loro piedi. 
Che ore sono? chiese Remi. 
Sam diede un'occhiata all'orologio. Le nove. 
Malgrado avessero detto a Selma dov'erano diretti, le avevano 
pure chiesto di non dare l'allarme fino al mattino seguente, 
ora locale. Persino allora, quanto ci sarebbe voluto prima che le 
autorit organizzassero una squadra di soccorso e iniziassero una 
ricerca? La loro unica fortuna stava nel fatto che quella galleria 
non si era ramificata: se avessero scelto di tornare indietro, non 
avrebbero avuto difficolt a ritrovare la fossa. Ma a che punto 
avevano preso quella decisione? C'era un'uscita dietro la 
prossima curva oppure a chilometri di distanza o, magari, non ne 
esistevano proprio? 
N Sana n Remi affrontarono l'argomento. Non ce n'era 
bisogno. I loro anni insieme e le avventure che avevano condiviso 
li avevano collocati sulla stessa lunghezza d'onda. In genere, 
bastava un'occhiata per capirsi. 
Non ti sottrarrai alla promessa del bagno caldo con le bollicine,
disse Remi. 
Mi sono dimenticato di dirti una cosa: ho aggiunto un 
massaggio rilassante al programma. 
Mio eroe. Si va? 
Sam annu. Mettiamo in preventivo un'altra ora. Se non si 
materializza un'uscita con tanto di tappeto rosso, torniamo indietro,
ci riposiamo e affrontiamo la fossa. 
D'accordo. 
Abituati alle fatiche, di tipo mentale quanto fisico, Sam e Remi 
presero il ritmo: venti minuti di avanzata, due minuti di pausa per 
riposare, bussola alla mano per orientarsi e aggiornare la mappa, 
poi di nuovo in movimento. Il tempo restante del tragitto pass 
rapidamente. Piede sinistro, piede destro, ripeti. Per non sprecare 
le batterie, Remi aveva da tempo spento la lampada del suo casco 
e Sam aveva regolato la sua al minimo, per cui si ritrovarono ad 
avanzare nel crepuscolo pi tenue. L'aria fredda che saliva dal 
pavimento sembrava ancor pi fredda, il loro appoggio pi duro 
da mantenere, con il tintinnio dei ghiaccioli in caduta che destava 
le loro menti intorpidite. 
D'un tratto, Sam si arrest. Remi, i cui riflessi si erano dimezzati,
gli fin addosso. 
Sam sussurr: La senti? 
Cosa? 
Aria fredda. 
Sam, ... 
No, sulle nostre facce. Davanti. Puoi tirar fuori Y accendino 
dal mio zaino? 
Remi lo fece e glielo consegn. Sam fece qualche passo avanti, 
cercando una zona compatta del fondo della galleria, tra un 
pennacchio e l'altro. Trov un punto adatto, si ferm e premette 
sull'accendino. Remi sgusci con qualche difficolt accanto a 
Sam e sbirci intorno al suo braccio. Una tremolante luce gialla 
danz sulle pareti ghiacciate. La fiamma vacill, poi si stabilizz 
e si raddrizz. 
Aspetta, mormor Sam, con gli occhi sulla fiamma. 
Trascorsero cinque secondi. 
La fiamma tremol, poi schizz su un fianco, di nuovo verso 
la faccia di Sam. 
Ecco! 
Sei sicuro? chiese Remi. 
Adesso Paria sembra persino pi calda. 
Pia illusione? 
Scopriamolo. 
Camminarono per circa tre metri, si fermarono, controllarono 
la fiamma dell'accendino, che si pieg ancora all'indietro, 
stavolta in maniera pi pronunciata. Procedettero per altri sei 
metri e ripeterono l'operazione con lo stesso risultato. 
Remi disse: Sento un sibilo. Vento. 
Anch'io. 
Un'altra quindicina di metri li port a una biforcazione della 
galleria. Con l'accendino davanti, Sam imbocc la galleria di 
sinistra, senza fortuna, e poi quella di destra. La fiamma tremol e 
poi un'improvvisa folata per poco non la spense. 
Sam si sfil lo zaino. Aspetta qui. Torno in un baleno. 
Accese la lampada del casco al massimo della potenza e spar 
nella galleria. Remi lo ud trascinare i piedi sul fondo, un rumore 
che si fece sempre pi tenue con il passare dei secondi. 
Remi controll l'orologio, attese dieci secondi e poi lo riconi 
roll. 
Sam? grid. 
Silenzio. 
Sam, rispondi... 
Davanti a lei, la lampada di Sam riapparve neiroscurit. 
Scusa, disse. 
Remi chin il capo. 
Niente tappeto rosso, continu Sam. Ma pensi che la luce 
del giorno possa bastare? 
Remi alz la testa e si godette il bel sorriso di Sam. Lo fiss a 
occhi stretti e gli diede un pugno su una spalla. Non sei divertente,
Fargo. 
Come anticipato da Sam, non c'era nessun tappeto rosso, ma, 
dopo aver camminato per circa sei metri, la condusse a qualcosa 
di meglio: una serie di gradini naturali che giravano intorno a un 
condotto in cima al quale, a una quindicina di metri di distanza, 
c'era una chiazza sfocata di luce solare. 
Due minuti dopo, Sam si stacc dall'ultimo gradino e si ritrov
a puntare lo sguardo lungo una breve galleria obliqua. I lati 
e il pavimento non erano di roccia, ma di terriccio. In fondo, al di 
l di un intrico di erbacce, si vedeva la luce del sole. Sam strisci 
in quella direzione, spinse le mani nell'apertura e poi si trascin 
fuori. Remi apparve qualche istante dopo e, insieme, giacquero 
supini nell'erba, sorridendo e fissando il cielo. 
Quasi mezzogiorno, sottoline Sam. 
Avevano passato tutta la mattinata sottoterra. 
Di colpo Sam si mise a sedere e si guard velocemente intorno.
Si sporse verso Remi e sussurr: Rumori di fondo di una 
radio. Una radio portatile. 
Sam rotol su un lato, strisci fino a una cresta a poche decine 
di centimetri di distanza e diede una sbirciata oltre il ciglio. 
Abbass la testa e torn indietro, strisciando. Polizia. 
Una squadra di soccorso? chiese Remi. Chi pu averla 
chiamata? 
E solo un'ipotesi, ma direi i nostri ex accompagnatori ficcanaso,
i gemelli King. 
Come... 
Non lo so. Forse mi sbaglio. Non corriamo rischi. 
Si liberarono di qualunque cosa potesse indicare dov'erano 
stati e cosa avevano fatto - caschi, torce, zaini, attrezzatura da 
arrampicata, la mappa di Sam, la macchina fotografica digitale di 
Remi, la cassa recuperata nella tomba - e la rimisero di nuovo 
nella galleria, coprendone poi l'accesso con erbacce. 
Guidati da Sam, puntarono a est, seguendo una forra e nascondendosi
tra gli alberi, finch non ebbero messo quasi mezzo 
chilometro tra s e la galleria. Si fermarono e si misero in ascolto, 
per individuare l'eventuale fruscio di una radio. Sam si diede un 
colpetto a un orecchio e punt a nord. A un centinaio di metri di 
distanza videro diverse figure che si muovevano tra gli alberi. 
Sam sussurr: Assumi la tua miglior espressione derelitta. 
In questo momento, ci vuole un grande sforzo, ribatt Remi. 
Sam si mise le mani a coppa attorno alla bocca e grid: Ehi! 
Quaggi! 
Katmandu, Nepal 
La porta della cella si apr con un cigolio. Una guardia sbirci 
dentro, studi Sam per un istante con aria minacciosa, poi si fece 
da parte. Vestita con una tuta azzurra ampia e sformata, i capelli 
raccolti in una coda di cavallo, Remi entr nella stanza. Aveva il 
volto roseo, appena lavato. 
La guardia disse in un inglese approssimativo: La prego, si 
sieda. Aspetti e poi sbatt la porta. 
Abbigliato in maniera simile, Sam si alz dal tavolo, and 
incontro a Remi e l'abbracci con forza. Si allontan di qualche 
passo, la guard da capo a piedi e sorrise. Incantevole, davvero 
incantevole. 
Lei sorrise. Idiota. 
Come ti senti? 
Meglio. E straordinario quello che possono fare cinque minuti
con uno strofinaccio e un po' d'acqua calda. Non proprio una 
doccia bollente n un bagno caldo, ben inteso, ma niente male. 
Insieme, si accomodarono al tavolo. Lo spazio in cui la polizia 
di Katmandu li teneva rinchiusi non era tanto una cella quanto, 
piuttosto, una sala d'attesa. Le pareti e il pavimento in blocchi di 
cemento di recupero erano verniciati di grigio chiaro e il tavolo e 
le sedie (tutti inchiodati al pavimento) erano di alluminio pesante. 
Davanti a loro, sull'altro lato del tavolo, c'era una finestra di rete 
metallica larga poco pi di un metro, al di l della quale si vedeva 
la sala operativa degli agenti. Cinque o sei di loro in divisa erano 
occupati a rispondere al telefono, redigere rapporti e 
chiacchierare. Finora, a parte qualche ordine garbato ma deciso in 
un inglese approssimativo, nessuno aveva
parlato con loro nelle due ore trascorse da quando erano stati 
soccorsi. 
Viaggiando nel retro del furgone della polizia, Sam e Remi 
avevano osservato il paesaggio che gli scorreva davanti, alla 
ricerca del pi pallido indizio sul punto in cui erano spuntati da 
quella rete di grotte. La risposta l'avevano avuta quasi subito, 
mentre attraversavano il ponte della gola di Chobar e svoltavano a 
nordest, verso Katmandu. 
La loro marcia sotterranea verso la libert li aveva fatti riaffiorare
poco pi di tre chilometri a nord del punto in cui erano 
entrati nella galleria. Quella scoperta li aveva fatti dapprima 
sorridere e poi, con grande sconcerto dei due poliziotti seduti 
davanti, ridere a crepapelle. 
Hai idea di chi sia stato a chiamare la polizia? chiese Remi a 
Sani. 
No. A quanto ne capisco, non siamo in arresto. 
Dunque intenderanno interrogarci. Che storia racconteremo?
Sam ci pens su un momento. Quella pi vicina alla verit. 
Siamo andati alla gola di Chobar prima dell'alba per farci un'esc 
ursione di un giorno. Ci siamo persi e abbiamo vagato finch loro 
non ci hanno trovati. Se insistono, continua a dire: 'Non ricordo'. 
A meno che non abbiano trovato la nostra attrezzatura, non 
possono dimostrare che non  andata cos. 
Intesi. Sempre che non ci gettino in una prigione nepalese pe 
r qualche oscuro crimine... 
Dovremo recuperare la... 
Sam si blocc e strinse gli occhi. Remi segu il suo sguardo al 
li l della finestra, verso la parte sinistra della sala operativa, nei 
pressi della porta. Sulla soglia c'erano Russell e Marjorie King. 
Chiss perch non sono sorpresa, brontol Remi. 
Proprio come sospettavamo. 
Dalla parte opposta della sala operativa, il sergente di servizio 
not i due gemelli King e si affrett a raggiungerli. 1 tre si misero 
a parlare tra loro. Per quanto n Sam n Remi udissero 
la conversazione, gli atteggiamenti e la postura del sergente erano 
molto chiari: era ossequioso, se non un tantino spaventato. Alla 
fine, il sergente annu e torn di corsa nella sala operativa. Russell 
e Marjorie si ritrassero nel corridoio. 
Qualche istante dopo, la porta di Sam e Remi si apr e il sergente
e uno dei suoi subalterni entrarono. Si accomodarono sulle 
sedie di fronte ai Fargo. Il sergente parl in nepalese per qualche 
secondo, poi rivolse un cenno al sottoposto, che disse in un buon 
inglese dal forte accento straniero: Il sergente mi ha chiesto di 
tradurre la nostra conversazione. Vi sta bene? 
Sam e Remi annuirono. 
Il sergente parl e, qualche secondo dopo, il traduttore disse: 
Potete confermare le vostre identit? 
Sam rispose: Siamo in arresto? 
No, rispose l'agente. Siete trattenuti momentaneamente. 
Sulla base di quali accuse? 
Per la legge nepalese, in questo momento non siamo tenuti a 
rispondere alla sua domanda. Vi prego di confermare le vostre 
identit. 
Sam e Remi lo fecero e, nei minuti successivi, dovettero rispondere
a una serie di domande di routine - Perch siete in 
Nepal? Dove alloggiate? Qual  il motivo della vostra visita? - 
prima di passare alle cose importanti. 
Dove stavate andando quando vi siete persi? 
In nessun posto in particolare, rispose Remi. Sembrava una 
splendida giornata per un'escursione a piedi. 
Avete parcheggiato la vostra auto nella gola di Chobar. 
Perch? 
Avevamo sentito dire che fosse una zona bellissima, disse 
Sam. 
A che ora siete arrivati? 
Prima dell'alba. 
Perch cos presto? 
Siamo anime in pena, ribatt Sam, con un sorriso. 
Che significa? 
Che ci piace avere sempre qualcosa da fare, disse Remi. 
Vi prego di dirci dove vi ha portati la vostra escursione. 
Se lo sapessimo, disse Sam, non ci saremmo persi. 
Avevate una bussola. Come avete fatto a perdere la strada? 
Sono stato cacciato dai boy scout per scarso rendimento, 
disse Sam. 
Remi si intromise. Nelle Guide io ho solo venduto biscotti... 
Non c' niente da ridere, signori Fargo. Trovate divertente 
questa faccenda? 
Sam assunse la sua miglior espressione pentita. Ci perdoni. 
Siamo esausti e imbarazzati. Vi siamo grati di averci trovati. ( hi 
vi ha avvertiti che saremmo potuti essere in difficolt? 
L'agente tradusse la domanda. Il sergente mugugn qualcosa, 
poi riprese a parlare. Il sergente vi chiede di limitarvi a rifondere 
alle sue domande. Avete detto che intendevate fare una gita a 
piedi di un giorno. Dove sono i vostri zaini? 
Non immaginavamo di stare via tanto, disse Remi. Inoli 
re, non siamo molto bravi a organizzare le cose. 
Sam annu mestamente per rafforzare l'affermazione della 
moglie. 
L'agente chiese: Vi aspettate che crediamo che avete affrontato 
un'escursione senza il minimo equipaggiamento? 
Avevo con me il mio coltellino svizzero, disse Sam in tono 
ironico. 
Udita la traduzione, il sergente alz gli occhi e fulmin con lo 
sguardo prima Sam e poi Remi, si alz e usc dalla stanza, lutto 
impettito. Per favore, aspettate qui, disse l'agente, prima di 
lasciare la stanza. 
Com'era prevedibile, il sergente si diresse verso il corridoio, .il 
di l della sala operativa. Sam e Remi lo videro solo di schiena; 
Russell e Marjorie erano fuori loro campo visivo. Sam si alz, si 
avvicin alla parte destra della finestra e vi premette la faccia. 
Li vedi? chiese Remi. 
S.
I gemelli sembrano seccati. Non si vede il minimo sorriso 
servile. Russell sta gesticolando... Be', questo  interessante. 
Che cosa? 
Sta mimando la sagoma di una scatola che sembra proprio 
avere le stesse dimensioni del nostro scrigno. 
Bene. Immagino che abbiano perlustrato l'area in cui ci 
hanno trovati. Russell non farebbe domande su quello che  gi 
stato trovato. 
Sam si ritrasse dalla finestra e raggiunse rapido la sua sedia. 
Il sergente e il suo agente tornarono nella stanza e si sedettero. 
L'interrogatorio riprese, stavolta con un po' di intensit in pi e 
con una modalit tortuosa volta a cogliere in fallo Sam e Remi. Il 
succo delle domande, per, rimase immutato: sappiamo che 
dovevate avere del materiale con voi, dov'? Sam e Remi si 
presero il loro tempo e si attennero alla loro versione, di fronte 
alla frustrazione crescente del sergente. 
Alla fine, il sergente ricorse alle minacce: Sappiamo chi siete 
e come vi guadagnate da vivere. Sospettiamo che siate venuti in 
Nepal per cercare reperti antichi sul mercato nero. 
Su che basi? chiese Sam. 
Fonti. 
Siete male informati, disse Remi. 
Vi sono varie leggi in virt delle quali possiamo incriminarvi 
e prevedono tutte pene pesanti. 
Sam si sporse sulla sedia e fiss il sergente negli occhi. Incriminateci pure. Dopo che ci avrete tratti in arresto, vogliamo 
parlare con l'addetto legale dell'ambasciata degli Stati Uniti. 
Il sergente sostenne lo sguardo di Sam per dieci lunghi secondi,
poi si sporse all'indietro e sospir. Disse qualcosa al suo 
sottoposto, quindi si alz e usci dalla stanza, sbattendo la porta 
mentre se ne andava. 
Il sottoposto tradusse: Siete liberi. 
Dieci minuti dopo, indossati di nuovo i loro abiti, Sam e Remi 
uscirono dalla stazione di polizia e iniziarono a scendere i gradini. 
Stava calando il crepuscolo. Il cielo era limpido e iniziava 
a splendere una spruzzata di stelle simili a polvere di diamanti. 
I lampioni illuminavano la strada in acciottolato. 
Sam! Remi! 
Dato che se lo aspettavano, nessuno dei due rest sorpreso 
quando si voltarono e videro Russell e Marjorie corrergli incontro 
sul marciapiedi. 
Abbiamo appena saputo, disse Russell, avvicinandosi di 
buona lena. State bene? 
Stanchi, imbarazzati, ma tranquilli, ribatt Sam. 
Avevano gi deciso di attenersi con i gemelli King alla loro 
storia della serie ci-siamo-persi-durante-un'escursione. Era una 
giustificazione debole: tutti sapevano che Sam e Remi stavano 
mentendo. Cosa avrebbero fatto in proposito Russell e Marjorie? 
O meglio: poich pareva ormai chiaro che Charlie King avesse 
intenzioni molto diverse da quelle espresse a Sam e Remi, come 
avrebbero proceduto? Cosa cercava King e che cosa si 
nascondeva dietro la scomparsa di Frank Alton? 
Vi porteremo alla vostra automobile, disse Marjorie. 
L'andremo a recuperare domattina, rispose Remi. Ora 
torniamo in albergo. 
Meglio andare a prenderla ora, disse Russell. Se dentro  
del materiale... 
Sam non pot evitare di sorridere. Non ce n'. Buonanotte. 
Prese Remi sotto braccio e insieme si voltarono e si avviarono 
nella direzione opposta. Russell disse: Vi chiameremo domattina!
No, vi chiameremo noi, rispose Sam, senza voltarsi. 
Houston, Texas 
Diamine, s, direi che si muovono a briglie sciolte, tuon 
Charles King, reclinando lo schienale della costosa poltrona del 
suo ufficio. Alle sue spalle, il paesaggio urbano colmava la 
finestra che occupava l'intera parete. 
A mezzo mondo di distanza, Russell e Marjorie King, in vivavoce, non dissero nulla. Sapevano che non era il caso di interrompere
il padre. Quando voleva sapere qualcosa, era lui a fare 
la domanda. 
Dove diavolo sono stati tutto il giorno? 
Non lo sappiamo, rispose Russell. L'uomo che abbiamo 
reclutato per seguirli li ha persi a sudovest del... 
Reclutato? Cosa intendete dire con 'reclutato'? 
E uno dei nostri... addetti alla sicurezza presso gli scavi, 
disse Marjorie. E una persona fidata... 
Ma incompetente! Che ne dite di prendere qualcuno con tutti 
e due quei begli attributi? Ci avete mai pensato? Perch mai avete 
reclutato qualcuno? Voi due cosa stavate facendo? Eravamo al 
sito, disse Russell. Ci stiamo preparando a spedire il... 
Lasciate perdere. Non fa niente. E possibile che i Fargo sia' 
no entrati in quella rete di grotte? 
E possibile, rispose Marjorie, ma ci siamo stati. Non c' 
nulla da scoprire. 
Gi, gi. La domanda : se ci sono stati, come hanno fatto a 
venirne a conoscenza? Dovete fare in modo che ottengano solo le 
informazioni che noi vogliamo che ottengano. Chiaro? S, 
pap, risposero Marjorie e Russell all'unisono. 
Che mi dite delle loro cose? 
Le abbiamo passate al vaglio, disse Russell. Cos come la 
loro automobile. Il nostro uomo presso il dipartimento di polizia li 
ha interrogati per un'ora, invano. 
Li ha messi alle strette, per la miseria? 
Nel limite del possibile. 
Ha detto che i Fargo non hanno battuto ciglio. 
Cosa sostengono di aver fatto? 
Di essersi persi durante un'escursione. 
Stronzate! E di Sam e Remi Fargo che stiamo parlando. Ve 
lo dico io cos' successo: voi due avete combinato qualche cazzata
e i Fargo si sono insospettiti. Vi danno dei punti. Mettetegli 
addosso un po' di gente. Voglio sapere dove vanno e cosa fanno. 
Capito? 
Conta su di noi, pap, disse Marjorie. 
Non sarebbe male, tanto per cambiare, bofonchi King. Nel 
frattempo, non intendo pi rischiare. Mander rinforzi. 
King si sporse in avanti e schiacci il tasto di fine conversazione in vivavoce. Dall'altra parte della scrivania, con le mani 
intrecciate davanti a s, c'era Zhilan Hsu. 
Sei duro con loro, Charles, disse sommessamente. 
E tu li vizi! ribatt King. 
Prima di quest'ultimo incidente con i Fargo, ti hanno servito 
bene. 
King si accigli e scosse la testa, scocciato. Forse. Tuttavia, 
voglio che tu vada l e che ti assicuri che questa faccenda non ci 
sfugga di mano. Qualcosa ha insospettito i Fargo. Prendi il 
Gulfstream e raggiungili. Sistemali. E pure quell'Alton. Ormai  
inutile. 
Puoi essere pi chiaro? 
Fa' in modo che i Fargo recitino la loro parte. In caso contrario... 
il Nepal  grande. C' tanto spazio per far sparire quali 
uno. 
Hyat Regency Hotel, Katmandu, Nepal 
Il telefono sul comodino di Remi squill di prima mattina. 
Sam, Thai fatto apposta? La sveglia telefonica. Sai che ore 
sono? 
Sam prese il telefono e disse: Saremo l tra cinque minuti. 
Saremo dove? chiese Remi. 
Come ti avevo promesso. Un massaggio con le pietre calde 
dell'Himalaya per te e un massaggio miofasciale per me. 
Fargo, disse Remi con un ampio sorriso, sei un tesoro. 
Scivol gi dal letto e corse in bagno mentre Sam rispondeva 
alla porta dopo che qualcuno aveva bussato. Il servizio di colazione
in camera che aveva ordinato la sera prima: il piatto 
preferito di Remi, trito di manzo sotto sale e uova in camicia e, 
per lui, uova strapazzate al salmone. 
Inoltre, aveva ordinato caff e due bicchieri di succo di melograno.
Mentre mangiavano, rivolsero l'attenzione al misterioso scrigno
appoggiato sul divano, di fronte al tavolo. Remi vers 
un'altra tazza di caff mentre Sam digitava il numero di Selma. 
Pensate che King abbia fatto rapire Alton? chiese Selma. 
Per farci venire qui, sugger Remi, bevendo un sorso di 
caff. 
Selma concordava. Farvi venire qui con il pretesto di cercare 
Frank e poi... cosa? 
Falsa bandiera, mormor Sam, prima di spiegare: E un 
termine in uso nello spionaggio. Un agente viene reclutato da
un nemico che si finge un alleato. L'agente crede che la sua 
missione sia una cosa, ma si tratta in realt di tutt'altro. 
Oh, fantastico, esclam Remi. 
E un castello di carte, convenne Sam. Se  quello che sta 
facendo King, l'ego non gli consentirebbe di accettare una deviazione
dal suo piano. 
Quindi, non sapete se effettivamente state cercando Lewis 
King o meno. O se ci sia mai stato un suo avvistamento. 
Charlie non mi pare un tipo sentimentale. Se dovessi fare 
una congettura, direi che non  tanto suo padre quello che 
Charlie cerca, quanto, piuttosto, ci che suo padre cercava. 
Lo scrigno che avete trovato? tent Selma. 
Come ho detto,  una congettura, ribatt Sam. 
La serara prima, invece di tornare in albergo, Sam e Remi si 
erano incamminati a sud della stazione di polizia finch non 
erano scomparsi alla vista, poi avevano puntato a nord e avevano 
fermato un taxi. Sam aveva ordinato all'autista di andarsene a 
zonzo per la citt per una decina di minuti mentre lui e Remi 
cercavano eventuali segnali del fatto che qualcuno li stesse seguendo.
Avevano pochi dubbi sul fatto che i gemelli King ini 
elidessero seguirli e non volevano dar loro il tempo di organizzarsi.
Una volta certi di non essere seguiti, Sam ordin all'autista li 
portarli a un'agenzia di autonoleggio, nella periferia meriti io 
naie di Katmandu, dove affittarono una malconcia Opel verde. 
Un'ora dopo, si infilarono nel parcheggio di un motel, a poco 
meno di un chilometro dalla gola di Chobar, dove lasciali mo 
l'automobile e coprirono a piedi la distanza restante. 
Dato che avevano memorizzato alcuni punti di riferimento nel 
paesaggio mentre si allontanavano nell'auto della polizia, 
impiegarono meno di un'ora per trovare la loro galleria di uscita. 
La loro roba era ancora dentro e sembrava che nessuno l'avesse 
toccata. 
...
Te la mandiamo con FedEx, disse Remi a Selma. 
Se  quello a cui d la caccia King, sar meglio disfarcene. Inoltre, 
Selma, a te gli enigmi piacciono. Questo ti piacer molto. Risolvilo e ti 
compreremo quel pesce per la tua vasca... ehm... 
L'acquario, signor Fargo. Una vasca  una cosa da cameretta dei 
bambini. E il pesce  un ciclide. Una variet molto rara. Molto costosa. 
Il suo nome scientifico ... 
In latino, ne sono certo, fin la frase Sam, ridendo. Apri la nostra 
scatola-rompicapo nepalese ed  tuo. 
Non c' bisogno che lei mi corrompa, signor Fargo. Fa parte del 
mio lavoro. 
Allora, consideralo un regalo di compleanno anticipato, replic 
Remi. Lei e Sam sorrisero insieme: a Selma non piaceva festeggiare i 
compleanni, soprattutto il suo. 
A ogni buon conto, ho avuto risposta da Rube, disse Sei- ma, 
cambiando rapidamente argomento. Ha indagato su Zhilan Hsu. Ha 
detto che , cito, 'pressoch invisibile'. Niente patente di guida, niente 
carte di credito, niente documenti di nessun tipo tranne uno: l'atto di 
immigrazione, secondo cui  venuta qui da Hong Kong con un 
permesso di lavoro nel 1990, a sedici anni. 
Fammi indovinare, disse Sam. Era stata assunta dalla King Oil. 
Esatto. Ma qui sta la sorpresa. Al tempo, era incinta di sei mesi. Ho 
fatto i calcoli. La data in cui avrebbe dovuto partorire coincide con 
quella di nascita di Russell e Marjorie. 
E ufficiale, disse Remi. Charlie King mi piace ancora meno. E 
probabile che l'abbia comprata. 
Una scommessa per niente azzardata, convenne Sam. Selma 
chiese: Quale sar il vostro prossimo passo? Tornare all'universit. 
La professoressa Kaalrami ci ha lasciato un messaggio sulla segreteria 
telefonica. Ha finito di tradurre la pergamena in devanagari... 
In lowa, lo corresse Remi. Ha detto che era scritta in lowa. 
Giusto. Lowa, ribatte Sam. Con un minimo di fortuna, 
il suo collega potr fare un po' di luce sulla tomba che abbiamo trovato 
o, quanto meno, escludere un collegamento. 
E Frank? 
Ipotizzando che dietro il suo rapimento ci sia King, l'unica 
possibilit di riportarlo a casa  un piccolo ricatto. Se King pensa che 
abbiamo qualcosa che vuole, saremo in condizioni migliori per 
contrattare. Fino a quel momento, possiamo solo sperare che King sia 
abbastanza intelligente da non ammazzare Frank. 
Kathmandu University 
Dopo essersi assicurati di non essere seguiti, Sam e Remi trovarono un 
ufficio FedEx e spedirono lo scrigno. Ci sarebbero voluti sei giorni e 
seicento dollari, gli disse l'agente, ma il pacco sarebbe stato su un aereo 
nelle prime ore della sera. Un affare, decisero Sam e Remi, sapendo che 
lo scrigno sarebbe stato fuori dalla portata di Marjorie e Russell, 
sempre che King fosse effettivamente interessato. A ogni buon conto, 
non avevano il tempo n le risorse per aprire lo scrigno. Sarebbe stato 
pi al sicuro nelle mani di Selma, Pete e Wendy. 
Sam e Remi raggiunsero il campus dell'universit poco dopo l una e 
trovarono la professoressa Kaalrami nel suo ufficio. Dopo uno scambio 
di convenevoli, si accomodarono intorno al suo tavolo delle riunioni. 
E stata una bella sfida, esord la professoressa Kaalrami. Mi ci 
sono volute quasi sei ore per la traduzione. 
Ci dispiace che le abbia preso tutto quel tempo, ribatt Remi. 
Sciocchezze. Sempre meglio che passare la serata davanti alla 
televisione. Mi piace l'esercizio cerebrale. Ho la traduzione scritta per 
voi. Fece scivolare un foglio di carta stampato verso di loro, sul 
tavolo. Confermo l'essenza del documento. E un decreto militare che 
ordina che il 'Theurang' venga evacuato dalla capitale di Fo Monthang, 
nel regno del Mustang. 
Quando? chiese Sam. 
Il decreto non lo dice, disse la professoressa Kaalrami. L'uomo 
che incontreremo tra poco, il mio collega, potrebbe essere in condizioni 
di rispondere pi della sottoscritta. E possibile che nel testo ci sia 
qualche indizio che mi  sfuggito. 
Questo Theurang... si intromise Remi. 
Temo di non aver trovato la minima spiegazione, a parte il fatto 
che lo si definisce anche 'Uomo d'Oro'. Ma, come ho detto, il mio 
collega potrebbe saperlo. Posso dirvi il motivo per cui il decreto  stato 
emesso: un'invasione. Un'armata stava per raggiungere Lo Monthang. 
Per conto della Casa Reale, il capo dell'esercito del Mustang, suppongo 
che la carica sia simile a quella di un maresciallo o di un capo di stato 
maggiore, ordin che il Theurang venisse portato via dalla citt da un 
drappello speciale di soldati noti come le Sentinelle. Non ci sono altre 
descrizioni. Solo il loro nome. 
Evacuato dove? chiese Sam. 
Il decreto non lo dice. La frase 'come da ordini' viene ripetuta 
diverse volte, il che lascia intendere che alle Sentinelle possano essere 
state fornite informazioni riservate, pi specifiche. Altro? chiese 
Remi. 
Un elemento ha attirato la mia attenzione, rispose la professoressa
Kaalrami. Il decreto elogia la disponibilit delle Sentinelle 
a morire per proteggere l'Uomo d'Oro. 
Linguaggio militare piuttosto comune, disse Sam. Un discorsetto 
del generale prima di... 
No, mi scusi, signor Fargo. Ho usato il termine sbagliato. L'elogio 
non era rivolto alla loro disponibilit a dare la vita nello svolgimento 
del proprio dovere. Le espressioni usate indicano certezza. Chiunque 
abbia scritto questo documento era convinto che le Sentinelle sarebbero 
morte: nessuna sarebbe tornata viva a Lo Monthang. 
Poco prima delle due, l'ora in cui la professoressa Kaalrami aveva 
organizzato il loro incontro con il collega Sushant Dharel, uscirono dal 
suo ufficio e attraversarono il campus per raggiungere un altro edificio. 
Trovarono Dharel - un uomo filiforme 
tra i trenta e i quarantanni, con un paio di pantaloni cachi e una camicia 
bianca a maniche corte - impegnato a terminare una lezione in un'aula 
rivestita di pannelli di legno. Attesero finch tutti gli studenti furono 
usciti e, a quel punto, la professoressa Kaalrami fece le presentazioni. 
Quando Dharel ud la descrizione che la Kaalrami gli fece della vicenda 
a cui erano interessati Sam e Remi, i suoi occhi si illuminarono. 
Avete con voi questo documento? 
Con la traduzione, rispose la professoressa Kaalrami, consegnandoglieli.
Dharel li studi brevemente entrambi, muovendo le labbra senza 
pronunciare una parola man mano che ne assorbiva il contenuto. Alz 
gli occhi e guard Sam e Remi. Dove l'avete trovato? Chi ne era in 
possesso... Si ferm bruscamente. Perdonate la mia eccitazione e le 
mie cattive maniere. Vi prego, sedetevi. 
Sam, Remi e la professoressa Kaalrami si accomodarono nella prima 
fila. Dharel tir fuori una sedia da dietro la cattedra e si sedette di fronte 
a loro. Se non vi spiace... Dove l'avete trovato? 
Era in mezzo agli oggetti di un certo Lewis King. 
Un mio vecchio amico, aggiunse la professoressa Kaalrami. 
Molto tempo prima del tuo avvento, Sushant. Credo che la traduzione 
sia piuttosto accurata, ma non sono riuscita a fornire ai signori Fargo 
molte informazioni di contesto. Ho pensato che, come esperto di storia 
nepalese, ci avresti potuto aiutare. 
Certo, certo, disse Dharel, con gli occhi fissi sulla pergamena. 
Dopo un minuto, li rialz. Non offendetevi, signori Fargo, ma per 
chiarezza far come se voi non aveste la minima conoscenza della 
nostra storia. 
Una supposizione non azzardata, ribatt Sam. 
Devo ammettere anche che molto di ci che sto per dirvi  
considerato da tanti pi leggenda che storia. 
Capiamo, disse Remi. La prego, continui. 
Quello che avete tra le mani  noto come Decreto di Himanshu. E' 
stato emesso nell'anno 1421 da un comandante militare, un certo Dolma. Qui, in basso, potete vedere il suo timbro 
ufficiale. Al tempo, era pratica comune. Timbri e sigilli erano strumenti 
realizzati meticolosamente e custoditi con cura. Spesso, figure di grado 
elevato - nelle forze armate tanto quanto nel governo - erano 
accompagnate da soldati la cui unica mansione era la custodia dei sigilli 
ufficiali. Con un po' di tempo, posso confermare o confutare f origine 
di questo timbro, ma, a prima vista, sembra originale. 
La traduzione della professoressa Kaalrami indica che il decreto 
ordinasse l'evacuazione di un manufatto non meglio identificato, si 
intromise Sam. Il Theurang. 
S,  esatto. E noto anche come l'Uomo d'Oro. E qui che la storia 
si confonde con il mito. Si dice che il Theurang fosse una statua a 
grandezza naturale di una creatura simile all'uomo o, a seconda della 
persona a cui lo si chiede, lo scheletro della creatura stessa. La storia 
relativa al Theurang  simile a quella della Genesi della Bibbia dei 
cristiani, nel senso che si dice che il Theurang sia ci che resta del... 
La voce di Dharel si spense, mentre lui cercava l'espressione giusta. 
Progenitore della terra. La Madre dell'umanit, in qualche modo. 
Niente male come descrizione professionale, disse Sam. Dharel 
corrug la fronte per un istante, poi sorrise. Oh, s, capisco. S, un bel 
fardello da portare, quello del Theurang. A ogni buon conto, che si tratti 
di realt o mitologia, l'Uomo d'Oro  diventato un simbolo venerato 
dal popolo del Mustang cos come da buona parte del Nepal. Ma si dice 
che fosse Lo Monthang la leggendaria casa del Theurang. 
Questo appellativo di 'progenitore'... disse Remi  considerato 
metaforico o letterale? 
Dharel sorrise e si strinse nelle spalle. Come succede con ogni 
storia religiosa, l'interpretazione sta nella mente del credente. Non  
azzardato dire che, al tempo in cui questo decreto fu emesso, di persone 
convinte del suo senso letterale ce ne fossero di pi. 
Cosa ci pu dire delle Sentinelle? chiese Sam. 
Erano soldati scelti, l'equivalente delle odierne forze speciali. Secondo alcuni testi, erano addestrate fin dall'infanzia a un 
solo scopo: proteggere il Theurang. 
La professoressa Kaalrami ha citato un'espressione particolare 
del decreto, 'come da ordini', a proposito del piano di evacuazione
che le Sentinelle avrebbero dovuto attuare. Lei che ne 
pensa? 
Non sono a conoscenza di un piano specifico, rispose 
Dharel, ma, da ci che intendo, di Sentinelle ce n'erano solo 
poche decine. In caso di evacuazione, ciascuna di loro avrebbe 
dovuto abbandonare la citt portandosi dietro uno scrigno, 
concepito per confondere gli invasori. Uno solo di quegli scrigni 
avrebbe contenuto il Theurang. 
Sam e Remi si scambiarono un sorrisino. 
Dharel aggiunse: Solo pochi eletti tra le forze armate e il 
governo sapevano quale Sentinella trasportasse quello autentico. 
Sam chiese: E cosa c'era negli altri scrigni? 
Dharel scosse la testa. Non lo so. Forse niente, forse una 
copia del Theurang. Il piano era concepito per sgominare qualsiasi
inseguitore. Dotate delle armi migliori e dei cavalli pi veloci,
le Sentinelle sarebbero scappate dalla citt e si sarebbero 
separate nella speranza di seminare gli inseguitori. Con un mini 
ino di fortuna e abilit, la Sentinella che trasportava il Theulang 
sarebbe fuggita e lo avrebbe nascosto in un punto stabilito. 
Ci pu descrivere le armi? 
Solo a grandi linee: una spada, diversi pugnali, un arco e una 
lancia. 
Non esistono resoconti del fatto che il piano abbia avuto 
successo? chiese Remi. 
Nemmeno uno. 
Che aspetto aveva lo scrigno? disse Remi. 
Dharel estrasse un blocco di carta e una matita dalla cattedra c 
fece lo schizzo di un cubo di legno che assomigliava moltissimo 
allo scrigno da loro recuperato nella grotta. Dharel disse: In 
base a quanto ho scoperto, non v' altra descrizione. Si dice che 
lo scrigno fosse progettato in modo ingegnoso, nella speranza che, ogni volta che il nemico ne avesse recuperato uno, 
fosse costretto a impiegare giorni o settimane per tentare di 
aprirlo. 
Il che, intanto, avrebbe fatto guadagnare tempo alle altre 
Sentinelle, disse Sam. 
Esatto. Allo stesso modo, le Sentinelle non avevano familiari 
o amici che il nemico potesse sfruttare contro di loro. Inoltre, 
dall'infanzia erano addestrati a sopportare le peggiori torture. 
Una dedizione straordinaria, sottoline Remi. 
Altro che. 
Ci pu descrivere il Theurang? chiese Sam. 
Dharel annu. Come ho detto, si dice che avesse caratteristiche
umane, ma un aspetto complessivo... bestiale. Le sue ossa 
erano d'oro purissimo, i suoi occhi di una pietra non meglio 
identificata, rubini o smeraldi o qualcosa del genere. 
L'Uomo d'Oro, disse Remi. 
S. Eccone una... rappresentazione artistica. Dharel si alz, 
gir intorno alla cattedra e frug nei cassetti per mezzo minuto, 
prima di tornare da loro con un libro rilegato in pelle. Fece 
scorrere le pagine e poi si ferm. Gir il volume e lo pass a Sam 
e Remi. 
Dopo qualche secondo, Remi mormor: Ciao, bello. 
Per quanto molto stilizzata, la rappresentazione del Theurang 
che compariva sul libro era quasi identica all'incisione sullo 
scudo che avevano trovato nella grotta. 
Un'ora dopo, di nuovo in albergo, Sam e Remi chiamarono 
Selma. Sam raccont la loro visita all'universit. 
Straordinario, disse Selma. E la scoperta di una vita. 
Non possiamo assumercene il merito, ribatte Remi. Sospetto
che Lewis King ci abbia anticipati ed  giusto cos. Se gli 
ha dato la caccia per decenni,  tutto suo, per quanto postumo, 
ovviamente. 
Dunque, date per scontato che sia morto? 
Un sesto senso, rispose Sam. Se qualcun altro avesse trovato quella tomba prima di noi, la cosa sarebbe stata resa pubblica.
Sarebbe stato aperto un sito archeologico e il contenuto 
sarebbe stato rimosso. 
Remi continu: King deve aver esplorato quella rete di 
grotte, aver sistemato quegli arpioni ferroviari, aver scoperto la 
tomba e poi essere caduto mentre cercava di riattraversare la 
lussa. Se  andata cos, le sue ossa sono disseminate lungo qualche
affluente sotterraneo del fiume Bagmati. E un peccato. Ce 
l'aveva quasi fatta. 
Ma stiamo correndo troppo, disse Sam. Per quanto ne 
sappiamo, lo scrigno che abbiamo trovato era uno dei vari specchietti
per le allodole. Sarebbe pur sempre una scoperta importante,
ma non il tesoro principale. 
Selma disse: Lo sapremo se, e quando, lo apriremo. 
Chiacchierarono con Selma ancora per qualche minuto, poi 
chiusero la conversazione. 
E ora? chiese Remi. 
Non so tu, ma io ne ho avuto abbastanza degli inquietanti 
gemelli King. 
Perch, io no? 
E da quando siamo arrivati che ci stanno addosso. E giunto 
il momento di capovolgere la situazione nei loro confronti tanto 
quanto nei confronti di King Senior. 
Vigilanza nascosta? disse Remi, con una luce negli occhi. Sam 
la fiss per un istante, poi fece un sorrisino. A volte il tuo 
entusiasmo mi spaventa. 
Adoro la vigilanza nascosta. 
Lo so, cara. Forse abbiamo quello che King cerca, o forse 
no. Vediamo se riusciamo a convincerlo che ce l'abbiamo. 
Scuoteremo leggermente la pianta e vedremo cosa ne cade. 
Katmandu Nepal 
,, 
Sapendo che i gemelli King erano in Nepal a occuparsi di una 
delle imprese minerarie del padre, Selma impieg poche ore a 
scovarne i dettagli. Il campo degli scavi esplorativi era situato a 
nord di Katmandu, nella valle di Langtang. 
Dopo un altro giro all'emporio di rimanenze dell'esercito, Sam 
e Remi infilarono l'attrezzatura nel baule della Range Rover che 
avevano appena noleggiato e si misero in viaggio. Per quanto 
fossero quasi le cinque e mancassero meno di due ore alla calata 
delle tenebre, Sam e Remi volevano allontanarsi dai gemelli King, 
che di certo non li avrebbero lasciati in pace. 
L'accampamento minerario distava meno di cinquanta chilometri
in linea d'aria dalla parte settentrionale della citt. Su 
strada, la distanza era pi che tripla, un breve tragitto in qualsiasi 
paese occidentale, ma un'odissea di un giorno intero in Nepal. 
A giudicare da questa mappa, disse Remi dal sedile del 
passeggero, quella che chiamano strada statale in realt  una 
strada sterrata un po' pi larga e in condizioni leggermente migliori
di una mulattiera. Una volta superato Trisuli Bazar, saremo 
su strade secondarie, che Dio solo sa cosa significhi. 
Quanto dista Trisuli? 
Con un po' di fortuna, ci saremo prima del buio. Sam... 
capra! 
Sam alz gli occhi in tempo per vedere una ragazzina che faceva
attraversare la strada a una capra, ignara del veicolo che le 
stava finendo addosso. La Range Rover si ferm, sbandando, in 
una nube di polvere marrone. La ragazza alz gli occhi e sorrise, 
serena. Agit una mano per salutarli. Sam e Remi risposero al 
saluto. 
Abbiamo ripassato la lezione, disse Sam. Niente strisce 
pedonali in Nepal. 
E le capre hanno la precedenza, aggiunse Remi. 
Una volta fuori dai confini della citt, in mezzo alle colline pedemontane,
trovarono la strada stretta tra coltivazioni a terrazza, 
verdi e rigogliose nel contrasto con i pendii in larga parte brulli e 
bruni. Alla loro immediata sinistra, il fiume Trisuli, gonfio del 
deflusso primaverile, ribolliva sui massi. Il colore dell'acqua era 
un grigio piombo dovuto a detriti e limo. Qua e l videro piccoli 
nuclei di baracche stretti lungo il lontano limitare del bosco. Pi a 
nord e a ovest si ergevano i picchi pi alti dell'Himalaya, puntute 
torri nere che si stagliavano nel cielo. 
Due ore dopo, proprio mentre il sole si abbassava dietro le 
montagne, entrarono a Trisuli Bazar. Tentati com'erano di alloggiare
in un ostello, Sam e Remi avevano deciso di eccedere 
leggermente in paranoia e di arrangiarsi alla meno peggio. Per 
quanto fosse improbabile che ai King venisse in mente di cercarli 
l, Sam e Remi decisero di ipotizzare il peggio. 
Attenendosi alle indicazioni di Remi, Sam port la Range 
Rover fuori dal villaggio, quindi svolt a sinistra, imboccando 
un'angusta stradina fino a quella che la mappa descriveva come 
pista per appassionati di trekking. Entrarono in una radura dalla 
forma vagamente ovale e delimitata da baracche e si fermarono. 
Sam spense i fari e poi il motore. 
Vedi qualcuno? disse Sam, guardandosi intorno. 
No. Il posto  tutto per noi. 
Baracca o tenda? 
E un peccato lasciare inutilizzata l'orribile tendina rabberciata
che abbiamo pagato tanto, disse Remi. 
Questa s che  la mia ragazza. 
Quindici minuti dopo, sotto la tenue luminescenza delle 
lampade dei caschi, avevano sistemato il loro campo un centinaio di metri dietro le baracche, in un boschetto di pini. Mentre 
Remi finiva di stendere i sacchi a pelo, Sam accese un fuoco. 
Frugando tra le scorte di cibo, Sam chiese: Teriyaki di pollo 
disidratato oppure... teriyaki di pollo disidratato? 
Quello che posso mangiare pi velocemente, rispose Remi. 
Voglio solo dormire. Ho un mal di testa terribile. 
 l'aria rarefatta. Ci troviamo a pi di duemilasettecento 
metri di altitudine. Domani andr meglio. 
Nel giro di pochi minuti, entrambi i pasti precotti di Sam erano 
pronti. Finito di mangiare, lui prepar due tazze di t oolong. Si 
sedettero davanti al fuoco a gustarsi il balletto delle fiamme. Un 
gufo chiurl da qualche parte, tra gli alberi. 
Se il Theurang  quello che King cerca, mi chiedo quale sia 
la sua motivazione, disse Remi. 
Chi pu dirlo? rispose Sam. Perch tutti quei sotterfugi? 
Perch metterci i suoi figli alle calcagna? 
E un uomo potente dall'ego grande come l'Alaska... 
Ed  un tiranno maniaco del controllo. 
Pure quello. Forse,  cos che opera: della serie non fidarti di 
nessuno e mantieni il pugno di ferro su tutto. 
Potresti avere ragione, ribatt Sam. Ma, quali che siano le 
sue ragioni, non ho intenzione di consegnargli una cosa storicamente
rilevante come il Theurang. 
Remi annu. E a meno che non abbiamo frainteso il suo carattere,
credo che Lewis King ne converrebbe. Lui vorrebbe che 
venisse consegnato al Museo nazionale del Nepal oppure a un'universit.
 
Ecco una cosa altrettanto importante, aggiunse Sam. Se, 
quale che ne sia il motivo, King ha fatto rapire Frank, dobbiamo 
fare del nostro meglio perch lui ne paghi le conseguenze. Non 
andr al tappeto senza battersi, Sam. 
E non lo faremo neppure noi. 
Cos parla l'uomo che amo, ribatt Remi. 
Alz la tazza e Sam le cinse la vita con un braccio e la tir a 
s. 
...
Il giorno seguente, erano in piedi prima dell'alba, rifocillati e 
pronti a rimettersi in viaggio entro le sette. Man mano che l'altitudine
cresceva e loro attraversavano, uno dopo l'altro, villaggi 
dai nomi come Betravati, Manigaun, Ramche e Thare, il 
paesaggio pass da campi verdi terrazzati e colline monocromatiche
a foreste dalla volta tripla e gole strette. Dopo un breve 
pranzo in un punto da cui si godeva di una splendida vista, 
proseguirono e, un'ora dopo, giunsero alla loro svolta, una strada 
non indicata dalla mappa, poco a nord di Boka Jhunda. Sam 
ferm la Rover al crocevia, e insieme scrutarono la strada sterrata 
davanti a loro. Appena pi ampia della Rover e cinta da una fitta 
vegetazione, sembrava pi un tunnel che una strada. 
Ho una vaga sensazione di dj vu, disse Sam. Questa 
strada non l'abbiamo percorsa qualche mese fa in Madagascar? 
Ha una somiglianza inquietante, convenne Remi. Controllo 
meglio. 
Fece scorrere l'indice sulla mappa, controllando di quando in 
quando i suoi appunti. E il posto giusto. Secondo Selma, 
l'accampamento minerario  una ventina di chilometri a est. 
Qualche chilometro a nord di qui c' una strada pi larga, ma 
viene utilizzata dai veicoli dell'accampamento. 
Dunque, meglio avvicinarci di soppiatto. Hai segnale? 
Remi afferr il telefono satellitare che aveva tra i piedi e verific
l'eventuale presenza di messaggi vocali. Un istante dopo, 
annu, sollev un dito e rest in ascolto. Riattacc. Il professor 
Dharel dell'universit. Ha fatto qualche telefonata. Evidentemente,
a Lo Monthang c' uno storico locale che  considerato 
l'esperto nazionale di storia del Mustang. Ha accettato di incontrarci.
 
Quando? 
Non appena ci arriviamo. 
Sam ci riflett sopra e fece spallucce. Nessun problema. 
Sempre che qualcuno non ci sorprenda a invadere l'accampamento minerario di King, dovremmo raggiungere Lo Monthang 
entro tre o quattro settimane. 
Inser la marcia e schiacci l'acceleratore della Rover. 
La pendenza crebbe quasi subito e la strada inizi a zigzagare e, 
ben presto, malgrado una velocit media di una quindicina di 
chilometri all'ora, fu come se fossero sulle montagne russe. Ogni 
tanto, al di l della vegetazione che gli passava accanto, 
intravidero gole, fiumi agitati e affioramenti rocciosi irregolari 
che sparirono quasi subito, inghiottiti dalla foresta. 
Dopo aver viaggiato per quasi un'ora e mezzo, Sam super 
una curva particolarmente stretta. Remi grid: Grandi alberi! 
Li vedo, ribatt Sam, frenando bruscamente. 
Una parete verde si stagli davanti al parabrezza. 
Dimmi che non  vero, disse Sam. Selma si  sbagliata? 
Impossibile. 
Smontarono entrambi, chinandosi e aprendosi la strada nel 
fogliame che circondava la Rover finch non ebbero raggiunto il 
paraurti anteriore. 
E non c' neppure un vetturiere... brontol Sam. 
Remi, sulla destra, disse: Ho trovato un sentiero. 
Sam la raggiunse. Come dichiarato, una pista sottile e piena di 
solchi spariva tra gli alberi. Sam tir fuori la bussola e Remi 
verific la loro posizione rispetto alla mappa. 
Poco pi di tre chilometri lungo quel sentiero, disse. 
Per cui, tradotto in distanze nepalesi... dieci giorni, pi o 
meno. 
Pi o meno, convenne Remi. 
Il sentiero affront una serie di tornanti inclinati, prima di 
scendere alla riva di un fiume. L'acqua, che scorreva da nord a 
sud, si frangeva su una serie di massi coperti di muschio, sollevando
pennacchi di schizzi che infradiciarono Sam e Remi nel 
giro di pochi secondi. 
Seguirono il sentiero a sud lungo il fiume fino a raggiungere 
una sezione abbastanza calma dove trovarono un ponte sospeso di 
legno che era ampio poco pi delle loro spalle. La volta del 
fogliame di entrambe le sponde si rifletteva sull'acqua: rampicanti 
e rami cadevano sul ponte, oscurandone l'estremit opposta. 
Sam si tolse lo zaino e, con entrambe le mani strette intorno ai 
corrimani di corda, strisci fino all'imboccatura del ponte, 
sondandolo con il piede per individuare eventuali crepe o assi 
sconnesse prima di trasferirvi il proprio peso. Quando fu a met 
del ponte, fece un saltello di prova. 
Sam! 
Sembra piuttosto robusto. 
Non farlo pi. Remi vide il sorrisino sul suo viso e i suoi 
occhi si strinsero. Se mi costringi a saltare in acqua per ripescarti...
 
Sam rise, poi si volt e torn dov'era la moglie. Forza, regger
entrambi. 
Nell'ora successiva, seguirono il sentiero nel suo andamento 
serpeggiante, su e gi per i pendii coperti di vegetazione e oltre 
una serie di gole, finch gli alberi iniziarono a diradarsi davanti a 
loro. Furono su una cresta e udirono quasi subito un rombo di 
motori diesel e un bip-bip-bip di camion in retromarcia. 
Gi! disse Sam, con voce stridente, lasciandosi cadere prono 
e trascinandosi dietro Remi. 
Che c'? gli disse. Non ho visto nulla... 
Proprio sotto di noi. 
Le indic di seguirlo, poi gir il corpo a sinistra e strisci nella 
boscaglia, allontanandosi dalla pista. Dopo cinque o sei metri, si 
ferm, si guard alle spalle e arricci l'indice per indicare a Remi 
di seguirlo. Lei gli strisci accanto. Sam apr un varco nel 
fogliame con la punta delle dita. 
Sotto di loro c'era una fossa nel terreno a forma di campo da 
calcio, profonda una decina di metri, larga una sessantina e lunga 
quasi quattrocento. I lati della fossa erano perfettamente verticali, 
una scarpata di terra nera che si staccava bruscamente dalla 
foresta circostante, come se un gigante avesse conficcato uno 
stampo per biscotti nel suolo e ne avesse cavato il cuore. Al centro della fossa, bulldozer gialli, camion dai cassoni ribaltabili e 
carrelli elevatori facevano avanti e indietro lungo piste malridotte 
mentre, ai margini, squadre di uomini erano al lavoro con pale e 
picconi intorno a quelli che sembravano pozzi orizzontali che 
scomparivano nel terreno. All'estremit opposta della fossa, una 
rampa di terra conduceva a una radura e, ipotizzarono Sam e 
Remi, alla principale strada di servizio. Semirimorchi da cantiere 
edile e capanni Quonset cingevano la radura. 
Sam continu a guardarsi intorno. Ho scorto delle guardie, 
brontol. Si trovano tra gli alberi lungo il ciglio e nella radura. 
Armate? 
S. Fucili mitragliatori. Per, non i classici AK-47. Non riconosco
il modello. Di qualsiasi arma si tratti,  moderna. Questo 
non assomiglia a nessuno dei siti minerari esplorativi che io abbia 
mai visto, disse Sam. Voglio dire, fatta eccezione per qualche 
repubblica delle banane. 
Remi fiss il ripido fianco della fossa. Conto tredici... anzi, 
quattordici gallerie laterali. Nessuna  abbastanza grande per 
ospitare nient'altro che uomini e attrezzi manuali. 
I bulldozer e i camion sembravano rasentare i margini della 
fossa. Per, di quando in quando, un carrello elevatore si avvicinava
a una galleria, raccoglieva un bancale coperto da un telo, 
risaliva la rampa e spariva. 
Mi serve il binocolo, disse Remi. 
Sam lo estrasse dallo zaino e glielo diede. Remi scrut la fossa 
per mezzo minuto, poi lo riconsegn a Sam. Vedi la terza 
galleria a destra della rampa? Svelto, prima che la coprano. Lui 
fece una panoramica con il binocolo. La vedo. 
Zuma sul bancale. 
Sam lo fece. Qualche secondo dopo, abbass il binocolo e 
guard Remi. Cosa diavolo ? 
Non  il mio campo, disse lei, ma sono quasi certa che si 
tratti di un'ammonite enorme. E un tipo di fossile, una specie di 
nautilus gigante. Questo non  un accampamento minerario, Sam. 
Questo  uno scavo archeologico. 
Valle di Langtang, Nepal 
Uno scavo? ripet Sam. Ma perch King dovrebbe condurne 
uno? 
Non ne ho la certezza, disse Remi, ma ci che sta avvenendo
qui infrange una decina di leggi nepalesi. In questo paese, 
gli scavi archeologici vengono presi molto sul serio, specie se ci 
sono di mezzo dei fossili. 
Commercio al mercato nero? ipotizz Sam. 
E la prima cosa che mi  venuta in mente, ribatt Remi. 
Nell'ultimo decennio, l'estrazione e la vendita illegali di fossili 
erano diventate un'attivit molto lucrativa, soprattutto in Asia. La 
Cina, in particolare, era stata citata tra i principali trasgressori da 
parte di diversi organismi investigativi, nessuno dei quali aveva 
avuto la forza per imporre sanzioni entro i suoi confini. L'anno 
prima, un rapporto della Sustainable Preservation Initiative aveva 
stimato che delle migliaia di tonnellate di manufatti fossili venduti 
al mercato nero, ne venisse intercettato meno dell'un per cento, 
senza peraltro portare a una sola condanna. 
Ci sono di mezzo tanti soldi, disse Remi. I collezionisti 
privati sono disposti a pagare milioni in cambio di fossili intatti, 
soprattutto se si tratta di una delle specie pi richieste: Velociraptor, Tyrannosaurus rex, Triceratops, Stegosaurus... 
Milioni di dollari sono bazzecole per King. 
Hai ragione, ma non si pu negare quello che abbiamo davanti.
Non ha i requisiti per essere definito potere di influenza, 
Sam? 
Lui sorrise. Altro che. Per, ci servir qualcosa di pi di 
semplici fotografie. Che ne dici di un po' di traffici loschi?
Adoro i traffici loschi. 
Sam diede un'occhiata all'orologio. Ci resta qualche ora 
prima dell'imbrunire. 
Remi si volt e tir fuori la macchina fotografica digitale dallo 
zaino. Sfrutter al massimo la luce del sole che ci rimane. 
Che fosse un tiro giocato dalla luce o un fenomeno autentico, il 
crepuscolo sembrava durare ore nell'Himalaya. Un'ora dopo che 
Sam e Remi si erano accovacciati nel fogliame ad attendere, il 
sole inizi a scendere sui picchi a ovest e, nelle due ore successive,
osservarono il crepuscolo calare lentamente sulla foresta, 
finch i fari dei bulldozer e dei camion si accesero. 
Stanno per concludere la giornata, disse Sam, indicandoli. 
Lungo il perimetro della fossa, alcune squadre di scavo stavano
spuntando dalle gallerie e dirigendosi alla rampa. 
Si lavora dal tramonto all'alba, sottoline Remi. 
Probabilmente per pochi centesimi all'ora, ribatt Sam. 
Sempre che glieli diano. Forse la loro paga consiste nel non 
essere ammazzati. 
Alla loro destra udirono il rumore di un ramo spezzato. Si 
bloccarono. Silenzio. E poi un debole scricchiolio di passi in 
avvicinamento. Sam mostr a Remi un palmo piatto e insieme si 
schiacciarono in terra, con le facce rivolte nella direzione del 
rumore. 
Pass una decina di secondi. 
Una figura indistinta apparve sul sentiero. Con addosso una 
tuta da lavoro olivastra e un cappello floscio a tesa larga, l'uomo 
portava a tracolla il fucile mitragliatore. Percorse il margine della 
fossa, si ferm e guard in basso. Si port un binocolo agli occhi 
e studi la fossa. Dopo averlo fatto per un minuto buono, abbass 
il binocolo, si volt, si stacc dal sentiero e scomparve. 
Sam e Remi attesero cinque minuti, poi si alzarono sulle ginocchia.
L'hai visto in faccia? gli chiese Remi. 
Ero troppo preoccupato a capire se ci avrebbe calpestati.
Era cinese. 
Ne sei sicura? 
S. 
Sam ci pens su. Si direbbe che Charlie King si sia trovato 
dei soci. Una buona notizia c', per. 
Quale? 
Quel tizio non aveva un binocolo a intensificazione luminosa.
Ora dobbiamo preoccuparci solo di non andare a sbattere 
contro uno di loro nel buio. 
Il solito ottimista, ribatt Remi. 
Continuarono a restare in osservazione e in attesa finch il resto 
degli uomini con la relativa attrezzatura sal sulla rampa e 
scomparve, ma anche per scorgere eventuali indicazioni di ulteriori
pattuglie. 
Un'ora dopo il calar delle tenebre, decisero di potersi muovere 
in sicurezza. Avendo scelto di non portarsi dietro la corda, 
decisero di cercarne una in natura e per una decina di minuti 
perlustrarono in silenzio il fondo della foresta finch non trovarono
un rampicante abbastanza lungo e resistente. Dopo averne 
fissato un'estremit a un vicino tronco d'albero, Sam lasci 
cadere il resto nella fossa. 
Dovremo affrontare un salto di due metri e mezzo. 
Sapevo che il mio addestramento da paracadutista un giorno 
mi sarebbe tornato utile, rispose Remi. Dammi una mano. 
Prima che Sam potesse protestare, Remi strisci lateralmente, 
lasciandosi scivolare oltre il ciglio. Lui le afferr la mano destra 
mentre lei si aggrappava al rampicante con la sinistra. 
Ci vediamo sul fondo, gli disse, con un sorriso, sparendo. 
Sam la osserv scendere fino alla fine del rampicante, dove si lasci
andare, cadde in terra e rotol su una spalla, rialzandosi subito
sulle ginocchia. 
Esibizionista, brontol Sam, per poi calarsi. Le fu accanto 
nel giro di pochi istanti, dopo aver rotolato a sua volta, per quanto 
non con la stessa eleganza. Ti sei esercitata, le disse. 
Piltes, ribatt lei. E danza classica. 
Non hai mai fatto danza classica. 
Da piccola. 
Sam brontol qualcosa e lei gli diede un bacio conciliante su 
una guancia. Dove si va? gli chiese. 
Sam indic l'ingresso della galleria pi vicina, una cinquantina 
di metri alla loro sinistra. Si lanciarono a testa bassa lungo la 
parete di terriccio della fossa e la seguirono fino all'ingresso. 
Appena dentro, si acquattarono. 
Vado a dare una sbirciata, disse Remi, scivolando dentro. 
Riapparve qualche minuto dopo. Stanno lavorando su alcuni 
campioni, ma nulla di sconvolgente. 
La prossima, ribatt Sam. 
Corsero alla galleria successiva e ripeterono l'operazione con 
risultati analoghi, per poi spostarsi alla terza galleria. Erano a 
circa tre metri dall'ingresso quando, all'estremit opposta della 
fossa, tre fotoelettriche montate su pali presero vita, inondando 
mezza fossa di una desolata luce bianca. 
Corri! disse Sam. Dentro! 
Si fermarono in derapata subito dopo l'entrata e si buttarono 
proni. Ci hanno visti? sussurr Remi. 
Se cos fosse, ora saremmo sotto il fuoco delle loro armi, 
rispose Sam. Comunque, lo sapremo presto. 
Attesero, trattenendo il respiro, aspettandosi di udire un forte 
rumore di passi in avvicinamento oppure un crepitio di armi da 
fuoco, ma non vi fu n l'una n l'altra cosa. Al contrario, dalla 
zona della rampa giunse una voce di donna che gridava un ordine 
secco. 
Ci hai capito qualcosa? chiese Sam. E cinese? 
Remi annu. Me ne sono persa buona parte. Qualcosa tipo: 
'Portatelo'. Credo... 
Avanzarono sulla pancia di qualche centimetro finch riuscirono
a vedere dietro l'angolo dell'ingresso. Un gruppo di circa 
una ventina di braccianti stava scendendo dalla rampa, scortato da 
quattro guardie. Alla testa della colonna c'era una piccola figura 
femminile in tuta nera. Dopo che il gruppo fu giunto in fondo alla 
fossa, le guardie costrinsero i braccianti a formare 
una riga rivolta dalla parte del nascondiglio di Sam e Remi. La 
donna continu a camminare. 
Sam prese il binocolo e zum su di lei, poi abbass l'apparecchio
e si gir verso Remi. Non ci crederai. E la tigre in agguato,
la donna terrificante in persona, disse. Zhilan Hsu. 
Remi prese la macchina fotografica e inizi a scattare foto. 
Non sono sicura di avercela, disse. 
La Hsu si ferm bruscamente, si rivolse ai braccianti radunati e 
inizi a gridare e a gesticolare come un'ossessa. Remi chiuse gli 
occhi, cercando di cogliere le parole. Qualcosa a proposito di 
ladri, disse. Un furto nel sito. Manufatti scomparsi. 
La Hsu si ferm, fece una pausa, poi punt un dito accusatorio 
contro uno dei braccianti. Le guardie gli furono subito addosso. 
Una lo colp alla base della spina dorsale con il calcio del fucile, 
facendolo cadere scomposto in avanti; una seconda guardia lo 
rimise in piedi senza troppe cerimonie e lo fece avanzare, in parte 
trascinandolo e in parte facendolo camminare. I due si fermarono 
a poche decine di centimetri dalla Hsu. La guardia liber l'uomo, 
che cadde in ginocchio e inizi a parlare. 
La sta supplicando, disse Remi. Ha moglie e figli. Ha solo
rubato un pezzettino... 
All'improvviso, Zhilan Hsu estrasse una pistola dalla cintola, 
fece un passo avanti e spar in fronte all'uomo che cadde su un 
fianco e giacque, immobile. 
La Hsu riprese a parlare. Per quanto Remi non stesse pi 
traducendo, ci voleva poca immaginazione per cogliere il messaggio:
chi ruba muore. 
Le guardie iniziarono a incalzare i braccianti e a spingerli di 
nuovo sulla rampa. La Hsu li segu e ben presto la fossa torn a 
essere vuota, a parte il cadavere dell'uomo. Le fotoelettriche si 
spensero. 
Sam e Remi restarono in silenzio per qualche istante. Alla fine, 
lui disse: Tutta la comprensione che avevo sviluppato nei suoi 
confronti  scomparsa. 
Remi annu. Dobbiamo aiutare questa gente, Sam. 
Certo. Sfortunatamente, stasera non possiamo fare nulla. 
Possiamo rapire la Hsu e darla in pasto a... 
Con piacere, la interruppe Sam, ma dubito che lo si possa 
fare senza che scatti l'allarme. Non faremmo due chilometri prima 
di essere presi. La cosa migliore che possiamo fare  rivelare 
fattivit illecita di King. 
Remi ci riflett sopra, poi annu. Le foto non basteranno, 
gli ramment. 
Concordo. Uno di quei semirimorchi che stanno lass deve 
fungere da ufficio. Se esiste documentazione scottante,  l che la 
troveremo. 
Dopo aver atteso per essere certi che l'agitazione si fosse spenta 
del tutto, visitarono ogni galleria, una dopo l'altra, con Sam che 
faceva da sentinella mentre Remi scattava fotografie. 
L dentro c' un Chalicotherium. E in condizioni quasi perfette.
 
Un cosa? 
Chalicotherium. E un ungulato a tre dita del Basso Pleistocene,
un ibrido tra un cavallo e un rinoceronte dai lunghi arti. E 
scomparso pi o meno sette milioni di anni fa. E molto interessante,
davvero... 
Remi. 
Cosa? 
Magari dopo. 
Lei sorrise. Giusto. Scusa. 
Quanto vale? 
A occhio direi mezzo milione di dollari. Per un buon esemplare.
 
Sam scrut la rampa e la radura per individuare eventuali 
movimenti, ma vide solo una guardia di pattuglia nell'area. 
Qualcosa mi dice che non siano tanto preoccupati del fatto che 
qualcuno possa entrare quanto del fatto che qualcuno esca. 
Dopo quello che abbiamo appena visto, sono d'accordo. 
Qual  il nostro piano? 
Se ci manteniamo bassi, risulteremo invisibili fino alla cima 
della rampa. Ci fermiamo l, attendiamo che la guardia passi, poi 
schizziamo fino al primo semirimorchio sulla sinistra e ci 
gettiamo sotto di esso. Da l, si tratter solo di trovare 1' ufficio. 
Semplice, vero? 
Sam le sorrise. Come sottrarre un fossile a un miliardario. 
Si interruppe. Me n'ero quasi scordato. Posso prendere in 
prestito la tua macchina fotografica? 
Lei gliela pass. Sam corse nel mezzo della fossa e si inginocchi
accanto al cadavere. Frug negli abiti dell'uomo e poi lo 
gir, scatt una foto al suo viso e torn di corsa da Remi. 
Disse: Entro domani mattina, la Hsu far seppellire il corpo 
in questa fossa. Non sar facile, ma possiamo almeno far sapere 
alla sua famiglia cosa gli  successo. 
Remi sorrise. Sei un brav'uomo, Sam Fargo. 
Attesero che la guardia in movimento sparisse di nuovo, quindi 
scivolarono fuori dalla galleria e corsero lungo la parete della 
fossa fino al punto in cui incontrava la rampa. Voltarono ancora e 
ne seguirono il percorso fino alla base. Una trentina di secondi 
dopo, erano a pancia in gi nei pressi della cima. 
In quel momento, godevano di una buona vista sull'intera 
radura. Su entrambi i lati c'erano otto semirimorchi, tre in fila a 
sinistra e cinque sistemati secondo un'ampia mezzaluna a destra. 
Le finestre coperte da tendine dei semirimorchi di sinistra erano 
illuminate e Sam e Remi udirono un mormorio di voci 
proveniente dall'interno. Dei cinque semirimorchi di destra, i tre 
pi vicini presentavano luci accese e gli ultimi due erano al buio. 
Direttamente davanti al punto in cui Sam e Remi erano sdraiati 
c'erano quattro capanni Quonset, tra i quali passava la strada che 
usciva dal campo. Sulla porta di ciascun capanno era installata 
una lampada a vapori di sodio che proiettava una pallida luce 
gialla sulla strada. 
Garage per l'attrezzatura, ipotizz Remi. 
Sam annu. E se dovessi scommettere soldi su quale di questi 
semirimorchi  l'ufficio, sceglierei uno di quelli al buio. 
Concordo. Il difficile sar arrivarci. 
Remi aveva ragione. Non osarono puntare direttamente sul 
semirimorchio in questione. Sarebbe bastata l'improvvisa comparsa
di una guardia o un'occhiata fuori da una finestra per farli 
beccare. 
Faremo le cose lentamente e utilizzeremo i primi tre semirimorchi
come copertura. 
E se l'ufficio  chiuso a chiave? 
Ci penseremo quando sar il momento. Sam diede un'occhiata
al suo orologio. La guardia dovrebbe passare da un momento
all'altro. 
Come previsto, venti secondi dopo la guardia gir all'angolo 
del capanno Quonset pi vicino e si diresse verso il terzetto di 
semirimorchi sulla sinistra. Dopo aver scrutato ogni semirimorchio
con una torcia elettrica, attravers la radura, ripet l'operazione
con gli altri cinque e poi scomparve. 
Sam le diede altri venti secondi, poi rivolse un cenno a Remi. 
Insieme, si alzarono, coprirono di buona lena la parte di rampa 
restante e poi voltarono a destra, verso il primo semirimorchio. Vi 
si fermarono dietro e si lasciarono cadere, sfruttando uno dei 
supporti di sostegno del semirimorchio come riparo. 
Vedi qualcosa? chiese Sam. 
Via libera. 
Si alzarono e strisciarono lungo il lato posteriore, fino al semirimorchio
successivo, dove si fermarono di nuovo, restarono in 
osservazione e ascolto, prima di rimettersi in movimento. Una 
volta dietro il terzo semirimorchio, Sam diede un colpetto al suo 
orologio e pronunci a fior di labbra la parola guardia. Dalla 
fiancata sopra le loro teste udirono una conversazione in cinese e 
indistinte melodie provenienti da una radio. 
Sam e Remi si appiattirono sul terreno e si immobilizzarono. 
La loro attesa dur poco. Quasi in perfetto orario, la guardia 
avanz nella radura alla loro sinistra e inizi la sua perlustrazione 
con la torcia. Quando si avvicin al loro semirimorchio, i Fargo 
restarono in osservazione, trattenendo il respiro, mentre il fascio 
della torcia sfiorava il terreno sotto il semirimorchio. 
D'un tratto, il fascio della torcia si blocc. Torn indietro, 
verso il supporto di sostegno che faceva da schermo a Sam e 
Remi, poi si riferm. I Fargo erano sdraiati fianco a fianco, con le 
braccia schiacciate le une contro le altre, quando Sam strinse la 
mano della moglie per rassicurarla. Aspetta. Non muovere un 
muscolo. 
Dopo quelli che parvero minuti, ma che, con ogni probabilit, 
furono meno di dieci secondi, il fascio di luce procedette. Lo 
scalpiccio degli stivali della guardia sul ghiaietto si spense. Con 
cautela, Sam e Remi si alzarono di nuovo e girarono intorno al 
semirimorchio. Dopo essersi guardati a sinistra e a destra per 
cogliere eventuali movimenti, strisciarono davanti al semirimorchio
e raggiunsero la scaletta di quello che speravano fosse 
l'ufficio. 
Sam prov la maniglia della porta. Non era chiusa a chiave. 
Fecero entrambi un sorriso di sollievo. Sam apr la porta e diede 
una sbirciata dentro. Si ritrasse, scosse la testa e disse: Provviste
a fior di labbra. Passarono al semirimorchio seguente. 
Nemmeno stavolta, fortunatamente, la porta era chiusa a chiave. 
Sam diede un'occhiata dentro, poi con il braccio fece segno a 
Remi di entrare. Lei lo fece e si chiuse con delicatezza la porta 
alle spalle. 
La parete posteriore del semirimorchio era dominata da classificatori
e scansie. Ai lati della porta c'erano due malconce scrivanie
d'acciaio verniciate di grigio circondate di sedie. 
Ora? sussurr Remi. 
Sam controll l'orologio e annu. 
Qualche istante dopo, il raggio della torcia della guardia tremol
attraverso le finestre del semirimorchio, per poi scomparire 
di nuovo. 
Cerchiamo qualunque cosa contenga dettagli, disse Sam. 
Nomi di aziende, numeri di conti correnti, note di carico, fatture. 
Qualsiasi cosa in cui gli investigatori possano affondare i denti. 
Remi annu. Dovremmo lasciare tutto cos com', disse. 
Se sparisce qualcosa, sappiamo chi si beccherebbe la colpa. 
E una pallottola. Il ragionamento fila. Controll l'orologio. 
Abbiamo tre minuti. 
Cominciarono dagli schedari, controllando ogni cassetto, ogni 
cartella e dossier. La macchina fotografica di Remi conteneva fino 
a un massimo di mille immagini digitali, per cui lei fotograf 
qualsiasi cosa sembrasse anche solo lontanamente rilevante, 
sfruttando la luce proveniente dall'esterno del semirimorchio. 
Allo scadere dei tre minuti, si fermarono e fecero silenzio. La 
guardia gli pass accanto, facendo la propria ispezione, e spar di 
nuovo. Ripresero le ricerche. Ripeterono il ciclo ancora quattro 
volte finch furono soddisfatti di aver raccolto tutto il possibile. 
E ora di andare, disse Sam. Torneremo alla Rover e... 
Fuori inizi a suonare un allarme. 
Sam e Remi restarono impietriti per un istante, poi lui disse: 
Dietro la porta! 
Si appiattirono contro la parete. All'esterno, si ud un rumore 
di porte aperte bruscamente, di passi pesanti sul ghiaietto, di 
grida. 
Sam chiese a Remi: Riesci a capire qualcosa? 
Lei chiuse gli occhi, concentrandosi. I suoi occhi si riaprirono 
di scatto. Sam, credo che abbiano trovato la Range Rover. 
Val e di Langtang, Nepal 
Prima che Sam riuscisse a replicare, la porta del semirimorchio si 
apr di scatto. Sam blocc con i polpastrelli la porta a pochi 
centimetri dalle loro facce. Una delle guardie varc la soglia, con 
la torcia che saltellava sulle pareti. La guardia si ferm. Sam lo 
vide iniziare a muovere le spalle, segno che stava per girarsi dalla 
loro parte. 
Sam chiuse la porta con un colpo d'anca, avanz di un solo 
passo e poi fece partire un calcio di punta che colp la guardia 
dietro il ginocchio. Mentre cadeva, Sam lo afferr per il colletto e 
fece leva in avanti, sbattendo la fronte dell'uomo sul ciglio della 
scrivania. La guardia grugn e croll a terra. Sam lo tir indietro e 
lo trascin dietro la porta. Si inginocchi e gli controll il polso. 
E vivo, ma dormir per un po'. 
Fece rotolare l'uomo su di s, gli sfil il fucile dalle spalle e si 
alz. 
Con gli occhi sbarrati, Remi fiss il marito per diversi secondi. 
Un'azione degna di James Bond. 
Un colpo di fortuna e una scrivania d'acciaio, rispose, 
scrollando le spalle e sorridendo. Una combinazione imbattibile. 
 Ti meriti un premio, rispose Remi, a sua volta con un sorriso.
Dopo. Se ci sar un dopo. 
Mi piacerebbe che ci fosse. Hai un piano? 
Furto d'auto, rispose Sam. 
Si gir, si avvicin alla prima finestra nel retro del semirimorchio e tir indietro la tenda. Un'impresa ardua, ma ce la 
possiamo fare. 
Tieni d'occhio la parte anteriore, disse Remi. Alla finestra 
posteriore penso io. 
Sam si avvicin alla finestra anteriore, tir un po' indietro la 
tenda e diede una sbirciata fuori. Le guardie si stanno radunando 
nella radura. Sono pi o meno in dieci. Non vedo la Dragonessa. 
E probabile che avesse semplicemente fatto un salto qui per 
fare il lavoro sporco per conto di King. 
Sembra che stiano cercando di decidere il da farsi. Sapremo 
tra un secondo se si accorgono di avere un uomo in meno. La 
finestra  aperta, disse Remi. Il terreno dista due metri e mezzo. 
A circa tre metri ci sono degli alberi fitti. 
Sam lasci che la tenda tornasse al suo posto. Tanto vale 
andare adesso, prima che abbiano la possibilit di organizzarsi. 
Sganci il fucile e lo esamin. E un'arma sofisticatissima. 
Te la senti di usarla? 
Sicura, grilletto, caricatore... buco da cui esce la pallottola. 
Posso farcela. 
L'allarme si spense bruscamente. 
Sam si avvicin alla porta e la chiuse a chiave. Potrebbe rallentarli,
spieg. 
Afferr la sedia pi vicina e la port fino alla finestra posteriore.
Remi si arrampic e si diede da fare per uscirne. Una volta 
in terra, Sam la segu. 
Trovarono riparo appena oltre il limitare degli alberi e iniziarono
a puntare verso il pi vicino capanno Quonset. Quando il 
lato posteriore apparve al di l degli alberi, si fermarono e 
studiarono i paraggi per qualche istante. Udirono in lontananza le 
grida confuse delle guardie. 
Sam e Remi avanzarono, guidati da Sam, con il fucile abbassato,
puntato ora avanti e ora indietro. Giunsero al capanno 
Quonset. Remi sussurr: Porta. E indic. Sam annu. Ora in 
testa c'era Remi e insieme scivolarono lungo la fiancata finch la 
sua spalla sbatt contro lo stipite. Prov la maniglia. Era 
aperta. Apr la porta senza far rumore e mise dentro la testa. Si 
ritrasse. 
Dentro ci sono due camion, parcheggiati uno accanto all'altro.
Hanno un'aria militare: verdi, doppi pneumatici, teloni sui 
fianchi, sponda posteriore con ribaltabile. 
Ti va di guidare? chiese Sam. 
Certo. 
Sistemati al volante di quello sulla sinistra. Metto fuori servizio
l'altro e poi ti raggiungo. Tienti pronta ad avviare il motore 
e a schizzare fuori. 
Okay. 
Remi apr la porta di quel tanto che bastava a far sgattaiolare 
dentro entrambi. Erano a met strada dai camion quando udirono 
dei forti passi sulla strada, all'esterno. Sam e Remi si fermarono 
in derapata contro il retro del camion di destra. Sam diede una 
sbirciata dietro l'angolo. 
Quattro uomini, disse. Stanno salendo sui camion, due in 
ogni cabina. 
Rientra nel loro piano di emergenza? sugger Remi. 
Probabile, ribatt Sam. Okay, piano B. Ci imbarchiamo 
clandestinamente. 
I motori dei camion presero vita con un rombo quasi simultaneo.
Muovendosi con grande cautela per non attirare l'attenzione 
delle guardie, Sam e Remi salirono sul paraurti del camion, poi 
scavalcarono il portellone posteriore. Con un forte tonfo, la 
marcia venne innestata e il camion balz avanti. Sam e Remi, a 
braccetto, persero l'equilibrio e caddero di faccia sul pianale. 
Il loro camion dett l'andatura. Restando appiattiti nell'oscurit 
relativa del pianale, con i fari del secondo camion a creare una 
luminescenza verde oltre il telone del portellone posteriore, Sam e 
Remi si concessero un bel respiro per la prima volta dopo dieci 
minuti. Ai loro fianchi, casse di legno di varie dimensioni erano 
assicurate al pianale tramite cinghie. 
Ce l'abbiamo fatta, sussurr Remi. 
Incrociando le dita. 
Che intendi dire? 
Sono certo che questo sia un camion dell'esercito cinese. 
Non intendi implicare quello che io penso tu stia implicando, 
vero? 
S. Pare chiaro che King  in combutta con qualche militare 
cinese. Le guardie sono cinesi e, con ogni probabilit, lo sono 
pure le loro armi. E noi sappiamo cosa ci sia in queste casse. 
Quanto dista il confine? 
Trenta, quaranta chilometri. Quattro ore, pi o meno. 
Abbiamo tantissimo tempo per fare la nostra uscita di scena. 
La domanda : a che distanza sar dalla civilt? 
Stai iniziando a guastare il mio umore altrimenti solare, gli 
disse, prima di tornare ad abbandonarsi nell'incavo della spalla di 
Sam. 
Malgrado la durezza del pianale del camion e gli scossoni continui,
Sam e Remi trovarono rilassante il brontolio attenuato del 
motore. Quasi si assopirono nella penombra, con Sam che di 
quando in quando dava un'occhiata al suo orologio. 
Dopo un'ora di viaggio, furono svegliati di soprassalto dallo 
stridio dei freni del camion. I fari del mezzo seguente si fecero pi 
larghi e pi luminosi al di l del lembo posteriore del telone. Sam 
si mise a sedere e punt il fucile verso la sponda posteriore. Remi 
gli si sedette accanto, con sguardo interrogativo, ma non disse 
nulla. 
Il camion rallent, poi si ferm con gran stridore. I fari del 
camion seguente si spensero. Le portiere delle cabine si aprirono e 
poi si chiusero sbattendo. Su entrambi i fianchi del pianale si ud 
uno scricchiolio di passi, che si interruppero all'altezza del 
portellone posteriore, mentre iniziarono a udirsi voci in cinese. 
Sam e Remi percepirono un odore di sigaretta. 
Sam gir la testa e sussurr in un orecchio di Remi: Resta 
immobile. Lei annu. 
Muovendosi lentamente, con cautela, Sam si accucci. Fece 
due passi avanti, a granchio, verso il portellone posteriore, e gir 
la testa per mettersi in ascolto. Un istante dopo, si gir di nuovo 
verso Remi e sollev quattro dita. Quattro guardie erano ferme 
davanti al portellone posteriore. Indic il suo fucile, poi la 
direzione dei soldati. 
Lei gli pass Tarma. Sam se lo pos sulle gambe, quindi 
schiacci un polso contro l'altro. Remi annu. Lui le indic di 
stare sdraiata. Lei lo fece. 
Sam si accert che la sicura del fucile fosse disattivata, si sistem
meglio e fece un respiro profondo, poi alz la mano sinistra,
afferr il telo e lo scost bruscamente. 
Mani in alto! grid. 
I due soldati pi vicini al paraurti girarono sui tacchi, retrocedendo.
Andarono a sbattere contro i compagni, indaffarati a 
sfilarsi i fucili dalle spalle. 
Non fatelo! disse Sam, portandosi il fucile a una spalla. 
Malgrado le differenze linguistiche, i soldati recepirono il 
messaggio e si bloccarono. Sam mosse la canna del fucile diverse 
volte, finch gli uomini capirono. Lentamente, ogni uomo si sfil 
il fucile che aveva a tracolla e lo butt a terra. Sam li fece 
retrocedere di qualche passo, poi scavalc il portellone e salt gi. 
Via libera, disse a Remi. 
La donna si butt a terra accanto a lui. 
Sembrano terrorizzati, gli disse. 
Perfetto. Pi terrorizzati sono, meglio  per noi, disse Sam. 
Fai tu gli onori di casa? 
Remi raccolse i loro fucili e li gett tutti, tranne uno, sul pianale
del camion. Sam disse: Hai tolto la sicura? 
Penso... 
La levetta sopra il grilletto sul lato destro. 
Okay. Fatto. 
Sam e Remi e i quattro soldati cinesi si fissarono a vicenda. 
Nessuno parl per una decina di secondi. Alla fine, Sam chiese: 
Inglese? 
Poco inglese, disse il soldato pi a destra. 
Bene. D'accordo. Siete miei prigionieri. 
Remi fece un grosso sospiro. Sam... 
Scusa. E una frase che ho sempre voluto dire. 
Ora che ti sei tolto la voglia, cosa ne facciamo? 
Li leghiamo per bene e... Oh, no. Un guaio... 
Cosa? disse Remi, guardando il marito. Gli occhi stretti di 
Sam erano puntati sopra le teste dei soldati, sulla cabina del 
secondo camion. Remi ne segu lo sguardo e vide una sagoma 
seduta in cabina. La figura si abbass subito. 
Abbiamo contato male, mugugn Sam. 
Lo vedo. 
Sali sul sedile del guidatore, Remi. Metti in moto. Controlla...
Puoi starne certo, gli rispose lei, prima di girarsi e di correre 
verso il muso del primo camion. Un istante dopo, il motore si 
avvi. I quattro soldati strisciarono i piedi nervosamente e si 
scambiarono un'occhiata. 
Tutti a bordo! grid Remi dal finestrino della cabina. 
Sto arrivando, cara! rispose lui, senza voltarsi. 
Poi grid ai soldati, gesticolando con il fucile: Spostatevi, 
spostatevi! Quelli si fecero da parte, lasciando a Sam campo libero
per sparare al radiatore del camion. Sam sollev il fucile e 
prese la mira. 
D'un tratto, il quinto uomo, fino a quel momento nascosto 
nella cabina del secondo camion, spunt dal finestrino del conducente.
Sam vide la sagoma del suo fucile puntare verso di lui. 
Fermo! 
L'uomo continu a contorcersi, cercando di puntare il fucile. 
Sam aggiust la mira e spar due colpi nel parabrezza. I soldati 
si sparpagliarono, gettandosi nella boscaglia che cingeva la strada. 
Sam ud un crepitio. Qualcosa colp il portellone posteriore al suo 
fianco. Si abbass, scart lateralmente intorno al paraurti opposto, 
si volt di nuovo ed esplose una successione di tre colpi verso 
quello che sperava fosse il radiatore o il blocco motore del 
camion. Si volt, corse alla portiera del passeggero, l'apr di 
scatto e sal a bordo. 
Credo che la nostra presenza non sia pi gradita, disse. 
Remi inser la marcia e schiacci l'acceleratore, 
Non avevano ancora percorso centro metri quando capirono 
che i colpi d'arma da fuoco di Sam avevano mancato il bersaglio 
oppure non erano bastati. Nei rispettivi specchietti retrovisori, lui 
e Remi videro accendersi i fari del camion. I quattro soldati 
cercarono un riparo e saltarono a bordo, due nella cabina e gli altri 
due sul pianale. Il camion schizz in avanti. 
Remi grid: Ponte stretto in arrivo! 
Sam guard. Per quanto distasse ancora un paio di centinaia di 
metri, il ponte in questione sembrava non solo stretto ma pure 
appena pi largo del camion. La velocit, Remi, la avvert. 
Sto andando il pi veloce possibile. 
Volevo dire di rallentare. 
Scherzavo. Tieniti forte! 
Il camion fin in un solco nella sede stradale e sband lateralmente,
ebbe un sussulto verso l'alto, poi ricadde con violenza. Il 
ponte si profil nel parabrezza. A una cinquantina di metri. 
Oh, come no, disse Remi, scocciata. Doveva essere uno 
di quelli... 
Per quanto pi largo e pi robusto, il ponte era una versione 
pi grande di quello che quel giorno avevano superato a piedi. 
Il camion beccheggi ancora. Sam e Remi furono scalzati dai 
sedili e picchiarono la testa contro il tettuccio della cabina. Remi 
emise un borbottio, lottando con il volante. 
L'imboccatura del ponte era ormai vicina. All'ultimo secondo, 
Remi schiacci con violenza i freni, che gemettero e il camion si 
ferm in derapata. Una nube di polvere li avvolse. 
Sam ud lo sferragli amento degli ingranaggi e si volt verso la 
moglie, che stava inserendo la retromarcia. Remi, cos'hai in 
mente? chiese. 
Piccola prova di coraggio in retromarcia, gli disse, con un 
sorriso mesto. 
Rischioso. 
Come tutto quello che abbiamo fatto stasera no? 
Touch, ammise Sam. 
Remi pigi con forza l'acceleratore. Con un borbottio del 
motore, il camion inizi a retrocedere, dapprima lentamente, 
guadagnando per via via velocit. Sam diede un'occhiata allo 
specchietto retrovisore. Nella nube di polvere creata dalla brusca 
frenata di Remi, del secondo camion non vide altro che i fari. Si 
sporse fuori dal finestrino e lasci partire una raffica di tre colpi e 
poi un'altra. Il camion sband su un lato, sparendo dal campo 
visivo di Sam. 
Con gli occhi fissi nel suo specchietto retrovisore, Remi disse: 
Si stanno fermando. Ci vedono. Stanno indietreggiando. 
Malgrado il frastuono del motore, udirono una raffica di colpi 
d'arma da fuoco. Si abbassarono. Con la testa sotto il cruscotto, 
Remi si sporse su un fianco per vedere meglio lo specchietto. Il 
camion al loro inseguimento ora procedeva completamente in 
retromarcia, ma la combinazione dell'espediente della rotta di 
collisione di Remi e del fuoco di Sam aveva chiaramente 
spaventato il conducente. Il camion sband da una parte all'altra, 
con le gomme che rimbalzavano sul ciglio rialzato della strada. 
Pronto all'impatto! grid Remi. 
Sam appoggi la schiena al sedile e punt i piedi contro il 
cruscotto. Un istante dopo, il camion si ferm bruscamente. Remi 
diede un'occhiata allo specchietto. Hanno abbandonato la 
strada. 
Togliamoci da qui, la incalz Sam. 
Giusto. 
Remi inser di nuovo la marcia e schiacci il pedale dell'acceleratore.
L'imboccatura del ponte si ripresent. 
Non ha funzionato, annunci Remi. Sono ancora sulla 
strada. 
Ostinati, eh? Per un po', non far ballare il camion, disse e 
poi apr la portiera. 
Sam, cosa stai... 
Se hai bisogno, torno dentro. 
Si mise il fucile a tracolla e poi, sfruttando il piantone della 
portiera come appiglio, si cal sul predellino. Con la mano libera 
afferr la copertura di tela della fiancata e le diede uno strattone, 
sganciando i bottoni automatici. Afferr il sostegno 
verticale, super la fiancata con il piede sinistro, poi si iss sul 
pianale. Strisci fino alla parete posteriore della cabina e apr lo 
spioncino scorrevole. 
Ciao, disse. 
Ciao. Reggiti forte. Sto per chiudere la tua portiera. 
Remi sterz bruscamente a destra e poi a sinistra. La portiera 
aperta di Sam si chiuse sbattendo. Gli chiese: Qual  il tuo 
piano? 
Sabotaggio. Sono molto vicini? 
Una cinquantina di metri. Saremo al ponte tra dieci secondi. 
Capito. 
Sam strisci fino al portellone posteriore. Nella luce fioca, si 
mosse a tentoni sul pianale del camion finch non trov con una 
mano uno degli altri fucili. Lo afferr e lasci cadere il suo, poi 
raccolse gli altri caricatori. 
Ponte! grid Remi. Sto rallentando! 
Sam attese di sentire i tonfi delle gomme del camion sulle tavole,
quindi si sporse dal telone posteriore, punt il fucile contro 
Passito del ponte e apr il fuoco. Le pallottole si infilarono nel 
legno, penetrando negli interstizi e sollevando pennacchi di 
schegge di legno. Rientr nel telone, cambi il caricatore e poi 
riapr il fuoco, stavolta puntando alternativamente all'assito del 
ponte e al camion in arrivo, che aveva appena imboccato il ponte. 
Il loro camion sband a sinistra, rimbalz contro il parapetto e poi 
si raddrizz. Sam vide la vampa arancione di una bocca da fuoco 
uscire dal finestrino. Tre pallottole colpirono il portellone 
posteriore sotto di lui. Si rigett sul pianale. Un'altra salva di 
colpi sbrindell il telone posteriore e tempest il retro della 
cabina. 
Sam? grid Remi. 
Non ha funzionato! 
L'avevo intuito! 
Come giudichi la distruzione deliberata di reperti fossili? 
Di norma, sono contraria, ma questa  un'occasione speciale!
Fammi guadagnare tempo! 
Remi si mise a frenare, per poi accelerare, nella speranza di 
ridurre la precisione del tiratore. Sam si gir sulla pancia, and a 
tentoni finch non trov la prima cinghia dentellata che teneva 
ferme le casse e schiacci il bottone di rilascio. In quattro e 
quattr'otto, sganci le cinghie restanti. Strisci fino al portellone 
e lo sblocc. Si abbass fragorosamente. 
Bombe sganciate! grid Sam, spingendo fuori la prima 
cassa. Rimbalz sulle assi del ponte e and a sbattere dritto contro 
il paraurti del camion, aprendosi. Schegge di legno e paglia da 
imballo volarono da tutte le parti. 
Nessun effetto! grid Remi. 
Sam retrocedette, ancheggiando, piazz le spalle contro finter 
catasta di casse, poi si puntell con i piedi contro il retro della 
cabina e inizi a spingere. Con uno scricchiolio, la catasta inizi a 
scivolare sul pianale. Sam si ferm un attimo, raccolse le gambe e 
spinse con forza, come un linebacker dietro una slitta da 
allenamento nel football americano. 
La fila di casse scivol gi dal portellone e inizi a ruzzolare 
verso il camion all'inseguimento. Sam non attese di vedere i risultati,
ma si spost invece verso le altre cataste di casse e ripet 
l'operazione. 
Da dietro, giunse uno stridio di freni. Vetri infranti. Uno 
scricchiolio di metallo contro legno. 
Questo s che ha avuto successo! grid Remi. Si sono 
fermati! 
Sam si inginocchi e guard Remi attraverso lo spioncino. 
Ma per quanto? 
Lei gli rivolse uno sguardo e gli offr un fievole sorriso. Finch
non riescono a togliere almeno cinque o sei casse da sotto la 
carrozzeria. 
Hyatt Regency Hotel, Katmandu, Nepal 
Sam spunt dal bagno con una salvietta intorno alla cintola 
mentre si strofinava i capelli con un'altra. Hai voglia di una bella 
colazione? 
Sono affamata, rispose Remi. Era seduta a un tavolo di I 
tonte a uno specchio e si stava pettinando. Indossava l'accappatoio
bianco standard dell'albergo. 
Servizio in camera oppure si scende al ristorante? 
Il clima  perfetto. Mangiamo fuori sul terrazzo. 
Buona idea. Sam si avvicin a un tavolino, prese il telefono 
e chiam il servizio in camera. Desidero salmone con uova per 
una persona, una porzione di uova alla Benedict, una scodella di 
frutta, toast lievitati naturalmente e caff. Attese che la voce in 
cucina comunicasse l'ordine. Poi riattacc e chiam il bar. 
Quando il barista rispose, Sam chiese: Vorrei due Ramos 
fizz. S, Ramos Fizz. 
Tu s che sai come si tratta una signora, disse Remi. 
Non illuderti. Quell'uomo non sa come si prepara. Sam ci 
riprov. 
Allora, facciamo un Harvey Wallbanger. Wallbanger. E' fatto 
di vodka, Galliano e succo d'arancia. Capisco, niente Galliano. 
Sam scosse la testa e fece un ulteriore tentativo. Okay, ci mandi 
su una bottiglia di Veuve Clicquot. 
Remi rise. Sai davvero come si tratta una signora. 
Non sapete fare di meglio? disse Sam nel telefono. Va 
bene, mandatelo su bello freddo. 
Rimise la cornetta sull'apparecchio. Niente champagne. 
L'unica cosa che gli  rimasta dopo una convention politica  un 
bianco frizzante cinese. 
Non sapevo che i cinesi facessero alcunch di frizzante. Gli 
rivolse un sorriso ironico. Non sai fare di meglio? 
Sam fece spallucce. Quando c' tempesta, tutti i porti sono 
buoni. 
Il telefono squill. Fu Sam a rispondere. Un momento. 
Attiv il vivavoce. 
Buongiorno, Rube, disse Sam. 
Forse per voi, rispose Rube. Qui  ora di cena. Fio sentito
dire che tu e la tua splendida moglie vi state godendo l'ennesima
vacanza rilassante. 
E tutto relativo, Rube, ribatt Remi. Come stanno Kathy e 
le ragazze? 
Benissimo. In questo momento, sono da Chuck E. Cheese's. 
La vostra telefonata mi ha esentato dall'andarci. 
Non intendiamo trattenerti, disse Sam, con un sorrisino. Possiamo parlare pi tardi. 
Oh, no, amico mio. Non c' nulla di pi importante di questo. 
Fidati di me. Bene, ragguagliatemi. Siete in prigione? Quante 
leggi locali avete infranto? 
No. E nessuna, ribatt Remi. Lascer che sia Sam a spiegare. 
Per quanto sapesse che Rube aveva gi ricevuto qualche informazione
da Selma, Sam inizi dal principio, quando Zhilan 
Hsu era salita sulla loro barca nei pressi di Pulau Legundi, per 
terminare con la loro fuga dal sito archeologico segreto di King. 
La sera prima, dopo aver lasciato i loro inseguitori bloccati sul 
ponte, Sam aveva guidato nell'oscurit, cercando segni o punti di 
riferimento che Remi potesse trovare sulla sua mappa. Dopo 
diverse ore di svolte infruttuose e vie senza sbocchi, finalmente 
avevano valicato un passo di montagna riconoscibile - il 
Laurebina - e, non molto dopo, erano entrati nella periferia di 
Pheda, poco pi di trenta chilometri a est dell'accampamento. 
Come prevedibile, avevano trovato il villaggio buio e inanimato, a 
parte un edificio di blocchi di cemento, dal tetto di lamiera, che si 
era rivelato il pub locale. Dopo aver superato la considerevole barriera linguistica, erano riusciti a concludere un affare 
con il titolare: il loro camion in cambio della sua automobile - una 
Peugeot grigia di trent'anni con qualche chiazza arancione - e 
delle indicazioni stradali per tornare a Katmandu. Poco prima 
dell'alba, erano entrati nel parcheggio dell'Hyatt Regency. 
Rube ascolt in silenzio la storia di Sam. Alla fine, chiese: 
Voglio essere certo di aver capito bene: vi siete infilati di soppiatto
nel campo di King, avete assistito a un omicidio, avete 
seminato lo scompiglio in quello che probabilmente era un 
contingente di soldati cinesi, poi avete rubato uno dei loro camion,
guarda caso carico di fossili destinati al mercato nero, che 
avete utilizzato come cariche di profondit per fermare i vostri 
inseguitori. Ci siamo, pi o meno? 
Pi o meno, disse Sam. 
Remi aggiunse: Oltre alla trentina di gigabyte di informazioni
riservate che abbiamo recuperato. 
Rube sospir. Sapete cosa ho fatto ieri sera? Ho imbiancato 
la nostra camera da letto. Voi due... D'accordo, mandatemi i dati. 
 Selma li ha gi. Contattala e ti fornir il link per scaricarli. 
Okay. So che i miei capi di Langley saranno interessati alla 
pista cinese e sono sicuro che possiamo trovare qualcuno dell'FBI interessato alla faccenda dei fossili venduti da King al 
mercato nero. Non posso promettere che la cosa abbia riscontri, 
ma mi ci metter d'impegno. 
Non chiediamo altro, disse Sam. 
C' una discreta possibilit che King abbia gi ordinato la 
chiusura del sito. A questo punto, potrebbe semplicemente essere 
un fossato abbandonato nel mezzo della foresta. 
Lo sappiamo. 
E che mi dite del vostro amico Alton? 
Speriamo e al tempo stesso ipotizziamo di aver trovato quello 
che King vuole, rispose Remi. O, per lo meno, quanto basta 
per ottenere la sua attenzione. Dopo aver parlato con te, lo 
chiameremo. 
Re Charlie  un pessimo elemento, li ammon Rube. E 
da una vita che ci sono persone che cercano di fargli abbassare la 
cresta. Sono tutti morti o in rovina e lui  ancora l. 
Remi ribatt: Qualcosa ci dice che quello che abbiamo in 
mano lo riguarda da vicino. 
Il Theurock... 
Theurang, lo corresse Remi. L'Uomo d'Oro. 
Esatto. E un azzardo, rispose Rube. Se vi sbagliate e a 
King non frega un accidente di quella cosa, non avrete altro che 
accuse non provate di traffici sul mercato nero e, come ho detto, 
non ci sono certezze sul fatto che una di quelle accuse venga 
dimostrata. 
Lo sappiamo, ribatt Sam. 
E intendete comunque rischiare? 
S, disse Remi. 
Ma che sorpresa! A proposito, prima che mi dimentichi, ho 
scoperto qualcosa di pi sul conto di Lewis King. Immagino che 
abbiate entrambi sentito parlare di Heinrich Himmler... Il 
miglior amico di Hitler, nonch psicopatico nazista? chiese Sam. 
E un nome che abbiamo gi sentito. 
Himmler e i vertici del partito nazista avevano un'ossessione 
per l'occulto, soprattutto perch aveva a che fare con la purezza 
ariana e il Reich millenario. Himmler era senza dubbio quello pi 
fissato di tutti. Negli anni Trenta e per tutta la seconda guerra 
mondiale, sponsorizz diverse spedizioni scientifiche negli angoli 
pi oscuri del mondo nella speranza di scoprire prove a sostegno 
delle rivendicazioni naziste. Una di queste, organizzata nel 1938, 
un anno prima dello scoppio della guerra, venne mandata 
sull'Himalaya alla ricerca delle prove di un lignaggio ariano. Vi 
va di provare a indovinare il nome di uno degli scienziati 
principali? 
Lewis King, rispose Remi. 
O, come era conosciuto al tempo, il professor Lewes Konig. 
Sam disse: Il padre di Charlie King era un nazista? 
S e no. Secondo le mie fonti, probabilmente entr a far parte 
del partito per necessit, non per passione. Al tempo, se volevi un 
finanziamento di stato, dovevi essere membro del
partito. Ci sono molte testimonianze di scienziati che vi sarebbero 
entrati e che avrebbero svolto ricerche superficiali su determinate 
teorie naziste pur di condurre anche vere e proprie ricerche 
scientifiche. Lewis King ne era l'esempio perfetto. A ogni buon 
conto, era un archeologo coscienzioso. Non gliene fregava un 
accidente del pedigree o del lignaggio ariani. 
E allora perch prese parte a quella spedizione? 
Non lo so, ma quello che voi avete trovato nella grotta, 
questa roba dell'Uomo d'Oro,  un probabile motivo. A meno che 
King stesse mentendo, pare che, poco dopo essere emigrato negli 
Stati Uniti, Lewis King abbia iniziato a girare il mondo. Forse, 
nella spedizione di Himmler trov qualcosa che solletic il suo 
interesse, ipotizz Sam. 
Qualcosa che non voleva che finisse nelle mani dei nazisti, 
aggiunse Remi. Se la tenne per s, attese il momento opportuno 
per tutta la durata della guerra e, dopo qualche anno, riprese in 
mano la sua opera. 
La domanda , disse Rube, perch Charlie King sta ricominciando
da dove suo padre ha finito? In base a ci che sappiamo
di lui, non ha mai mostrato il minimo interesse per l'attivit 
del padre. 
Forse,  per via del Theurang, disse Sam. Forse, per lui non 
 altro che l'ennesimo fossile da vendere. 
Potresti aver ragione. Se la descrizione di questo aggeggio  
anche solo lontanamente accurata, dovrebbe valere una fortuna. 
Remi chiese: Rube, sappiamo se le accuse di nazismo nei 
confronti di Lewis hanno avuto un impatto su Charlie? 
Non che io sappia. Credo che il suo successo parli da s. E, 
considerata la sua spietatezza, dubito che qualcuno abbia il coraggio
di ritirarle fuori. 
Le cose stanno per cambiare, disse Sam. E ora di sconvolgere
la tranquilla routine di re Charlie. 
Riattaccarono, parlarono di strategia per qualche minuto e poi 
Sam digit il numero diretto di King. Fu proprio lui a rispondere 
al primo squillo. King. 
Signor King, sono Sam Fargo.
Mi stavo chiedendo quando si sarebbe deciso a chiamarmi. 
La sua bella moglie  con lei? 
Sana e salva, rispose Remi con voce soave. 
Si direbbe che la nostra partnership stia attraversando un 
momento di difficolt, disse King. I miei figli mi dicono che 
non state alle regole. 
Invece s, ribatt Sam. Solo che  un gioco diverso dal suo. 
Charlie, ha fatto rapire Frank Alton? 
Rapire? Perch avrei dovuto fare una cosa del genere? 
Non  una risposta, rimarc Remi. 
Ho mandato Frank Alton a svolgere un compito per me. Si  
messo nei guai, ha fatto incazzare la gente sbagliata. Non ho idea 
di dove sia. 
Un'altra risposta evasiva, disse Sam. Okay. Proseguiamo. 
Lei ascolti bene: abbiamo quello che cerca... 
Cio? 
Non sta ascoltando. Abbiamo quello che cerca, quello a cui 
suo padre ha dato la caccia per tutta la vita. E, come avr indovinato,
abbiamo fatto visita al suo campo di concentramento nella 
valle di Langtang. 
Non ho idea di ci di cui state parlando. 
Abbiamo scattato migliaia di foto, in larga parte di documenti 
che abbiamo trovato in un semirimorchio-ufficio, ma anche 
alcune di sua moglie o della sua concubina o comunque la chiami 
nell'intimit del suo Gulfstream. La fortuna ha voluto che, mentre 
scattavamo le foto, lei stesse assassinando un vostro dipendente. 
Abbiamo scattato anche una foto del viso di quell'uomo. 
Charlie King non rispose per dieci lunghi secondi. Alla fine, 
disse: Lei  un grandissimo stronzo, Sam, ma  chiaro che ha in 
mano qualcosa di interessante. Ha la mia attenzione. 
Per prima cosa: liberi Frank... 
Le ho detto che non... 
Zitto. Liberi Frank Alton. Non appena riceviamo una telefonata
in cui lui ci dice che  sano e salvo a casa sua, incontreremo
Russell e Marjorie e raggiungeremo un'intesa. 
Chi  che ora dice tanto senza dire nulla? ribatt King. 
 l'unico accordo che otterr, rispose Sam. 
Mi dispiace, amico, ma non accetto. State bluffando. 
Come vuole, disse Sam, riattaccando. 
Pos il telefono sul tavolino. Lui e Remi si guardarono. Lei 
chiese: Quote? 
Sei a quattro che squilla entro un minuto. 
Lei sorrise. Niente scommesse. 
Al cinquantesimo secondo, il telefono di Sam squill. Lui lo 
lasci suonare altre tre volte, poi rispose. Charlie King disse: 
Sarebbe un discreto giocatore di poker, Sam Fargo. Sarei felice se 
potessimo raggiungere un'intesa. Far qualche telefonata e vedr 
cosa riesco a scoprire su Frank Alton. Ovviamente, non posso 
promettere nulla. 
Se non riceviamo sue notizie entro ventiquattr'ore, raccordo 
salta. 
Charlie King rest in silenzio per qualche istante, poi disse: 
Tenga il telefono a portata di mano. 
Sam chiuse la conversazione. 
Remi chiese: E se King pensa che abbiamo le prove con noi? 
 Non  cos sciocco. 
Secondo te far come ha detto? 
Sam annu. King  abbastanza sveglio da essersi protetto. 
Chiunque sia stato a prelevare Frank ha fatto in modo di tenere 
nascosta la propria faccia. Non ci saranno piste che facciano risalire
a King, per cui non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare,
accettando la nostra richiesta. 
Allora, perch hai un'aria cos preoccupata? chiese Remi al 
marito. 
Davvero? 
Continui a strabuzzare gli occhi... 
Sam esit. 
Dimmi, Sam. 
Abbiamo appena maltrattato uno degli uomini pi ricchi del 
mondo, un maniaco del controllo sociopatico che  arrivato dov' 
schiacciando i propri nemici. King liberer Frank, ma 
qualcosa mi dice che  seduto nel suo ufficio a progettare un 
contrattacco. 
Houston, Texas 
A tredicimila chilometri di distanza, Charles King stava facendo 
proprio quello. 
Posato il telefono, si mise a passeggiare per l'ufficio, con lo 
sguardo fisso, senza scorgere nulla al di l della sua furia. Brontolando,
si avvicin alla finestra e guard la citt. Il sole stava 
tramontando. 
Va bene, Fargo, sbott. Vi siete aggiudicati la ripresa. 
Godetevela. Non succeder pi. Raggiunse la sua scrivania e 
schiacci il tasto dell'interfono. Marsha, trovami Russell e 
Marjorie. 
S, signor King, un momento. Pass una trentina di secondi 
e poi: Pap... 
Zitto e ascolta. Marjorie  l? 
Sono qui, papi. 
Zhilan? 
S, signor King. 
Cosa diavolo pensate di fare laggi, voi tre idioti? I Fargo mi 
hanno appena telefonato tartassandomi di brutto. Dicono di avere 
foto che ti ritraggono, Zhilan, mentre ammazzi un indigeno sul 
sito di Langtang. Cos' successo? 
Rispose Russell. Stamattina ho ricevuto una telefonata del 
capo della sicurezza del sito. Dice che  stato trovato un veicolo 
sospetto e che  stato dato l'allarme. Hanno rinvenuto un uomo 
privo di sensi, ma pare che non manchi nulla. 
Come ha fatto a perdere i sensi? 
Non si sa con esattezza. Potrebbe essere caduto. 
Stronzate! Avevamo carichi in attesa di essere spediti? 
Due camion, rispose Marjorie. Non appena  stato dato 
l'allarme, gli uomini del colonnello Zhou li hanno evacuati. E una 
procedura standard, papi. 
Non fare la maestrina con me, figliola. I camion sono giunti 
al punto di trasbordo? 
Russell rispose: Non ne abbiamo ancora ricevuto conferma, 
ma, tenendo conto di eventuali ritardi... 
Supposizioni. Piantatela di fare supposizioni. Prendete il 
telefono e trovate quei camion. 
S, papi. 
Zee, cos' questa storia di un morto ammazzato? E vera? 
S. Un bracciante  stato sorpreso a rubare. Ho dovuto farne 
un esempio. Ci siamo gi sbarazzati del corpo. 
King fece una pausa, poi borbott: Okay. Bel lavoro. Quanto 
a voi due, coglioni... I Fargo mi hanno detto che hanno l'Uomo 
d'Oro. 
Come? chiese Marjorie. Dove? 
Scommetto che mentono, aggiunse Russell. 
Forse, ma la loro sfera di competenza riguarda proprio cose 
come queste. Li abbiamo sottovalutati. Pensavo che sarebbe 
bastato Alton a tenerli in riga. 
Marjorie disse: Non essere troppo duro con te stesso, papi. 
Chiudi quella bocca. Dobbiamo ipotizzare che stiano dicendo la 
verit. Vogliono che Alton sia rilasciato. E possibile che lui abbia 
visto qualcosa o possa identificare qualcuno? 
Fu Zhilan a rispondere. Me ne sono occupata al mio arrivo 
qui, signor King. Alton non sa nulla. 
D'accordo. Andate a liberarlo. Dategli da mangiare, ripulitelo
e caricatelo sul Gulfstream. I Fargo hanno detto che, non 
appena Alton sar a casa, incontreranno Russell e Marjorie e 
discuteranno della consegna del come diavolo si chiama. Non 
possiamo fidarci di loro, papi, disse Russell. 
Lo so, idiota. Limitatevi a far salire Alton sul jet e lasciate il 
resto a me. I Fargo vogliono il gioco duro? Lo avranno. 
Vil aggio di Jomsom, Zona amministrativa 
di Dhawalagiri, Nepal 
Il Piper Cub monomotore vir bruscamente e si abbass di mille 
metri. Seduti sui lati opposti del corridoio, Sam e Remi 
osservarono i pallidi dirupi grigi alzarsi, con la sensazione che 
stessero per inghiottire l'aereo man mano che si preparava all'avvicinamento
finale alla pista. Pi in alto e al di l dei dirupi si 
ergevano gli scuri picchi striati di neve delle catene del Dhawalagiri e del Nilgiri, le cui cime erano seminascoste tra le nuvole.
Per quanto fossero partiti da Katmandu solo da un'ora, il loro 
arrivo sarebbe stato il semplice inizio del viaggio; il resto avrebbe 
richiesto altre dodici ore di strada. Come succedeva abitualmente 
in Nepal, le distanze misurate su una mappa erano del tutto inutili. 
La loro destinazione finale, l'ex capitale del regno del Mustang, 
Lo Monthang, si trovava poco pi di duecento chilometri a 
nordovest di Katmandu, ma non era raggiungibile in aereo. 
Pertanto, il loro volo charter li avrebbe lasciati l, a Jomsom, poco 
meno di duecento chilometri a est di Katmandu. A quel punto, 
avrebbero seguito la valle del fiume Kali a nord per un'ottantina 
di chilometri, fino a Lo Monthang, dove il contatto locale di 
Sushant Dharel li avrebbe accolti. 
Per Sam e Remi fu una bella sensazione starsene lontani dalla 
relativa confusione di Katmandu e, con un po' di fortuna, fuori 
dalla portata del clan dei King. 
L'aereo continu la sua discesa, perdendo rapidamente velocit
fino a volare, secondo le stime di Sam, di pochi nodi sopra la 
velocit di stallo. Remi rivolse uno sguardo interrogativo al
marito. Lui sorrise e disse: Pista corta. Si perde velocit quass 
oppure si frena bruscamente una volta in terra. 
Che bello. 
Con un rumore sordo e un sussulto, il carrello di atterraggio 
baci la pista e ben presto si ritrovarono a procedere per inerzia 
verso un gruppo di edifici, all'estremit meridionale della pista. 
L'aereo si arrest e i giri del motore iniziarono a calare. Sam e 
Remi raccolsero gli zaini e si avviarono verso il portellone, che 
era gi aperta. Un assistente di terra in tuta da lavoro blu sorrise e 
indic la scaletta accanto all'uscita. Remi scese, seguita da Sam. 
Iniziarono a incamminarsi verso il terminal. Alla loro destra, 
un gruppetto di capre brucava un'erba marrone accanto al! hangar. 
Pi avanti, su una strada sterrata, videro una fila di buoi muschiati 
guidati da un vecchio con una cuffia rossa e un paio di pantaloni 
verdi. Di quando in quando, dava un colpetto con una verga a un 
bue riottoso, producendo al contempo uno schiocco con la bocca. 
Remi si strinse il colletto del parka e disse: Credo che quest'aria la si possa definire frizzante. 
Stavo per dire tonificante, ribatt Sam. Siamo a circa 
tremila metri di altitudine, ma ci sono molti meno ripari. 
E molto pi vento. 
Come per sottolineare l'affermazione di Remi, una folata 
spazz la pista. Nubi di polvere ocra oscurarono la loro vista per 
qualche secondo, prima di diradarsi, rivelando i dettagli del 
paesaggio dietro gli edifici aeroportuali. I dirupi grigio-bruni, alti 
alcune centinaia di metri, presentavano profondi solchi dalla cima 
alla base, come se fossero stati scavati da dita giganti. Levigati dal 
tempo e dall'erosione, i disegni sembravano quasi fatti dall'uomo, 
come se fossero le mura di un'antica fortezza. 
Una voce alle loro spalle disse: Buona parte del Mustang  
cos. Per lo meno, alle quote pi basse. 
Sam e Remi si fermarono e si voltarono, trovandosi davanti un 
uomo sorridente di et compresa tra i venti e i trent'anni, dai 
lunghi capelli biondi. Chiese: Prima volta? 
S, rispose Sam. Ma non per te, scommetto. 
Quinta. Sono drogato di trekking. Jomsom  una specie di 
campo base del trekking di questa regione. Piacere, Wally. Sam 
present se stesso e Remi e i tre continuarono ad avanzare verso 
gli edifici del terminal. Wally indic diversi gruppi di persone ai 
margini della pista. Molte indossavano parka dai colori sgargianti 
ed erano ferme accanto a robusti zaini. 
Colleghi di trekking? chiese Remi. 
Gi. E anche molte facce note. Siamo parte delfeconomia 
locale, si pu dire. La stagione del trekking tiene in vita questo 
posto. Qui non si pu andare da nessuna parte senza l'accompagnamento
di una squadra di guide. 
E se uno preferisse farne a meno? chiese Sam. 
Qui  di stanza una compagnia dell'esercito nepalese, rispose
Wally. Di fatto, sono una specie di racket, ma non li si 
pu biasimare. Molte di queste persone guadagnano in un anno 
meno di quanto noi guadagniamo in una settimana. Non  tanto 
male. Se dimostri di sapere quel che stai facendo, di solito le 
guide ti si accodano e non ti stanno fra i piedi. 
Da un vicino gruppo di appassionati di trekking, una donna 
grid: Ehi, Wally, siamo quaggi! 
Wally si volt, la salut con una mano e poi chiese a Sam e 
Remi: Dove siete diretti? 
A Lo Monthang. 
Bel posto. Tutto medievale. Una vera macchina del tempo. 
Avete gi una guida? 
Sam annu. Il nostro contatto di Katmandu ce ne ha procurata 
una. 
Remi chiese: Quanto tempo ci vuole per arrivarci? Secondo 
la mappa... 
Mappe! rispose Wally, ridendo. Non sono male, piuttosto 
precise in orizzontale, ma il terreno qui  una sorta di foglio di 
giornale appallottolato e poi riaperto a met. Cambia tutto. Un 
giorno, ti pu capitare di passare da un posto carino e piatto e, il 
giorno dopo, quel posto  semicoperto da una frana. La vostra 
guida probabilmente seguir in larga parte la gola del fiume Kali 
Gandaki, che in questo momento dovrebbe essere 
quasi asciutto, per cui dovete calcolare cento chilometri in totale. 
Come minimo, dodici ore di macchina. 
Il che significa passare la notte fuori, ribatt Sam. 
Gi. Chiedete alla vostra guida. Vi far trovare pronta una 
bella tenda oppure vi far riservare una baracca per escursionisti. 
Vi attende un'impresa. La pista che costeggia la gola del Kali 
Gandaki  la pi profonda del mondo. Da una parte, ci sono i 
monti dell'Annapurna; dall'altra, il Dhawalagiri. Nel mezzo, otto 
delle montagne pi alte del mondo! La pista che costeggia la gola 
 un incrocio tra lo Utah e Marte, cavolo! Solo gli stupa e le grotte 
sono... 
La donna grid di nuovo: Wally! 
Lui disse a Sam e Remi: Ehi, devo andare. E stato un piacere 
conoscervi. Viaggiate in sicurezza. E tenetevi lontani dalle 
strozzature dopo il crepuscolo. 
Si strinsero le mani e Wally si avvi di buon passo verso il suo 
gruppo. 
Sam grid: Strozzature? 
Ve lo dir la vostra guida! grid Wally alle sue spalle. 
Sam si rivolse a Remi: Stupa? 
Di solito noti come chorten da queste parti. Sono dei reliquiari,
strutture simili a tumuli, contenenti oggetti buddisti sacri. 
Grandi come? 
Possono andare dalla dimensione di un nanetto da giardino a 
una cattedrale. In realt, uno dei pi grandi  a Katmandu. Il 
Boudhanath. 
La cupola rivestita di bandierine votive? 
Quella. Il Mustang ne vanta un'enorme concentrazione, 
soprattutto del tipo nano. Alcune stime parlano di qualche migliaia
solo lungo il fiume Kali Gandaki. Fino a qualche anno fa, il 
Mustang era vietato al turismo per paura di profanazioni. 
Signori Fargo! grid una voce maschile. Signori Fargo! 
Un nepalese calvo sulla quarantina avanz con cautela nella folla 
di appassionati di trekking e gli and incontro, col fiatone. I 
signori Fargo, giusto? 
S, rispose Sam. 
Piacere, Basanta Thule, ribatt F uomo in un inglese discreto.
Sono la vostra guida, giusto? 
Sei un amico di Pradhan? disse Remi. 
Gli occhi dell'uomo si strinsero. Non so chi sia. 11 signor 
Sushant Dharel mi ha chiesto di venire ad accogliervi. Aspettavate 
qualcun altro? Ecco, ho un documento... Thule fece per infilare 
una mano nella tasca laterale della giacca. 
No, non serve, ribatt Sam, con un sorriso. Piacere di 
conoscerti. 
Piacere, piacere. Ecco, questi li prendo io. 
Thule afferr gli zaini e indic il terminal con un cenno. Il 
mio veicolo  da questa parte. Seguitemi, se non vi spiace. Si 
avvi di buon passo. 
Sam disse a Remi: Molto scaltra, signorina Bond. 
Sono sempre pi paranoica per via dell'et che avanza? 
No, replic Sam con un sorriso. Solo pi bella. Andiamo, 
raggiungiamolo prima di perderlo di vista. 
Dopo una rapida sosta al banco della dogana per soddisfare quella 
che ipotizzarono fosse la salda - pur se tacita - convinzione da 
parte del Mustang riguardo al proprio status di semiautonomia, 
Sam e Remi uscirono e trovarono Thule sul cordolo, accanto a una 
Toyota Land Cruiser bianca. A giudicare dalle decine di veicoli 
quasi identici sui bordi della strada, ognuno con il logo di una 
diversa compagnia di trekking, la Toyota era l'auto a trazione 
integrale della regione. Thule rivolse loro un sorriso, butt lo 
zaino di Sam nel retro della Toyota e chiuse il portellone con 
forza. 
Vi ho trovato una sistemazione per la notte, annunci Thule. 
Non partiamo subito per Lo Monthang? chiese Remi. No, 
no. Porta malissimo cominciare un viaggio a quest'ora del giorno. 
Meglio iniziare domattina. Mangerete, vi riposerete, vi godrete 
Jomsom e poi partiremo di prima mattina. Venite, venite... 
Preferiremmo partire adesso, disse Sam, senza muoversi. 
Thule si ferm. Incresp le labbra, riflettendo per un istante, 
poi disse: La scelta spetta a voi, ovviamente, ma la frana non 
verr sgombrata prima di domattina. 
Quale frana? ribatt Remi. 
S, quella tra qui e Kagbeni. Non riusciremmo a risalire la 
valle per pi di qualche chilometro. E poi, naturalmente, ci sarebbe
h ingorgo. Molti appassionati di trekking nel Mustang, in 
questo momento. Meglio aspettare fino al mattino, s? Thule 
apr una delle portiere posteriori della Toyota e agit una mano 
verso il sedile. 
Sam e Remi si scambiarono un'occhiata, scrollarono le spalle e 
poi salirono a bordo del SUV. 
Dopo che la Toyota ebbe percorso quelle tortuose e anguste strade 
per una decina di minuti, Thule la arrest davanti a un edificio, 
qualche chilometro a sud della pista di atterraggio. La scritta 
marrone su sfondo giallo dell'insegna recitava: Moonlight Guest 
House. Vasche da bagno. Toilette in camera. Toilette comuni. 
Con un sorriso e un sopracciglio arcuato, Remi afferm: Si 
direbbe che la grande attrattiva di Jomsom siano i bagni. 
E l'architettura monocromatica, aggiunse Sam. 
Dal sedile anteriore, Thule disse: Certo. Jomsom offre le 
migliori strutture ricettive della zona. 
Smont, raggiunse rapidamente la portiera di Remi e l'apr. Le 
offr la mano. Lei la accett garbatamente e smont, seguita da 
Sam. 
Thule disse: Mi occuper io dei vostri bagagli. Voi entrate. 
Madame Roja vi assister. 
Cinque minuti dopo, erano nella Royal Executive Suite della 
Moonlight Guest House, con tanto di grande letto matrimoniale e 
di salottino zeppo di un assortimento di mobili da giardino 
apparentemente in vimini. Come promesso da Madame Roja, il 
bagno era effettivamente collegato alla suite. 
Torner a prendervi alle undici di domattina, s? disse Thule 
dalla soglia. 
Perch cos tardi? chiese Sam. 
La frana avr... 
L'ingorgo, fin la frase Sam. Grazie, signor Thule. Ci vediamo
a quell'ora. 
Sam chiuse la porta con forza. Dal bagno, ud Remi dire: 
Sam, guarda qua. 
Trov Remi con gli occhi spalancati davanti a una gigantesca 
vasca di rame dai piedi ad artiglio. E una Beasley. 
Credo che 'vasca da bagno' sia un termine pi comune, 
Remi. 
Molto divertente. Le Beasley sono rare, Sam. L'ultima venne 
prodotta sul finire del XIX secolo. Hai idea di quanto possa 
valere? 
No, ma qualcosa mi dice che tu ce l'abbia. 
Dodicimila dollari circa. E un tesoro, Sam. 
Ed  grande come una Studebaker. Che non ti venga in mente 
di provare a farla stare nel tuo bagaglio a mano. 
Remi stacc gli occhi dalla vasca e gli rivolse uno sguardo 
malizioso. E grande, vero? 
Sam le restitu il sorriso. Altroch. 
Ti va di farmi da bagnino? 
Al suo servizio, signora. 
Un'ora dopo, puliti e felici e con la pelle raggrinzita dall'acqua, si 
accomodarono nel salottino. Dalle finestre del balcone si vedevano
le vette lontane dell'Annapurna. 
Sam controll il suo telefono. Un messaggio vocale, disse. 
Lo ascolt, fece l'occhiolino a Remi e digit il numero. Selma 
apparve in vivavoce una trentina di secondi dopo. Dove siete? 
Nella terra del vimini e del rame, rispose Sam. 
Prego? 
Niente. Hai buone notizie per noi? 
Ecco, un attimo. 
Un istante dopo, si sent una voce maschile. Era Frank Alton. 
Sam, Remi... Non so come ci siate riusciti, ma vi devo la vita. 
Sciocchezze, rispose Remi. Hai salvato la nostra in Bolivia
in pi di un'occasione. 
Stai bene? chiese Sam. 
Qualche bernoccolo e livido, ma nulla di grave. 
Hai visto Judy e i ragazzi? 
S, appena sono giunto a casa. 
Sam disse: Selma, come vanno le cose? 
In modo assolutamente pessimo, rispose. 
Felice di sentirlo. 
Per un sano rispetto nei confronti dell'influenza di Charles 
King e forse pure un tantino di paranoia, Sam e Remi avevano 
istituito la regola della coercizione: se Selma o uno di loro fosse 
stato sotto la minaccia delle armi oppure in pericolo per altri 
motivi, una risposta diversa dall'aggettivo pessimo avrebbe 
dato l'allarme. 
Remi disse: Frank, cosa puoi dirci? 
Non molto pi di quanto gi sappiate, temo. Selma mi ha 
aggiornato. Anche se concordo sul fatto che King sia una serpe e 
che non racconti tutta la verit, non posso provare che ci sia lui 
dietro il mio rapimento. Un colpo mi ha fatto perdere i sensi e non 
ricordo altro. Non me l'aspettavo. Non so dirvi dove mi abbiano 
tenuto in ostaggio. Quando mi sono svegliato, sono rimasto 
bendato finch non sono stato ricacciato gi dal furgone. Quando 
mi sono tolto la benda, mi trovavo davanti alla scaletta del 
Gulfstream. 
A proposito di stranezze, hai incontrato i gemelli King? 
Quei due... Mi aspettavano in aeroporto. Pensavo di essere finito 
in un remake della Famiglia Addams realizzato da Tim Burton. 
Suppongo che siano il prodotto del Re e della sua Dragonessa... 
S, rispose Sam. Che idea ti sei fatto di Lewis King? 
Cento a uno che  morto da decenni. Credo di essere stato 
una semplice esca per voi due. 
Lo pensiamo anche noi, convenne Remi. Non abbiamo 
ancora tutti i dettagli, ma pensiamo che abbia avuto a che fare con 
una vecchia leggenda himalayana. 
L'Uomo d'Oro, rispose Frank. 
Esatto. Il Theurang. 
Da quel poco che sono riuscito a capire prima di essere rapito,
 quello a cui stava dando la caccia Lewis King quando  
scomparso. Ne era ossessionato. Non so se si tratti di una cosa 
reale o meno. 
Noi pensiamo che lo sia, ribatt Sam. Domani a Lo 
Monthang incontreremo un uomo. Con un minimo di fortuna, 
riuscir a fare un po' di luce sul mistero. 
Gola del Kali Gandaki, Zona amministrativa 
di Dhawalagiri, Nepal 
Per la quarta volta in un'ora, Basan ta Thule fece fermare la Toyota,
con uno scricchiolio degli pneumatici bitorzoluti sul 
ghiaietto che rivestiva il fondo della valle. In alto, il cielo era di 
un blu intenso privo di nuvole. L'aria frizzante era immobile. 
Altri stupa, annunci Thule, indicando fuori dal finestrino 
laterale. L... e l. Vedete? 
Vediamo, rispose Sam, mentre con Remi guardava fuori dal 
finestrino abbassato dalla sua parte. Quella mattina, poco dopo 
essere partiti da Jomsom, avevano commesso lo sbaglio di 
esprimere interesse per i chorten. Da quel momento, indicarglieli 
tutti era divenuta una specie di missione per Thule. Finora, 
avevano coperto poco pi di tre chilometri. 
Per educazione, Sam e Remi smontarono, fecero un giretto e 
scattarono qualche foto. Per quanto nessun chorten fosse pi alto 
di poche decine di centimetri, erano ugualmente notevoli: templi 
in miniatura verniciati di un bianco neve e ubicati sui crinali che 
dominavano la gola, come vedette solitarie. 
Risalirono a bordo della Toyota e ripartirono, avanzando in 
silenzio per un po', prima che Remi dicesse: Dov' la frana? 
Ci fu una lunga pausa. L'abbiamo superata da un po', rispose
Thule. 
Dove? 
Venti minuti fa... la scarpata di ghiaia sconnessa accanto al 
masso che abbiamo visto. Non ci vuole molto per bloccare il 
passaggio, sapete.
...
.
...
FINE Parte 1.